venerdì 9 ottobre 2020

Vomitevoli




La rabbia monta oltre ogni limite nell’apprendere che questi barboni in dignità hanno smaltito 12mila dosi di vaccino in poche ore al modico prezzo di 50 euro, quando nelle farmacie, dove stranamente è scomparso e non se ne trova, dovrebbe costare attorno ai 12 euro. Ritorniamo mestamente a marzo quando pagavamo le mascherine venti, trenta volte il loro costo normale, facendoci prendere per le palle da quelle canaglie di affaristi che ebbero il coraggio, perché essenzialmente nel loro dna da bastardi doc, di lucrarci sopra, senza ritegno, né dignità. E ora ritorna con i vaccini la solita solfa provocante voglie insalubri di manganellate. Codardi di questo tipo dovrebbero essere arrestati, infami di questo stampo messi davanti al ludibrio del popolo. Non so se quest’istituto ha lucrato, forse non lo sapremo mai. Qualcuno però mi dovrà spiegare perché la Lombardia ha acquistato dosi inferiori alla richiesta, e se da un lato questo misfatto è stato generato dalla palese incapacità dei due noti imbecilli, dall’altro scatena dei dubbi generati dall’autostrada aperta a tutti gli avvoltoi privati e maneggioni smanianti di arricchirsi alla faccia dell’emergenza. Riusciranno nel loro intento, ma avranno il mio disprezzo perenne, unito al solito sano, doveroso, inossidabile, maestoso, vaffanculo!

Aria fresca

 


S'avverte un flebile ma determinato rivolo d'aria fresca, di novità, un imput di ripartenza, di ritorno alla normalità leggendo, con molta gioia, la radiazione dalla magistratura di Palamara. Si sogna che questa brezza benefica inneschi una pulizia intensa e definitiva spazzante tutti quei carbonari dediti e viventi nel sottobosco dell'intrallazzo, abili a gestire nomine ed incarichi con quella avventatezza tipica di una partita a Monopoli post cena molto innaffiata da calici di "quello buono." 

La sequela di questo gioioso annuncio speriamo contemplare in futuro anche gli amici del neo espulso, a cominciare, pare dalle indagini, dal Biondo Spettinato amico dell'ex politico, oramai anonimo, reggente l'Italia Semi-Viva e da Cosimino Geco, anche lui pare immerso nelle tristi gesta opportunistiche, campione di immobilità ed opportunismo ricordante i mesti anni forlaniani e del gobbo defunto.

Non ci resta che attendere gli eventi, sognando, finalmente, di ritornare a riveder le stelle, respirando aria fresca e, soprattutto, pulita.      

Grunch Grunch

 



L'Amaca

 La solitudine che salva

di Michele Serra
Sono responsabile solo di quello che dico, non di quello che gli altri non capiscono.
Sono parole di Emma Marrone (intervistata ieri da Silvia Fumarola), e se il concetto fosse condiviso almeno dalla metà dei naviganti, il mare dei social sarebbe un posto migliore. Anzi, il mondo intero sarebbe un posto migliore, molto migliore.
Per una moltitudine di persone funziona esattamente al contrario: NON si sentono responsabili di quello che dicono, e danno un peso esorbitante al giudizio degli altri. Il meccanismo del successo (anche del successo politico) piega le proprie parole alla questua quotidiana di "mi piace", e produce depressione, a volte disperazione, se prevalgono i "non mi piace". Per gli adulti non soccombere è più facile, ma mi chiedo quanti ragazzini e ragazzine abbiano pagato un prezzo grave, anche tremendo, a questa micidiale conta, che concede alla malignità o anche solo alla distrazione degli altri un ruolo di governo del tutto immeritato.
Certo ci vuole coraggio, per sentirsi gli unici veri autori delle proprie parole, della propria vita, di se stessi. C’è un passaggio di solitudine, anche di silenzio da attraversare.
Immagino (posso solo immaginarlo) che Emma Marrone questo passaggio l’abbia compiuto. Ci si sente più forti, dopo, e più responsabili non solo delle proprie parole: anche della propria felicità. I tribunali del popolo sono infiniti, vanno dalla folla distratta alla piccola cricca biliosa, dalle gang di haters prezzolati a ondate di ostilità casuali come un temporale. Passano, passa quasi tutto, non passa quello che si è, o si cerca di essere, in tenace solitudine.

giovedì 8 ottobre 2020

Molto bella!




