Sono dati in milioni di euro (fonte Repubblica) e descrivono la tristezza di chi lascia un posto di comando di mega società. A me personalmente pensando ai licenziamenti, allo sfruttamento, ad alcuni stipendi-schiavitù, prudono le mani..
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
domenica 23 luglio 2017
Q.I.
Certamente questa notizia è frutto del Q.I. della nuova giunta visto che tra le sue fila si nascondono probabilmente discendenti di Newton, Archimede o Einstein. La precedente e quarantennale maggioranza, figlia del popolo, non ha potuto, purtroppo, mai arrivarvici visto l'enorme dispendio di sinapsi che la pensata riportata nell'articolo richiede.
Ricordo una delle ultime asfaltature rosse in zona ospedale alle 11 del mattino di un giorno lavorativo, con gli esausti automobilisti in coda incazzati al punto di essere pronti a votare piuttosto Goebbels, Hess o Himmler che la giunta in scadenza.
La nuova opposizione obbietterà che di notte si disturba il sonno di molti, pochi però al confronto di chi invece al mattino, bloccato, sfinito e maledicente astri e quant'altro si domandava come fosse possibile che nessuno, mentre il catrame fuoriusciva in una delle tre arterie cittadine, dei cervei dell'allora giunta avesse preso in considerazione il lavoro nelle ore notturne. Oggi finalmente lo sappiamo: erano troppo intenti a litigare sul nulla e questi impercettibili cambiamenti non erano alla loro portata, di pensatori di supercazzole in stile leopoldiano, offerte al potente di turno vedasi, ad esempio, il Bomba Scrittore rignanese.
sabato 22 luglio 2017
S'arricciano!
Il gioco appare chiaro, come non mai. Tendono a non farti arricciare le gonadi. Ci vogliono così sereni, paciosi, vorrebbero che fossimo tutti dei Vacchi. A volte ancora riesco a guardarmi attorno stranito. Ma come: esultano perché hanno salvato le banche con una ventina di miliardi di soldi nostri, dopo che quelle spelonche hanno imprestato valanghe di soldi a dei compari che non glieli hanno restituiti, dopo che hanno convinto brava gente a comprare spazzatura e io dovrei essere contento sapendo che ad Amatrice ci sono ancora le macerie da levare, che le prime casette già puzzano di corruttela, che le case dell'Aquila che ha costruito il Perverso Puttaniere ancora tra i coglioni, stanno cadendo a pezzi?
Tendono a sedarmi ma le gonadi s'arricciano lo stesso. Al pensiero che compreremo lo stesso gli F35 che perfino quel babbione platinato americano ha giudicato troppo costosi e che a noi non servono a un cazzo, mentre abbiamo pochi aerei antincendio e per colpa di "Control C" Madia volano solo 4 elicotteri antincendio su 32!
Tendono a porti davanti miti demenziali tatuati per rasserenarti, vedi quel fesso con il ragno sul collo che non voglio neppure nominare che impalmerà a breve sua Nullità. Ma riesco ancora a farmi arricciare le gonadi vedendo la corsa al futuro scranno di questa gentaglia votata da scapestrati. Tutti felici perché la mafia non è a Roma e nessuno, tranne Travaglio, a rimarcare il concetto che si, effettivamente non saranno mafiosi, ma sono ladri, tutti ladri, spaventosamente ladri. Mi si arricciano anche se l'Ebetino ha preso tutte le reti della tv pubblica, anche se mi nascondono le notizie, cercando di non farmi pensare al fatto che Alfano sia ministro degli esteri. S'arricciano pure allorché il Silente sul Colle elargisce l'ennesima ovvietà del tipo "occorre combattere la criminalità organizzata!"
E Sorrentino che divinizzerà l'Erotomane con un film? Ma dico: c'era bisogno di farlo proprio ora? Questo sta ritornando alla grande, sta riparlando, ripromettendo! E vorrebbero che dimenticassi che Marcello Dell'Utri è in galera per concorso esterno mafioso! E Dell'Utri ha fondato proprio quel partito che rischia di tornare al potere da solo o assieme al Bomba Scrittore!
