sabato 7 gennaio 2017

Problematiche


Sono 672 giorni che la legge sulla prescrizione è ferma in Parlamento. Poldo-Orlando aveva promesso di farla approvare entro l'estate, ma nulla si è mosso. Repubblica snocciola alcune cifre a proposito della corruzione: ci costa 60 miliardi all'anno, i migliori ladri sono amministratori locali (53%) che rubano per arricchirsi. Nel 45% dei casi la mangiatoia scaturisce dai grandi appalti pubblici, la torta più appetibile nei comuni è l'edilizia (83,2%), nelle regioni la sanità (58,3%)
Noi intanto, aggiungo io, attualmente ci stiamo preoccupando di come faccia freddo, a gennaio.

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Non prendo soldi dalle cuffie Beats! E' che ascoltare in Bluetooth, lontano da cavi, gli Stones, il Boss ed il Rock, m'allupa oltremisura! Anche Albert è d'accordo!


Non è più!


A Sanremo un'occhiata l'hai data sempre, soprattutto quando apparivano i super ospiti. Poi il giorno dopo smentivi categoricamente, asserendo di aver visto "Guerra e Pace" su una rete di nicchia moldava. E gli astanti negavano anch'essi, spocchiosi come Chicco Testa a Capalbio a parlare di solidarietà, dicendoti di aver passato serata chi con un Borg-McEnroe in bianco e nero, chi con "A come Agricoltura" del 1985 in cui si spiegava a perfezione come salare i lupini, e alla fine, immancabilmente, ci si salutava fischiettando il motivo cantato la sera prima da Pupo o dalla Bertè (mai quello di Gigi D'Alessio per evitare guai contro il decoro)
Perché Sanremo è Sanremo. Anzi era. E pur pagando il canone, prelevato in bolletta e gettato alle ortiche peggio che scambiare sull'uscio Diletta Leotta per testimone di geova, quest'anno l'annuncio della coppia Conti - De Filippi mi porterà ad evitar qualsiasi contatto con codesto connubio malsano, intriso tanto di larghe intese da farmi immaginare la scritta che i miei avi proteggenti m'invierebbero sullo schermo in caso di caduta del dito sul tasto 1 del telecomando: "Non c'è più posto per te!"

venerdì 6 gennaio 2017

Nesso


Nesso: relazione, rapporto, per lo più di ordine logico e sintattico.

Non credo alle scie chimiche, ma sono profondamente convinto che esista un nesso tra imbarbarimento culturale e mantenimento di potere. Ossia che sia esistito ed esista un piano, un progetto atto a rincretinire il popolo affinché possa abbeverarsi serenamente alla fonte del potere, distribuente cialtronerie, falsità, chimere, fandonie.
Gli strumenti principali per questo imbarbarimento sono i media, principalmente la televisione. 
Esempio : Avvento del Puttaniere - Drive In - 60% di italiani pronti a credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak.

E recentemente la scomparsa di trasmissioni scomode, vedi Ballarò, hanno rafforzato l'ipotesi suddetta. Attorno ad un fiorire di banalità senza pari, di tronisti ed infoiate, di sdoganamenti di culi e rutti, di discorsi attorno al nulla assoluto, riusciamo a credere che Mediaset sia un patrimonio comune e consequenzialmente da mettere al riparo da scalate straniere (mentre Telecom non era strategica!) e che la nostra più urgente necessità consista nel salvare banche al costo di 8,5 miliardi (meno male che le strutture scolastiche sono sicure!) affossate da prestiti non pagati concessi a grandi mediatici, vedasi De Benedetti e la sua Sorgenia, e a capitani d'Industria portati ad esempio dagli schermi 4K, Marcegaglia in primis. 

Nesso: la scomparsa del linguista Tullio De Mauro, una vita spesa ad allarmare la comunità sul rischio di imbarbarimento collettivo con annessa constatazione che "gli elettori culturalmente ignoranti sono destinati ad esprimersi di pancia dentro la cabina elettorale" e sulla malefica certezza che sia conveniente al potere che i propri elettori capiscano il meno possibile "cosa molto pericolosa per la Democrazia che, soprattutto nel mondo contemporaneo ricco di stimoli, per essere esercitata appieno ha bisogno che la realtà sia compresa in tutta la sua crescente complessità" e l'annuncio che a presentare Sanremo oltre all'abbronzato Conti vi sarà il simbolo del nulla, l'opificio dell'idiozia assurta a modello, il baluardo del Baggianesimo, l'Inconsistente di spessore, la fabbrica di emulanti lacrimevoli, la convincente venditrice di leggins per over size, certe di divenir trasformate dalla baritonale voce della messaggera del vuoto, in stra-gnocche, insomma lei, Maria De Filippi del Diverbio Rimbambente.
Visto che all'orizzonte scalpita un suo Fonzie-ospite per il Ritorno in tolda, vi sarà un nesso in tutto ciò?
Un saluto Professor De Mauro!

