A leggere la chiusura delle indagini sul baratro economico di Alitalia, viene voglia di irridere chiunque blatera sul fatto che in Italia i piccoli delinquenti restino impuniti. Perché chi ad esempio svaligia, depredando e sbagliando, sia chiaro, è nulla al confronto dei famigerati colletti bianchi, incensati, ammirati, invidiati da questa cazzo di opinione generale, risultante di media peripatetici. Ma facciamo gli altolocati nomi: Ball, Cassano, Colaninno, Hogan, Mustier e, udite udite, Montezemolo. Tutti ex Ad di Alitalia e tutti marchiati a ferro e fuoco dalle parole dell’inchiesta: “hanno commesso con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso il reato di false comunicazioni sociali.”
E mentre Alitalia stava, e sta tuttora, affogando Cassano, Ball e Montezemolo distraevano, dissipandoli, qualcosa come 133.571 euro in catering durante i cda!
Bancarotta fraudolenta per questi maniscalchi del decoro, tutto lindi, intonsi nel loro portamento regale, nell’ovattato modo di impersonare il nerbo della nazione, l’abilità di condottieri, in realtà, pare, guappi intenti a nascondere malefatte, ad inventar fatture, a sottostimare società satelliti per aumentar plusvalenze, come i beceri truffatori che vediamo negli autogrill intenti a spennar polli.
La sfangheranno, come al solito. L’impunità regna sovrana nelle nostre lande. Basta qualche avvocatone esperto nel far melina, un Bullo che rifermi nuovamente la prescrizione, come volle a suo tempo il sarcofago puttaniere per evitar nove, dicasi nove, condanne che lo avrebbero fiondato in galera, e sopratutto il circo mediatico peripatetico con annessi gli adepti di lor signori, dopo il meriggio intenti ad edulcorare notizie, per il bene di pochi ed il sollazzo alloccante di molti.