sabato 14 novembre 2020

Eccone un’altra!


Grazie al mitico Scanzi sono venuto a conoscenza dell’esistenza di codesta ehm ... giornalista, o meglio: vernacolierista, scrive infatti su Libero che sta al giornalismo come Rocco alla continenza, e l’affastello con sommo ludibrio tra gli oggetti anomali che quotidianamente seguo, la lista è ampia parte dai tweet del Cazzaro, che leggo con Xanax a portata di mano, evitante il brusco risveglio dei vicini causa ululati e rottura di vario mobilio, passando dai tradizionalisti - sono entrato sotto copertura in siti anti bergogliani dove il testacazzismo si tocca con mano - fino a raggiungere l’apoteosi con personaggi come questa Barbuto Azzurra, che archivierei nella categoria “Kazzo siete nati a fare che rompete i ciglioni a quelli come noi che privilegiamo la caduta di Conte all’emergenza Covid che tra l’altro non esiste e che ostacola pure il sano shopping e la nostra edulcorata credenza in una divinità fascista non meglio precisata?” 
Sostiene la mentecatta che la causa della morte del bimbo sia stata la mamma che lo ha caricato sul gommone. Nella desertica scatola cranica Azzurra probabilmente ristagna la consapevolezza, come il disco nei terrapiattisti, che una nefandezza di tale portata in Via Montenapoleone mai e poi mai si verificherebbe, primo perché non c’è il mare - lo saprà? - e secondo perché l’agio e l’epuloneria non lo permetterebbero.
Non mi sono fatto seguace di Azzurra, perché mi vergognerei peggio che rivolgere la parola a Senaldi. Ma da domani mattina le prometto di riservarle un’attenzione particolare, quella con cui privilegio gli scansatori inconsapevoli di giusto TSO.

Ritorna!

 



Quindi il fedifrago del futuro per antonomasia ci riprova, per la gioia dei dermatologi, dovuta agli eczemi che il solo vedere l'opuscolo in edicola provocherà, per le inusitate grattate alle zone genitali maschili.

Dopo averci predetto grandi viaggi tra marzo e giugno di quest'anno malefico - mortacci sua! - il fancazzista principe dei luminari dell'agio a costo zero - basta avere un buon pc e non ripetere quello dei giorni prima ed il gioco, e il portafogli, sono fatti! - prosegue imperterrito nello spargimento di sfiga ed epocali catastrofi camuffate da positività (ops! Questa parola ormai non si può più scrivere in senso lato!), fingendo che tutto andrà per il meglio e che, tra un Toro ed una Vergine, dolori ed incazzature, dipartite e sofferenze non appartengano agli incalliti lettori e che un giorno, per l'arrivo di Giove in Mercurio o kekkazzo dove, tutti si addormenteranno centenari e satolli! Ma va a dar via le ciap pirla! 

Con un coraggio da leoni questo taccagno di razionalità proseguirà nel farsi beffe del destino, accada quel che accada! Ma voglio mettermi al suo livello: prevedo che chi leggerà questo bignami di baggianate si tramuterà un Facci o in una Chirico! Tiè!

Travaglio all’insaputa


Gli insaputi

di Marco Travaglio

La fiera dell’insaputismo ci aveva abituati quasi a tutto. A B. che scambia Mangano per uno stalliere, la Minetti per un’igienista dentale, Alfano per il suo erede e Gasparri per un ministro. A Scajola che compra casa al Colosseo e non si accorge che due terzi glieli ha pagati un altro. A Fontana, presidente della Regione Lombardia che appalta le forniture dei camici alla ditta di suo cognato senza dirgli niente, dopodiché lui tenta di risarcire il cognato per il mancato affare con un bonifico da un conto svizzero che non sa di avere, così come ignora perché la madre dentista e il padre impiegato tenessero 5 milioni alle Bahamas su cui lui, sempre a sua insaputa, aderì alla voluntary disclosure per farli rientrare in Italia, tant’è che li lasciò in Svizzera. Un caso di insaputismo talmente sfortunato da rendere persino credibile il generale Saverio Cotticelli, commissario alla Sanità in Calabria, che confessa in tv di non aver mai fatto il piano di emergenza perché non sapeva che spettasse a lui; poi, quando lo cacciano, spiega restando serio che il piano l’aveva fatto, ma “non ero io quello dell’intervista, non mi riconosco, ho vomitato tutta la notte, forse mi hanno drogato, sto ancora indagando”, forse c’entra “la massoneria”, anzi “la masso-mafia”.

Ci stavamo appena riprendendo, quando sulla scena ha fatto irruzione Christian Solinas, sgovernatore di Sardegna, il genio che quest’estate riaprì le discoteche trasformando la sua Regione in un mega-focolaio. L’ordinanza è firmata da lui, quindi come si discolpa? “Ho obbedito al mio Comitato tecnico scientifico”. La prova sarebbe un’email di quattro righe inviata dal prof Vella, membro del Cts, al capo della Sanità regionale un’ora prima che lui firmasse l’ordinanza. Ora che i pm indagano, Vella spiega a Repubblica che quelle quattro righe “non erano un parere del Cts”, mai convocato e comunque contrario, ma una mail “a titolo personale per tentare di ridurre il danno di una scelta politica già presa. Intendevo dire che per loro, come mi avevano detto, era inevitabile e necessario riaprirle. Per loro, non certo per noi”. Infatti la polizia ha sequestrato altre 10 email del Cts sardo fieramente contrarie alle discoteche. Ma Solinas dice che non ne sapeva nulla: in fondo è solo il presidente della Regione. Otto anni fa, Sara Tommasi girò alcuni film porno e il suo fidanzato di allora, il celebre avvocato-scrittore Alfonso Marra, li attribuì all’abuso di droghe. Ma lei lo smentì sfoderando un alibi decisivo: “È colpa delle entità aliene che mi hanno impiantato un microchip nel cervello per diffondere l’amore nel mondo. Due di loro sono state sempre presenti di nascosto sul set”. Strano che non sia ancora governatrice di qualche Regione.

