domenica 27 settembre 2020

Increscioso silenzio

 Niente, neppure un refolo di compiacimento, solo silenzio e nessun commento in quelle lande tristi e solitarie, come alcune cervic,i che comunemente identifichiamo nel centrodestra. Eppure motivi ce ne sarebbero, ad iniziare dall'appezzamento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale ha pubblicamente dichiarato che la gestione del Covid in Italia dovrebbe essere da esempio per tutti i paesi del globo, ad iniziare da quelli europei alle prese con situazioni limite: gli albionici guidati da un ebbro biondastro da poco sfanculato pure dal nostro Presidente; la Spagna soprattutto nella capitale e la Francia di TonTonMacron caduto in disgrazia nei sondaggi ancora più dei suoi predecessori, vedasi l'attuale fidanzato dell'ex modella italica che il fato ha voluto divenisse pure gracchiante - ops! - cantante.

Livore, invidia, rosicamento: il mix mefitico che alberga nelle sparute sinapsi del Cazzaro, di Sora Cicoria e di tutti quei pennivendoli restii ad ammettere l'evidenza, ossia che l'attuale Premier è tra i migliori in circolazione e nella nostra storia repubblicana, che ha saputo gestire al meglio una situazione drammatica e mai verificatasi nel dopoguerra.
Ma si sa: l'invidia è una brutta bestia!

Emma sei qui!

Non possiamo dir nulla, non dovremmo neppure fiatare davanti all'immane tragedia di perdere una figlia. 

Il papà di Emma però ha pubblicato un libro, un dialogo con Emma, morta nella tragedia della discoteca a soli 14 anni.  E per tenerne viva la memoria, anch'io voglio riportare un suo pensiero, con l'unica speranza di avvicinarla sempre più al cuore lacerato di mamma e papà, affinché Emma possa consolarli, possa portare quell'amore unico che riesce incredibilmente a lenire parzialmente il distacco, la dipartita di una bimba così bella, così dolce. 

Un pensiero per noi, per mamma e papà, per il mondo stordito da queste morti troppo, troppo incomprensibili. 

Ciao Emma! E grazie! 




Misteri preparatori

 


sabato 26 settembre 2020

Ritornano!

 


L'aspettavo con ansia questo momento topico, questo ritorno ai sani suffumigi, gratis, di noi che viviamo nei pressi dell'ormeggio di queste cliniche virali in pectore!
M'aggrotto nell'esternare questa mia asocialità, questa mancanza di accoglienza nei confronti di chi viene in pace, lo ammetto, pur se è vero che - mi permettano gli zelanti sognatori dell'incremento annuale di arrivi segno, a loro dire, di modernità, di opportunità occupazionali - di questi tempi e con questi dati, ciò inconfutabilmente ha tutte le caratteristiche per essere definito "un attracco ad minchiam!"

Splendida citazione

 

Un consiglio. Aspettate una vita prima di confermare la morte, spaziate nel costretto, sommate le orecchie agli occhi, moltiplicate le braccia per le dita, portate al cuore una mano e alla bocca un regalo. Guardate quel che c’è d’inviso in voi senza approfittare dello specchio, andate a spasso con lo spasso stesso. Fate un giro su voi stessi poi scendete e fatene uno su voialtri, calandovi nella parte quando va via: riuscirete così a scoprire la differenza tra tori e genitori, tra oste e ostetrica, tra pietà e pietanza, tra fame e appetiti. Vedrete finalmente che basta solo confondere consenso con nonsenso e si entrerà nel nuovo paradiso extra terrestre, dove ogni cane ne è anche il padrone, ogni iniziato ne è sua pura conclusione, dove in ogni grembo paterno s’aspetta qualcuno ma senza certezza, lasciando tutto così come non è. Perché non vogliamo mica andare su Venere, vogliamo andare con Venere su Plutone, per Giove, portando l’altruismo alle stelle.
(Alessando Bergonzoni. Aprimi cielo)

Booom!!


L’Ingegner Golpe

di Marco Travaglio

Mentre gli elettori e gli eletti 5Stelle si domandano se il loro movimento abbia ancora un senso, ci ha pensato Carlo De Benedetti, padrone del nuovo giornale senza padroni, a dissipare i loro dubbi. L’ha fatto a Piazzapulita, davanti al conduttore che lo auscultava come l’oracolo di Delfi e a Bersani che lo riduceva in poltiglia. Lì ha intimato a Mattarella di sciogliere subito le Camere perché alle Regionali i partiti hanno avuto risultati diversi da quelli delle Politiche del 2018 e sarebbe assurdo che chi ha perso le Regionali elegga il nuovo presidente della Repubblica. L’idea che le Regionali decidano chi governa le Regioni, le Politiche chi governa il Paese (o meglio, chi ha la maggioranza in Parlamento per governare il Paese) e il Parlamento chi fa il capo dello Stato non sfiora il nostro costituzionalista della mutua. Strano, perché anni fa fondò Libertà e Giustizia per difendere la Costituzione: quell’agile libretto di 139 articoli che separa nettamente l’elezione indiretta del capo dello Stato (per 7 anni) e quelle dirette del Parlamento, dei Consigli regionali e dei Consigli comunali (per 5 anni). La durata sfasata e la maggioranza qualificata del Quirinale sottolineano vieppiù la volontà dei Costituenti di proteggere il capo dello Stato dalle logiche momentanee della politica e dai contingenti rapporti di forza fra governo e opposizione. Infatti neppure un analfabeta costituzionale come il Cazzaro Verde chiede al Quirinale di sciogliere le Camere. E l’unico a congratularsi con CdB è Pietro Senaldi su Libero: sono soddisfazioni.

