giovedì 17 novembre 2016

Così tanto per dire


Lo snobismo di Dylan e il suo non andare a ritirare il Nobel per impegni precedenti non ha nulla a che vedere con cause nobili, tipo quella di Marlon Brando che nel 1973 rifiutò l'Oscar per portare alla ribalta il trattamento riservato agli indiani d'America nell'industria del cinema, descritti da sempre come selvaggi e simboli del male, vedasi film del fascistone John Wayne, lotta questa ricordata da Neil Young in Pocahontas:

"And maybe Marlon Brando
Will be there by the fire

We'll sit and talk of Hollywood

And the good things there for hire

And the Astrodome
and the first tepee

Marlon Brando, Pocahontas and me

Marlon Brando, Pocahontas and me

Pocahontas."


In culo quindi allo snobismo, ai film western falcidianti gli indiani, a Trump neo Wayne. E pure a Bob.

mercoledì 16 novembre 2016

L'incontro


Si, lo ammetto! Ci sono ricascato! Le sirene di Cupertino, le ammagliatrici regali, hanno rivinto. 
E sono passato al 7. E' un concetto strano, quasi impalpabile. Una rincorsa verso non si sa quale luogo. 
Mi faccio abbacinare da Apple più che la Picierno da una fregnaccia.
Sono in balia di onde sinuose, di fremiti pettorali ogniqualvolta i discendenti di Steve propongono una novità. 
Fingo di non leggere, di non sapere, mi ritraggo come una testuggine, conosco il divario abnorme tra costo e prezzo. Ma quando lo vedo, casco nelle sue braccia! 
Il prodotto è incredibilmente affascinante, quasi commovente. Si, è vero: è uno smartphone, apparentemente un comune attrezzo di svago e lavoro; contiene però delle meraviglie, sempre più innovative, trascinanti. Gioisco ogni qualvolta mi accingo ad aprire la confezione, odo quell'impercettibile fffffffft derivante dal taglio della plastica a protezione, avverto il risveglio del contenuto, quasi fosse vino corposo dentro il decanter. Aprendo la scatola sono consapevole che mai più tutto tornerà ordinato e compresso come il confezionamento impone. Palpita il mio amore per il tecnologico allorché ammiro il manufatto, nero, splendente, lucente. Avverto la differenza tra il resto del regno animale allorché pigio l'accensione, scorgendo la mela morsicata, porta aperta verso la perfezione sempre più.. perfezionata. 
Tutto si srotola, tutto si dispone all'ammirazione, al gusto del nuovo. Nel 7 non c'è più, ad esempio, il tasto home ma un tondo depresso che ogniqualvolta lo sfiori, invia al dito un impulso, un vagito, per darti l'idea di una compressione inesistente, un'alchimia tra l'oggi ed il domani. Questo tocchetto tecnologico è un cammeo di Steve, un messaggio celestiale inviato dal regno perfetto ove egli riposa. E che dire del fatto che, lasciandolo ad esempio sul tavolino e pronunciando la frase "Hey Siri!" il mitico esemplare s'accenda e ad una richiesta di musica si metta a suonare, naturalmente in stereo?!!

Una velocità coinvolgente invia i dati dalle nuvole, salvati in forma backuppiana e scioccantemente in grado di rimettere tutto a posto, in ordine come nel precedente modello. 
A proposito: questa mattina il mio vecchio iphone 6 non mi ha degnato di uno sguardo; irrigidito e con il naso all'insù, con fare altezzoso, estremamente sulle sue non si è degnato di trasmettermi nulla. 
Ho cercato di fargli capire che nell'high tech, le cose girano così, vorticosamente. Due anni sono un tempo siderale. 
Ma lui niente: non degnandomi di uno sguardo, si è spento autonomamente, cosa che mi ha fatto pensare ad un sonoro vaffanculo.
L'altro, il mirabile 7, fischiettando mi ha scritto: Andiamo? 
Per non farlo gasare troppo gli ho sussurrato: stai calmo bello! Guarda che tra non molto uscirà l'8! 
Aaaaargghhhh!! 

Mugugno



martedì 15 novembre 2016

Sospiri




Si, lo so.
Ha i suoi limiti, come tutti del resto. Rappresenta il vecchio, il passato. D'Alema l'abbiamo, l'avevo criticato molto, in altre ere, per il suo modo di far politica, per il suo rapporto di amore odio con il Puttaniere. Avrebbe potuto fare molto alla causa, ma non lo fece. Capace di digerire un sottomarino, freddo e glaciale con gli avversari, non ha nessuna probabilità di ritornare a galla, ed oggi potrebbe agire solo perché motivato dal rancore che gli è tipico e con il quale ha sempre convissuto politicamente. 
Avevo però necessità di sognare. 
Fermo restando il no al referendum, necessitavo ascoltare qualcuno che proponesse una ripartenza, una novità, un pensiero atto a delegittimare quest'aria stantia, questo mix di consociativismo, questa cloaca melmosa in cui tutto è uguale all'altro, senza distinzioni, senza differenze.  
Non è reato anelare a qualcosa di nuovo, di fresco, di solido, d'immarcescibile.
Ho ascoltato con interesse già che ha detto: la tesi della ricostruzione di una forza lontana anni luce da Confindustria, dai potentati infiltrati nella nuova balena bianca capeggiata dal Bomba.
Sognare è gratis, per tutti: D'Alema che incorona il Papa quale unico uomo attualmente accostabile ad ideali di sinistra, un raro cameo.
In effetti, non ci sono cavalli di razza in giro, i nuovi sono più vecchi di coloro che si vorrebbe rottamare.