Abluzione

 


venerdì 13 novembre 2020

13 giugno 2018

 Una data come tante altre, se non fosse che quel giorno un nostro conoscente di vecchia data prese un aereo privato da 12 posti, al costo di 134.900 euro, per volare negli Stati Uniti a commemorare la figura di Bob Kennedy, parlando per 143 secondi, di conseguenza quasi mille euro al secondo costò quel velivolo. 

Di chi stiamo parlando? Ancora di lui, il nostro secondo peggior "nemico", il Giullare di corte osannato da tanti allocchi, protetto e visto a quei tempi come la novità, la freschezza di una politica che solo apparentemente risultò innovativa, in verità i fatti davanti a noi ne evidenziano invece l'alta virulenza, capace di abbattere ideali conquistati nei decenni precedenti a prezzo di fatica e sudore, uno su tutti l'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che diede vita al capolarato ancora sotto i nostri occhi tutt'oggi.   

L'Egoriferito per antonomasia, il contraddittore di se stesso, il modellante il proprio pensiero a seconda della platea, ricordo ancora con mestizia quando ad una riunione di segreteria iniziò l'oceanico discorso al grido di "compagni" che sta al suo pensiero come "socialità" in quelle di nonno Briatore, pare, dico pare, utilizzasse i soldi della Fondazione "Open" per esigenze di partito, allora il PD, praticamente un bancomat politico. Ed è per questo che è indagato assieme alla Bella Etruriana e a quel Lotti che personalmente mi ricorda il compagno di classe che sapeva tutto lui e stava collegialmente sui coglioni a chiunque. 

Ma, essendo il Pifferaio uno dalla querela facile, ribadisco che codeste sono solo accuse ancora da dimostrare ed eventualmente da condannare penalmente, con annesso il paravento dei tre gradi di giudizio. 

Quello che sconcerta è che il suddetto sia ancora una volta nell'occhio del ciclone e di conseguenza si parli ancora di lui, del suo partito Italia (semi) Viva, del suo entourage. 

Desidererei con tutto il cuore non parlarne più, contemplandolo nel terribile, per lui, regno degli anonimi, portandoci finalmente a dimenticare gli anni bui ed ostili dell'Era del Ballismo. 

Prosit!   

Sensazioni

 


Già!


FUORI FASE
Questi “dirigenti” come riescono a prender sonno?

di Antonio Padellaro

Il primo pensiero è: ma questi come facevano a prendere sonno la notte? Sapendo che le ridotte manutenzioni – “così si distribuivano più utili e i Benetton erano contenti” – avrebbero accelerato la corrosione dei cavi del ponte Morandi, e che la resina delle barriere sulla rete autostradale era difettosa e totalmente inefficace? “Incollate con il Vinavil”, confessavano a se stessi prima di scappare (“sti cazzi io me ne vado”). Magari, dopo aver disposto di risparmiare sulla sicurezza e sulla vita delle persone, che la morte non avrebbe risparmiato, davano sereni il bacio della buonanotte ai figlioletti. Magari, dopo avere fatto sorridere “Gilberto eccitato perché lui guadagnava e suo fratello di più”, andavano nelle università a predicare ai poveri studenti l’etica dell’impresa e il dovere della solidarietà. Magari, da azzardati scommettitori sul dolore altrui riuscivano malgrado tutto a scacciare i cattivi pensieri, a guardarsi allo specchio la mattina. Puntando sulla smemoratezza dei manufatti, stremati, marciti ma pur sempre lì, dai che anche oggi è andata liscia.

Prima domanda di noi gente qualunque: ma se i forzieri della “Famiglia” erano già ricolmi di miliardi perché mai un’altra carrettata di miliardi eccitava ancora e così tanto Gilberto, e i suoi calorosi sentimenti fraterni? Pensavamo che ci fosse un limite oltre il quale accumulare dieci, venti o cento fantastilioni non dovrebbe mutare il senso di un’esistenza. O forse sì, se l’avidità è la misura prescelta di un mondo smisurato. Ma può darsi che le sinapsi di questi leggendari “Capitani” siano costruite anch’esse di materiali pregiatissimi, tali da non registrare alcuna vibrazione umanamente apprezzabile. Quando per esempio a Cortina, la sera del crollo del ponte Morandi, si convocano gli amici per una grigliata che sembrava brutto disdire. Leggendo di questi manager di resina scadente chiediamo infine sommessamente di risparmiarci d’ora in avanti altre penose lezioncine sui top manager dagli “impeccabili curriculum”, perennemente concentrati sul “benessere della collettività”. Ne esistono certamente, e non sono pochi, ma adesso più che mai ci sentiamo autorizzati a diffidare della narrazione da meeting confindustriali (con reggicoda dattilografi al seguito), quella della superiorità morale e delle buonuscite che gonfiano petto e portafoglio. Sti cazzi, come diceva quel tale del Vinavil.