martedì 30 maggio 2017

Triste declino


Ne abbiamo perso un altro! La sua onnivora voglia di denari, mascherata secondo alcuni in esposizione mediatica pro ultimi ed affamati, l'ha portato a toppare clamorosamente, facendosi ritrarre con un rimbambito, che era già così allorquando dirigeva la maggior potenza terrestre, reo di avere ammazzato migliaia di innocenti con prove fasulle e menzogne epiche. Rimangono in pochi a saper suonare, continuando a cantare sui misfatti del potere. Anzi. Uno solo.

 

Urticanti


In questo periodo di convalescenza, il tempo dell'Inane, ho avuto varie possibilità di incontrare, nel pregno del metodico, persone con svariate caratteristiche. Ad esempio due signore sulla mezza età, che salgono assieme a me  sull'autobus che prendo per finalità fisioterapica. Non so dove vadano ma sono certo che appartengano all'associazione S.I.T. (Scassaminchia Imperiture & Tenaci): le incontro alla fermata e, allo scoccare della prevista ora di arrivo dell'autobus, iniziano, a voce alta, a confezionare un crescendo di critiche, partendo dall'ATC e via via, a seconda del ritardo, s'inerpicano in una scala comprendente la differenziata, il Comune, la scomparsa del tamarindo dagli scaffali, la foggia dei pantaloni di Kim Jong-Un, le guerre puniche, le zanzare, lo sfarzo alle prime comunioni, i migranti portatori di epidemie, la mancanza di un vaccino contro gli sbadigli e, se il ritardo supera i dieci minuti, la veridicità del libro del Levitico. Appena salite in autobus la critica si dirige verso le obliteratrici, le vibrazioni, la guida dell'autista e, tanto per non farci mancare nulla, il pessimo servizio riscontrato in un hotel di Malta. Cercano attenzione e soprattutto condivisione. Le evito come se ad una tavolata ci fosse la possibilità di sedermi vicino ad Orfini. E soprattutto applico la strategia dell'ebete, che non mi riesce malaccio: ogni tanto, protetto dagli occhiali da sole emetto risolini senza un perché che le allontana come un monolocale il card Bertone. Se continuiamo ancora un po' ad incontrarci, scommetto sulla carezza compassionevole!

Nel 2017


Questo guru, gran  visionario, potente persuasore è il dottor Massimiliano Mecozzi, gran luminare omeopatico che, tra gli altri, aveva in cura il piccolo Francesco morto di otite in Abruzzo. Medico, sospese la sua professione per fare il facchino tuttofare a Varese, e già questo avrebbe dovuto costituire prova per una conclamata instabilità, per poi, malauguratamente, tornare a fare il dottore. E purtroppo, al solito, c'è dell'altro: Mecozzi apparteneva ad una setta di psicolabili chiamata Roveto Ardente, fortunatamente sciolta in anni passati; questa convention di squilibrati aspettava la fine del mondo nel 2008. 
Mecozzi quindi si sospetta unisse l'omeopatia ad una forma virale di misticismo alienato da sinapsi degenerate. Mentre aspettiamo con ansia la sua cacciata dalla medicina per cui tornerà, non prima di aver fatto la giusta sosta in gattabuia, al facchinaggio, suo antico mestiere, leggo nelle cronache locali che questo facchino prestato alla medicina, vietasse ai genitori, mi astengo da ogni commento per rispettarne il dolore, di avvicinarsi alla Medicina tradizionale e, soprattutto, ai famigerati antibiotici, il cui solo nome pare provocasse sfoghi cutanei al facchino. Miseriaccia cane! Siamo nel 2017! 
Ciao Francesco...

P.S. Non ho nulla contro l'omeopatia se prescritta da normodotati.

 

Apprezzamenti


Serenità



Lettera aperta


Ascolta, i discorsi lasciamogli agli altri. Qui si tratta di amore per la maglia, non di quello che ti dice quel bue che ti sei scelto come procuratore. 
Se sei innamorato del rossonero, a brevissimo dovresti comunicarlo. Se invece ti vuoi far abbindolare da quell'enorme tonno che da decenni sta ingordamente arricchendosi alle spalle dei giocatore, dillo e tanti saluti. 

Credo che con i soldi che ti hanno offerto per una sola stagione, si possa vivere bene per tutta la vita. Averne tra dieci anni 40 o 80 di milioni, che senso ha?
Chiedilo alla balenottera che è convinto di essere eterno. Qui, Gigio, non si scherza. Sei maggiorenne e hai poco tempo per decidere di diventare una bandiera o no. Hai visto domenica cosa hanno tributato al campione Totti?
Piangevano tutti, anch'io mi sono commosso. Non si lacrimava solo per le imprese pallonare, ma per il tempo che passa, per l'età che avanza, per l'ineluttabilità.
Prima di decidere però fai due telefonate: a Paolo e a Franco il piscinin. Ti spiegheranno da par loro cosa voglia dire amare il rossonero. Checché ne dica quel tronfio con la faccia da bambino che dirige le tue scelte come un approfittatore e che oramai è chiaro nell'agire: vuole tanti soldi dalla società per poi il prossimo anno venderti a cifre clamorose e lucrarci alla grande sopra.
Scegli Gigio: la fedeltà o l'arsura fine a se stessa.
Ma fai in fretta e non tentennare. Non è da campioni.


domenica 28 maggio 2017

Dal G7


Al di là dei delusi commenti in merito al G7 di Taormina, ci sono delle chicche che, grazie ai potenti mezzi, siamo riusciti ad ottenere! 

Questa è la prima:




In effetti, povero Genty, tra non molto avrà bisogno di un lavoro. 

Passiamo alla seconda, uno scoop.


Ed ecco la terza, una confidenza:



Per ultimo un incredibile confessione: