Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 18 novembre 2016
Ag..che?
Quelli dell'Agcom si sono accorti che a "Che tempo che fa", condotto da Mieleambrosolifazio, l'equilibrio elettorale non è di casa.
Non è certamente una colpa, visto che questi dotti illuminati vanno in letargo a giugno per risvegliarsi in questi giorni, avendo contratto il virus mattarellam, dal nome del portatore sano, risiedente a Roma e che, pare, abbia ispirato Sorrentino per il suo papa giovane, che non si vuol far vedere da nessuno.
Tra l'altro i risvegliati Agcom quando sono dormienti abitano in un condominio assieme al grande teologo Benigni, il quale è ben contento del loro silenzio, dovendo preparare il prossimo spettacolo, un panegirico attorno alla Summa Theologiae di S.Tommaso d'Aquino, naturalmente a prezzi scontatissimi vista l'integrità morale di questo sapiente teologo toscano.
giovedì 17 novembre 2016
Ammiratelo!
Guardatelo, non vi mette allegria? È il non plus ultra dell'imprenditoria, il vate del perfezionismo, il profeta dell'innovazione, la porta del futuro, la perfezione gastronomica, il fulcro occupazionale consolidante e rispettoso della persona, prima che del lavoratore. Eccelso calcolatore, fulmineo imprenditore tanto da meritarsi il padre di tutti i contratti, quello della ristorazione globale dell'Expo senza un minimo di gara, tanto era il divario con i concorrenti i quali, piegandosi all'evidenza nulla hanno reclamato in merito.
Ed il Giornale c'informa oggi che questo sorridente imprenditore paga gli operai, per la ristrutturazione di un ennesimo suo locale, ex teatro Smeraldo di Milano, subappaltando ad una ditta rumena, ben tre euro l'ora! Questo sì che è un esempio per tutti! E soprattutto può indicarci la via maestra!
A volte basta una foto
Dillo con una foto!
Lascia stare gli articoli modificati, non pensare al risparmio farlocco, ai consiglieri regionali che prenderanno l'immunità parlamentare.
Dillo con una foto!
Non disquisire sul fatto che la Costituzione modificata presterà il fianco ad ipotetici e futuri uomini forti.
Dillo con una foto!
Non ti curare dell'eliminazione di un diritto elettorale, di come sceglieranno i 100 capolista.
Dillo con una foto!
È vero! A volte basta una foto per spiegare tutto!
Così tanto per dire
Lo snobismo di Dylan e il suo non andare a ritirare il
Nobel per impegni precedenti non ha nulla a che vedere con cause nobili, tipo
quella di Marlon Brando che nel 1973 rifiutò l'Oscar per portare alla ribalta
il trattamento riservato agli indiani d'America nell'industria del cinema,
descritti da sempre come selvaggi e simboli del male, vedasi film del
fascistone John Wayne, lotta questa ricordata da Neil Young in Pocahontas:
"And maybe Marlon Brando
Will be there by the fire
We'll sit and talk of
Hollywood
And the good things there for hire
And the Astrodome
and the first
tepee
Marlon Brando, Pocahontas and me
Marlon Brando, Pocahontas and me
Pocahontas."
In culo quindi allo snobismo, ai film western
falcidianti gli indiani, a Trump neo Wayne. E pure a Bob.
mercoledì 16 novembre 2016
L'incontro
Si, lo ammetto! Ci sono ricascato! Le sirene di Cupertino, le ammagliatrici regali, hanno rivinto.
E sono passato al 7. E' un concetto strano, quasi impalpabile. Una rincorsa verso non si sa quale luogo.
Mi faccio abbacinare da Apple più che la Picierno da una fregnaccia.
Sono in balia di onde sinuose, di fremiti pettorali ogniqualvolta i discendenti di Steve propongono una novità.
Fingo di non leggere, di non sapere, mi ritraggo come una testuggine, conosco il divario abnorme tra costo e prezzo. Ma quando lo vedo, casco nelle sue braccia!
Il prodotto è incredibilmente affascinante, quasi commovente. Si, è vero: è uno smartphone, apparentemente un comune attrezzo di svago e lavoro; contiene però delle meraviglie, sempre più innovative, trascinanti. Gioisco ogni qualvolta mi accingo ad aprire la confezione, odo quell'impercettibile fffffffft derivante dal taglio della plastica a protezione, avverto il risveglio del contenuto, quasi fosse vino corposo dentro il decanter. Aprendo la scatola sono consapevole che mai più tutto tornerà ordinato e compresso come il confezionamento impone. Palpita il mio amore per il tecnologico allorché ammiro il manufatto, nero, splendente, lucente. Avverto la differenza tra il resto del regno animale allorché pigio l'accensione, scorgendo la mela morsicata, porta aperta verso la perfezione sempre più.. perfezionata.
Tutto si srotola, tutto si dispone all'ammirazione, al gusto del nuovo. Nel 7 non c'è più, ad esempio, il tasto home ma un tondo depresso che ogniqualvolta lo sfiori, invia al dito un impulso, un vagito, per darti l'idea di una compressione inesistente, un'alchimia tra l'oggi ed il domani. Questo tocchetto tecnologico è un cammeo di Steve, un messaggio celestiale inviato dal regno perfetto ove egli riposa. E che dire del fatto che, lasciandolo ad esempio sul tavolino e pronunciando la frase "Hey Siri!" il mitico esemplare s'accenda e ad una richiesta di musica si metta a suonare, naturalmente in stereo?!!
Una velocità coinvolgente invia i dati dalle nuvole, salvati in forma backuppiana e scioccantemente in grado di rimettere tutto a posto, in ordine come nel precedente modello.
A proposito: questa mattina il mio vecchio iphone 6 non mi ha degnato di uno sguardo; irrigidito e con il naso all'insù, con fare altezzoso, estremamente sulle sue non si è degnato di trasmettermi nulla.
Ho cercato di fargli capire che nell'high tech, le cose girano così, vorticosamente. Due anni sono un tempo siderale.
Ma lui niente: non degnandomi di uno sguardo, si è spento autonomamente, cosa che mi ha fatto pensare ad un sonoro vaffanculo.
L'altro, il mirabile 7, fischiettando mi ha scritto: Andiamo?
Per non farlo gasare troppo gli ho sussurrato: stai calmo bello! Guarda che tra non molto uscirà l'8!
Aaaaargghhhh!!
Iscriviti a:
Post (Atom)