Chi non conoscesse CdB potrebbe pensare che abbia studiato la Costituzione su Tiramolla. O rinfacciargli l’incoerenza di aver sostenuto in passato presidenti e governi votati da maggioranze parlamentari non indebolite, ma illegittime. Come Napolitano e i governi Letta, Renzi e Gentiloni, figli del premio di maggioranza (anzi di minoranza) del Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Ma l’Ingegner Golpe, del diritto e della coerenza, se ne infischia. E sa benissimo di aver detto una somarata (una più, una meno). Ma l’ha detta lo stesso, consapevolmente, confessandone pure il movente (a una certa età, si è più portati a confessare): “In Parlamento ci sono più di 300 cinquestelle e saranno decisivi per scegliere il prossimo presidente della Repubblica”. In effetti, avendo preso il 33% dei voti, il M5S ha un terzo dei parlamentari: a pensarci prima si potevano abolire gli elettori, o sterminare quelli intenzionati a disobbedire a CdB, ma ormai è andata così. Purtroppo siamo in democrazia. Lui però è abituato a fare e disfare maggioranze e governi. A dettare liste dei ministri e leggi à la carte.

A creare partiti e leader o pseudotali in laboratorio (ultimi capolavori: l’Innominabile e Pisapia). A pagare mazzette per rifilare telescriventi obsolete alle Poste. A farsi anticipare i decreti per specularci e guadagnarci in Borsa. Dunque non può tollerare l’esistenza di un movimento che non prende ordini da lui, anzi non se lo fila proprio. Né tantomeno di un premier che non fa insider trading e, se gli mandi degli emissari per avvicinarlo, te li rispedisce al mittente. Infatti vuole B. al governo “pur di cacciare Conte”. E votare subito per far vincere Salvini&C. e far scegliere da loro, anziché dagli odiati “grillini”, il nuovo capo dello Stato. Da Tessera Numero Uno del Pd a leader della Sinistra per Salvini. Tanto, con la destra come con la sinistra, lui s’è sempre messo d’accordo. Franza o Spagna purché se magna. L’importante è levarsi dai piedi i 5Stelle perché “hanno truffato gli elettori e non han fatto niente”. Ma, se fosse vero, lui li appoggerebbe e forse li voterebbe pure. Il guaio è che hanno mantenuto un bel po’ di promesse (non con lui, però): hanno smontato un bel pezzo di Jobs Act (“A Renzi il Jobs Act l’ho suggerito io, lui mi è stato sempre molto grato”) col dl Dignità, dato un sacco di soldi ai poveri anziché a lui col Reddito di cittadinanza, varato la legge anticorruzione e antiprescrizione (lui per le sue tangenti fu per metà prescritto), imposto le manette agli evasori (e lui di indagini per elusione, evasione e falsi in bilancio se ne intende) e ora minacciano una legge contro i conflitti d’interessi fra imprese e giornali (un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato).
Non solo: non vogliono il Mes, il prestito europeo ipercondizionato per la sanità che l’accordo Ue sui 209 miliardi di Recovery Fund ha reso ancor più inutile di quanto già non fosse (infatti in Europa non l’ha preso nessuno, perché il primo che si alza confessa di essere in default). Tantopiù che il governo ha già stanziato 10 miliardi in un anno per la sanità, altri ne stanzierà col Recovery e per ora non ha problemi di cassa. Eppure CdB vuole a tutti i costi il Mes, non riesce a farne a meno, ne parla come il Papa del Paradiso. Qualche maligno potrebbe ricordare che la sua famiglia è padrona del gruppo Kos, titolare di 55 fra cliniche private e Rsa (alcune indagate per i contagi da Covid): vedi mai che qualche miliarduccio piova anche da quelle parti. Ma sarebbe un’ingiusta cattiveria. L’impressione che dava l’altra sera l’attempato prenditore, mentre smetteva di colpo la mutria malmostosa di chi sente dei cattivi odori per magnificare estasiato i balsamici effetti del Mes, era quella di un increscioso equivoco dovuto all’anagrafe. Che, cioè, avesse scambiato il Mes per un nuovo tipo di Viagra.