venerdì 13 aprile 2018

Ad Alloccalia può succedere anche questo!


Occorre sempre conoscere le mosse del nemico, recita un detto. Ed io puntualmente vado a curiosare su siti o profili dei benemeriti avversari personali. Il giro solitamente è il seguente: profilo della Boschi, del Bomba, di Orfini, i siti malvagi della chiesa rancorosa e tra i quotidiani naturalmente il Giornale del Vampiro Sallusti. 

Bene: alle ore 16:44 il sito del Giornale era il seguente:


Se non è stato ancora cambiato andateci pure voi per curiosità. 
E badate bene: qui ad Alloccalia è un fatto normale che accadano certe cose. Si, nulla di cui meravigliarsi. 
Se in un paese un Delinquente Naturale (cit. Sentenza Corte di Cassazione nr 35279/13 del 01.08.2013) continua ad imperversare, a mettersi di traverso politicamente per la fobia che qualcuno possa anche lontanamente toccare i tesori accumulati in tanti anni di politica trasversale in cui, grazie al potere acquisito derivante dal voto di allocchi, ha potuto farsi le leggi come meglio ha creduto, sollazzarsi sessualmente camuffando orge in cene eleganti con il beneplacito anche dei riccastri vestiti di paonazzo di allora, salvare dalla bancarotta le sue aziende mediatiche affossando e controllando la tv di stato, rastrellando pubblicità fuori misura, crearsi una sessantina di società off shore per evadere masse enormi di denaro ed uscire indenne dallo scandalo acclarato da una sentenza definitiva per aver pagato la mafia, si la mafia, per tanti anni al fine di proteggersi da eventuali ritorsioni ebbene: di che stupirsi allora del fatto che se una persona per bene come Di Battista che lo ha definito, giustamente, sacrosantamente Male Assoluto, che il giornale di proprietà chiamato il Giornale, manco buono da incartare le uova, possa permettersi il lusso di definirlo cretino? 
Perché siamo tutti cretini. Siamo affetti da cretinismo in fase avanzata visto che è da più di vent'anni che non riusciamo a levarcelo definitivamente dai coglioni, magari spedendolo pure in galera! Porcaccia miseria! 

Leggete di questa vergogna!


Non ci crederei se non fosse Repubblica a pubblicare questa notizia. Un fatto incredibile, una vergogna infinita! Ti chiedono soldi ovunque, sempre, anche per rivedere la salma di un tuo caro scomparso. Un abisso troppo grande per non precipitarvici dentro tutti, assieme al decoro, alla giustizia, alla solidarietà.

La tassa sull’ultimo saluto Nei cimiteri di Roma il commiato costa 200 euro

Giovanna Vitale, roma

«Può un Comune speculare sul dolore delle persone? Può una amministrazione pubblica, deliberatamente, approfittare dello sconforto, della disperazione, della debolezza di chi ha perso una persona cara per spillare soldi? Sì che può. A Roma si può. È quello che ho scoperto portando mia madre al cimitero di Prima Porta».
Fabiana Ranzani è una bella ragazza tra i 40 e i 50. Per tutta la vita ha vissuto in simbiosi con mamma Fabiola, spirata il 29 marzo, nel giorno del suo 89esimo compleanno. « Uno strazio » piange la figlia, « lei per me era tutto: un’amica, una confidente, una complice. Abbiamo sempre condiviso ogni cosa. Fino alle ultime volontà: desiderava essere cremata e io così ho disposto ».
All’indomani del decesso, era venerdì santo, vengono celebrati i funerali e il feretro trasferito nel camposanto alla periferia nord della città, da cui prende il nome, sebbene ufficialmente si chiami Flaminio: è il più grande d’Italia, 140 ettari percorsi da 37 chilometri di strade interne, sulle quali si circola in auto e bus. È qui che sono sepolti alcuni personaggi che hanno fatto la storia del Paese: Enrico Berlinguer e Luigi Comencini, Mennea e Modugno, poi Fanfani, Corrado, Steno, Giuliano Gemma, persino Joaquin Navarro-Valls.
« Purtroppo per bruciare le salme, a Roma, c’è la fila, bisogna aspettare una quindicina di giorni » , riprende Fabiana. « Nell’attesa mamma è stata sistemata in un deposito » . E già questo, non sapere quando potrai dare l’ultimo saluto alla donna che ti ha generato, è fonte di profonda frustrazione. «Dopo circa una settimana, sabato 7 aprile, sono tornata a Prima Porta per avere notizie di quando sarebbe avvenuta la cremazione » , prosegue. « Gli addetti al cimitero mi hanno detto che non si sapeva ancora. Ho chiesto allora di poter vedere, per una volta ancora, il feretro di mia madre. E con mia grande sorpresa mi sono sentita rispondere che per farlo dovevo pagare».
Ma pagare chi? — domanda basita Fabiana. « Il Comune, signora. Esiste un tariffario» replica il custode mostrandole la tabella descrittiva di servizi e prezzi: “Commiato effettuato in giornate successive all’entrata della salma in cimitero, euro 202 più Iva” c’è scritto alla voce che interessa a lei. «Ma fa 250 euro! E per quanto tempo la potrei vedere? » esclama. «Circa 30 minuti», le tre parole che la fanno sobbalzare. La figlia non riesce a crederci: « C’è da vergognarsi! » esplode. « È vero, signora. Noi ci vergogniamo a chiedere questi soldi. Ma così ci ordinano di fare e dobbiamo eseguire », si mortifica il necroforo.
A prescriverlo è la delibera allegata al bilancio di previsione 2017, varata dall’assemblea capitolina il 25 gennaio dell’anno scorso. Funziona così: il feretro viene trasferito in una delle tre Sale del Commiato allestite nei cimiteri del Verano e Prima Porta, dove i congiunti — nei giorni che separano le esequie dalla sepoltura o dalla cremazione — possono far visita al defunto. In 15 mesi solo una decina di persone ne hanno fatto richiesta e pagato la tassa sull’ultimo saluto. «Io invece mi sono rifiutata » , conclude Fabiana, « è un’inaccettabile gabella sul dolore e non avrò pace finché la sindaca non la farà cancellare».


Ribadisco il concetto


Un titolo preciso, riassuntivo, sintetico, chiaro del problema ventennale attanagliante l’intera nazione. Ieri al Quirinale il capetto Puttaniere di questi mariachi ebbri, si è ripreso il proscenio esortando i presenti a fare i “bravi”, intendendo con bravi la truppa al suo servizio, novello Don Rodrigo, intento a ribadire che il matrimonio tra le esigenze sociali e una politica seria e onesta, qui ad Alloccalia non s’ha da fare!

Don Rodrigo Puttaniere


Qui ad Alloccalia non ci facciamo mancare nulla!
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giovedì 12 aprile 2018

Commovente!

Sportivamente parlando è da fazzoletto a portata di mano!
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A proposito di Gloria...



Saranno passati anni, può essere; ma la gloria non si cancella e occorre assaporarla con gli occhiali da sole, quando è tanta, per non rovinarsi le retine!

Però...



Capisco il dolore di Gigi, però in effetti prima di sbraitare contro gli arbitri, a volte occorrerebbe rifletterci un pochettino su...