Pagliacci



Trovare altri due incompetenti ed incapaci come questi due è cosa ardua e quasi impossibile. Lasciando stare le traversie giudiziarie del Fontana di tutti i lor Cazzari, del cognato prima fornitore e poi filantropo di camici, dei soldi nei paradisi fiscali, l’ecatombe della ragione si compie allorché si entra nelle loro azioni, meglio misfatti, in regione: e qui gli storici un giorno si alluperanno nel comprendere come sia stato possibile affiancare alla guida di una delle regioni italiane più formose, una coppia comica e dedita ai disastri come questa. Non sto a rivangare il passato e il doloroso sciame di morti nelle Rsa, solo per rispetto dei tanti defunti. Sottolineo l’ultima impresa folle del duo: si sono accorti di aver comprato pochi vaccini antinfluenzali, sciagurata impresa che in un periodo pandemico come questo non avrebbe neppure realizzato un ebbro gitano della Kamchatka ed ora, accortisi del misfatto, stanno correndo ai ripari acquistandoli ad un prezzo cinque volte superiore dell’iniziale. Un fragoroso invito ad andar a dar via le ciap è quanto di più consono si possa rivolgere a due grotte desertiche di sinapsi quali sono questi due saltimbanchi del nulla.

mercoledì 7 ottobre 2020

Boooooom!


The Donald, lo show è del genere di serie Z

di Daniela Ranieri

Una musica patetica e trionfale, da momento clou di un reality show – la prova nella fossa dei serpenti, l’approdo dei naufraghi sull’isola – confeziona il video promozionale della resurrezione del Re. La mini-epopea di Donald Trump, scopertosi giovedì positivo al virus di cui ha negato per mesi l’esistenza, salvo poi assicurare di poterlo curare con iniezioni di candeggina, anzi di non poterlo prendere grazie all’assunzione preventiva di (inutilissima) idrossiclorochina, è un pezzo di Storia, a patto di considerare questa piega di Storia un ibrido tra la realtà e il fumetto manga, trash, zombie, distopico, insomma la serie B della serie Z. C’è ancora qualcuno, pure da noi, che crede che questo miliardario sociopatico che non paga le tasse sia un amico dei popoli, la talpa che scava e rovescia le élite. Dopo aver ricevuto le migliori cure previste dalla scienza, questo paziente senza mondo interiore, che costretto a letto guarda la Tv e twitta compulsivamente, fa i capricci per uscire contro il parere dei medici (quelli veri, non l’osteopata bugiardo delle cui cure si avvale) e consegna al mondo via Twitter lo sfregio impensabile: “Non abbiate paura del Covid, mi sento più giovane che 20 anni fa”. Lo twitta, perché sul balcone della Casa Bianca l’anziano obeso e truccato per ora miracolosamente graziato non parla, ansima, sopprime la tosse, scatenando l’euforia vitalista dei fruitori di Tv via cavo, deresponsabilizzando vieppiù i deboli di testa. Chissà se ci sarà una Norimberga simbolica (non per impiccarlo: per fargli rimangiare le criminali farneticazioni) per uno che chiama “patrioti” i seguaci di QAnon, i complottisti convinti che lui lotti contro una setta di pedofili cannibali che ha diffuso il SARS-CoV-2 al fine di microchippare l’umanità coi vaccini.

Trump entrerà nella Storia in coda alla serie degli imperatori pazzi, di quelli resi lunatici e feroci dall’avvelenamento da piombo contenuto nelle botti di vino, con l’inedita caratteristica che lui è un prodotto concentrato della follia universale in un sol punto, un campione di narcisismo da manuale diagnostico che i media amici già chiamano “eroe invincibile”, producendosi in un cortocircuito formidabile: avendo preso il virus, egli ha una competenza che Biden non ha, cioè non ha avuto il midollo di acquisire. I 215mila americani morti sono la prova che la giustizia non è di questo mondo.