Befana


Alla Spezia siamo stati, per l'ennesima volta, cattivi. Mugugniamo su tutto: piazze, portali, parcheggi sotterranei, acqua cara, fogna a cielo aperto chiamata Lagora, talponi rifocillati grazie alla raccolta della rumenta, ospedale nuovo probabilmente sovrastimato (lo costruiamo come un'unità Dea 2 senza averne i requisiti di bacino d'utenza e nel futuro negli spazi inutilizzati qualcuno ci farà una fiaschetteria); c'incazziamo nel sentire Buren dire che per capire i suoi archi di piazza Autan, una razza come la nostra, da sempre dedita alla goduria dell'aspirazione del muscolo (cozze un cazzo!) c'impiegherà minimo dieci anni! E allora la vecchina volante con la scopa, anche quest'anno, ci sommerge di carbone, recapitatoci, al solito, nella nostra calza comune chiamata Enel, la quale, poveretta, vorrebbe bruciare il meno inquinante metano ma, vista la nostra cattiveria, è costretta ad alimentare le sue turbine con il carbone abbondante, frutto della nostra malsana inquietudine!
Respiriamo quindi i nostri misfatti, riproponendoci di essere più mansueti in quest'anno, speriamo, di svolta!

Auguri


Il 9 gennaio saranno dieci anni dal giorno in cui le Muse, da sempre smanianti di differenziarci dal resto del Regno, decisero di scoccare il dardo voluttuoso dell'Ingegno nel cuore e nella mente di un uomo solo al comando, capace di arrivare con il lampo accecante accanto alle vette invalicabili del Futuro. E quel genio presentò il Mattone dell'eleganza, il concentrato dello strabilio, il nettare del progresso sconvolgente assiomi e tendenze, abitudini e tempistiche, ripercorrendo e riproponendo una nuova versione dello Spartiacque tra il prima e il dopo, vissuto già in tempi lontani dallo sconosciuto che, dopo varie sgranate dentali, decise che le componenti all'estremità del carro di pietra che lo coadiuvavano nel trasporto del materiale, necessariamente avrebbero dovuto assumere forma sferica, scoperta questa che ha permesso, decine di secoli dopo, di poter ricevere intonso nelle nostre mani il Manufatto geniale, il Bignami delle migliori sinapsi sgorganti da mente umana, l'oggetto divenuto simile al Metro custodito a 0 gradi a Sévres vicino a Parigi quale unità di misura unica di riferimento, il prototipo per le successive imitazioni più numerose di quelle della Settimana Enigmistica, insomma: buon compleanno IPhone e grazie ancora Steve!

giovedì 5 gennaio 2017

Nel buio insano


Più volte ripetuto, stare nel buio dell'ignoranza è uno dei miei crucci in questo spicchio di vita. Un'ansia mal sopportata. Sono stato decenni a guardar ruttare le mosche, infiascando pomeriggi assolati e lugubri, perdendo tempo e beltà in quantità oscena. 
Tardi t'ho amato superba cultura! 
Capita a volte d'imbattermi in libri acciottolanti il rumore funereo scatenante depressione letteraria, svelanti insipidità smisurata in me, riposizionamento dentro meandri d'ignavia, di malumore sinaptico. 
Uno di questi è "Dietro il romanzo" di Thomas C. Foster, un volo pindarico sulla letteratura, scatenante la secchezza della mia impreparazione. 
Una pletora di titoli ed autori a me sconosciuti: L'incanto del Lotto 49 di Thomas Pynchon, Rosencrantz e Guildenstern di Stoppard, La donna del tenente francese di John Foles e via andare. 
Un excursus multicolore, un variegato intreccio pregno di riferimenti, di riporti, di somiglianze. 
Un coacervo sensitivo oltre ogni limite. Evidenziante i miei, meandri di un cammino letterale scialbo ed illogico.