E non mi si dovrebbero arricciare le gonadi?
Occasione!
Ecco cosa intende il grande imprenditore Briatore per vacanza! Twiga di Viareggio, Presidential Gazebo con Tv e musica. Ad agosto solo 1000 euro al giorno! Questo si che è ragionare! Via musei, via cultura, via zaini e turismo povero! Che grande uomo Flavio!
venerdì 21 luglio 2017
Guarda chi c'è!
Scanalando, m'imbatto nel programma In Onda su La7 dove come ospite della serata c'è un miliardario imbalsamato che ovunque, in qualsiasi altro paese del globo, sarebbe giustamente in galera o in un centro rieducativo. Ed invece è ancora tra i coglioni, grazie e soprattutto per opera di un suo nipote imbelle, un egoriferito della malora che in questi anni non solo lo ha ascoltato, ma lo ha anche messo in condizione di rigenerarsi, diventando quasi un padre della patria. E nella stessa trasmissione ho potuto anche ascoltare il suo amico fondatore del partito azienda ed attualmente in galera per associazione esterna di stampo mafioso! Nessuno sembra meditare sul fatto che se il nanetto è ancora qui è solo per continuare a curare e difendere i propri sterminati interessi, come fece magnificamente durante il suo regno, l'Era del Puttanesimo.
Illuminante per una mefitica ombra
A leggere l'articolo qui proposto, prende un'insana malinconia, tendente alla rassegnazione.
Forse non ci si può fare più nulla. E' maledettamente troppo tardi. Come se tra dieci anni, dopo che l'imbelle Trump ha stracciato gli accordi di Parigi, si tentasse di porre freno al riscaldamento globale bloccando l'emissione di anidride carbonica. Sarebbe e sarà anche in quel caso, troppo tardi.
Viviamo immersi in un sistema invulnerabile, onnivoro, tanto perfetto da annichilire la maggior parte dei viventi.
Chi ha i soldi, ruba alla collettività. Ecco il dogma di questo millennio. Non ci sono eccezioni alla regola. Tutti, chi più chi meno, dei miliardari incalliti sparsi nel globo, sottrae risorse agli altri. E lo fa spaventosamente bene, senza lasciar tracce, senza temere giuste condanne. Impuniti s'aggirano in amene località con fare da gradasso, senza vergogna, senza rimorsi.
Miliardi di poveri Lazzaro attendono le briciole, moltissimi neppure quelle. La rassegnazione ha raggiunto picchi impensabili. I giovani non cercano neppure più lavoro e tra qualche lustro ci saranno eserciti di nullatenenti, di sfruttati con voucher e part time, ad elemosinare un pasto in qualche mensa per poveri.
Nulla e nessuno può scalfire un ordinamento fondato sul Lucro.
Leggete questo articolo tratto dal Fatto Quotidiano di oggi, e rassegnatevi!
30 miliardi imboscati e stanno tutti zitti
di Elio Veltri
Cesare Beccaria, nel suo capolavoro Dei delitti e delle pene, che ha influenzato la cultura giuridica e civile dell’Europa, scrive: “l’unica e vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione”.
Nei Panama Papers è comparsa la terza lista di italiani con società nei paradisi fiscali: dopo quella Falciani e della banca svizzera Credit Suisse, sede di Milano, è la volta dello studio legale Ramon Fonseca e Jurgen Mossak di Panama. Per quanto è emerso dalle inchieste dell’International Consortium of Investigative Journalists di cui fa parte L’Espresso, si tratta di oltre 25 mila italiani che hanno imboscato circa 30 miliardi di euro nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. Una mega finanziaria.
La ricchezza individuale nascosta nei paradisi viene stimata 7600 miliardi di dollari. Più del Pil di Germania e Regno Uniti insieme e quattro volte quello italiano. Soldi necessari per gli investimenti a sostegno dello sviluppo, per contenere il debito pubblico, garantire i servizi essenziali che si privatizzano.
Ma i soldi non si trovano più perché basta un colpo di mouse per spostarli in altri 10 paradisi fiscali. La soluzione del problema è politica e amministrativa: l’Europa dovrebbe varare norme che prevedano la chiusura dei paradisi fiscali europei ed embarghi finanziari per quelli degli altri continenti.
Nel dicembre del 2009 il Procuratore della Repubblica Vito Zingani alla Gazzetta di Modena aveva dichiarato: “Anche a Modena i soldi sporchi alimentano l’economia locale, quella onesta. Se per magia avessi il potere di sradicare il crimine dalla città, mi caccereste perché l’avrei rovinata”. In tempi recenti Antonio Costa, ex responsabile Onu per la criminalità organizzata, a Report ha affermato che tra il 2007-2008 banche italiane e non solo, in crisi di liquidità, avevano preso soldi dalle mafie. Il meno che si potesse fare era di convocarlo in Parlamento, segretare l’incontro, farsi dire il nome delle banche e mandare a casa i responsabili.
Vale la pena fornire qualche dato sull’incremento del fenomeno secondo il Fondo Monetario Internazionale (anni 1999-2001 in 84 paesi). Tra quelli Ocse l’Italia occupava il secondo posto con una incidenza del 27% del Pil, dopo la Grecia, a fronte di una media europea del 10-15%. Nel 2007, l’Eurispes dava valori più elevati: 549 miliardi di euro su un Pil di 1500 circa. Nel 2010 Sergio Rizzo citava una stima di Kris Network of Business Ethics che valutava l’evasione fiscale italiana circa 300 miliardi di euro. Nel 2004, per evitare di scrivere castronerie in un libro, avevo chiesto a Paolo Sylos Labini se con una montagna di economia sommersa e criminale, un qualsiasi progetto di sviluppo, a suo parere potesse decollare. Questa la sua risposta: “Caro Elio, conoscevo già i problemi cui accenni nella lettera, ma vederne l’elenco sintetico mi ha molto impressionato. Ce n’è abbastanza per essere angosciati”. Con la crisi è aumentata l’evasione e l’esportazione di capitali. Secondo uno studio della guardia di finanza, il 29% del totale dell’evasione è costituita da soldi portati illegalmente all’estero.
Quanto all’economia criminale, nel 2014 Bankitalia ed Eurispes la stimavano intorno ai 200 miliardi di Pil. Le mafie italiane si confermano prima azienda del paese, globalizzata e fiorente. Nel 2009 Piero Grasso in una relazione affermava che le confische corrispondevano al 5% del totale. A conferma, nel 2014 la Commissione Antimafia presieduta dall’onorevole Bindi dopo un lavoro di verifica, ha evidenziato la pochezza delle confische dei beni e l’inadeguatezza dell’Agenzia per l’amministrazione e la destinazione degli stessi.
Molto interessante Il Supplemento Statistico di Bankitalia (dicembre 2012) sulla ricchezza delle famiglie italiane: “Alla fine del 2011 la ricchezza netta (reale come case, terreni ecc. e finanziaria, come titoli e depositi bancari, meno i debiti, i più bassi d’Europa) delle famiglie italiane è pari a circa 8619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e 350 mila euro in media per famiglia. La componente finanziaria dell’intera ricchezza supera i 3500 miliardi di euro ed è la terza al mondo, superiore a quella di Francia e Germania. Quanti, di questi 3500 miliardi, sono poco puliti, imboscati nei paradisi fiscali ed evadono il fisco? A luglio 2014 il governo italiano ha comunicato che negli anni 2000-2012 lo Stato ha emesso ruoli di tasse accertate per 806 miliardi e ne ha incassato 69 (nove euro per ogni cento che avrebbe dovuto incassare). Al G8 di qualche anno fa il premier inglese Cameron detta l’agenda dichiarando guerra ai paradisi fiscali. A chi chiedeva al prof. Ukmar cosa si può fare per neutralizzarli, il grande fiscalista rispondeva: “Chiudeteli tutti”. In subordine “è necessario mettere al bando gli operatori che li usano”. Dei cinquecento miliardi sottratti ogni anno alle entrate sembra che nessuno si preoccupi.
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