Coltivare un sogno, avere un riferimento politico, un opificio per coltivare idee di libertà, di democrazia, di equità. Questo ho assaporato uscendo dall'incontro con Baffino. E mi era compagna soltanto la Superluna.

lunedì 14 novembre 2016

Il destino


"Il destinoo! Il destinoo! Il destino è quel che è, non c'è scampo più per me!"
Come non accostare le profetiche parole di Frederick Frankestein alla vita, che ho recentemente letto, dell'astronomo francese Guillaume Le Gentil, un prozio certo del rag. Fantozzi? 
Nato nel 1725 il partecipò alla prima spedizione scientifica internazionale della storia, nel 1761, incentrata sulle rilevazioni scientifiche durante il passaggio di Venere davanti al Sole, avvenimenti irregolari in quanto si verificano a coppia in un intervallo tra loro di otto anni, per poi non ripetersi più per almeno un secolo. Da questi rilevamenti effettuati in vari punti della terra, si sarebbe dovuto, attraverso triangolazioni, rilevare la distanza del Sole dal nostro pianeta e il posizionamento degli altri componenti il sistema solare. Partirono studiosi dalla Francia, dalla Germania, dall'Italia e da altre nazioni.
Guillaume parte con la sua attrezzatura verso l'India con un anno d'anticipo ma, per vari scherzi del destino, il giorno del passaggio di Venere davanti al Sole, si trovava ancora in barca, il posto peggiore per fare dei rilevamenti, più che andare a casa di Bertone per cercare di vivere la carità evangelica.
Ma Le Gentil non si perse d'animo! Il passaggio seguente sarebbe avvenuto otto anni dopo, nel 1769, e lui, seraficamente, si preparò all'evento, allestendo un osservatorio di prim'ordine e verificando scrupolosamente gli strumenti.
E venne il gran giorno, il 4 giugno 1769! Una splendida giornata di sole, Giullaume non stava più nella pelle! Ma ecco che al momento del passaggio di Venere... arrivò una solitaria, unica, incredibilmente beffarda nuvola, anch'essa antenata di quella celeberrima del ragioniere Ugo, scatenante piogge quando attorno vi era il solleone!
Il fatto incredibile è, come descrivono le cronache, che la nube dell'astronomo rimase davanti al sole tutto il tempo del transito: 3 ore 14 minuti e sette secondi! Standing ovation difronte a questa sfiga planetaria! Vi immaginate il poveretto durante quel lasso di tempo? Le sue imprecazioni, i suoi lamenti, la sua incazzatura da record, la speranza di veder la nuvola muoversi? 
Mi ricorda quando organizzai un pullman per andare a Monaco a vedere l'eclissi di sole e la rabbia nel vedere il cielo tedesco nuvolo e beffardo!
Ma Guillaume ha battuto chiunque! Non contento il destino, al solito bastardo, gli riservò altre sorprese: dopo aver riposto gli strumenti e preparatosi per il rientro a casa, il poveretto si prese una dissenteria epocale che lo costrinse ad un anno di riposo, trascorso il quale s'imbarcò rischiando la morte per aver preso un ciclone al largo dell'Africa. 
Arrivato in Francia dopo oltre 11 anni.. scoprì infine che i parenti, compresa la moglie che si era risposata, dichiarandolo morto, gli avevano dilapidato tutto il patrimonio!
Serve altro per incastonare Guillaume Le Gentil nel Pantheon degli sfigati e ogniqualvolta c'accadrà qualcosa di anomalo e di storto, evitar d'imprecare rivolgendogli un affettuoso pensiero solidale?

Dubbi


La scomparsa del terremoto dai tg nazionali, mette più di un dubbio: con l'arrivo delle temperature rigide e la mancanza di strutture idonee, la negatività dell'evento par nuocere al "tutto va bene madama la marchesa" di questa maggioranza guidata dal Bomba, protesa come non mai al convincimento pro referendum. Guardando, con fatica, i fuorvianti tg della Rai par di vivere in un mondo diverso, popolato da sghignazzanti sudditi di cotanta maestà. Nulla che faccia riflettere sulla cronica inettitudine politica, evitante da sempre la messa in sicurezza di luoghi ad alto rischio sismico, che aiuti a compartecipare al dolore, alla frustrazione di tante persone per bene a cui il destino ha riservato tanta amarezza.
Sullo sfondo si staglia il sospetto, suffragato dalle parole dell'ebbro Juncker, che si stia usando della calamità per dispensare denari e buffetti a tante categorie, per convincerle a prender matita in mano, autorizzando l'insano stravolgimento costituzionale: pensionati, neo diciottenni, italiani all'estero, aziende. 
Gonfiando i costi pare che qualcuno abbia osato tanto.
Sarebbe, se confermata, la più triste, insalubre, mefitica azione della storia del nostro paese.

domenica 13 novembre 2016

NO!


Trastullandomi serenamente su una poltrona del Frecciabianca, improvvisamente, giunti alla stazione di Modena, ho un sussulto. Chi si sta alzando per scendere, potrebbe essere lui. La materializzazione del divieto, il giudicatore dell'umanità, l'affossatore dei diritti di molti. 
Si gira.
Mi parte un "No!" in stile fantozziano, come se vedessi Orfini lanciarsi col Bungee Jumping, la Picierno insegnare alla Sorbona, Cracco pubblicizzare le patatine e le cucine (ops! Lo fa davvero!), il presidente Mattarella parlare per cinque secondi di fila, Trump diventare presidente (mannaggia anche questo...)
Insomma! È lui! E io non ero nemmeno attrezzato. Che so, con degli scarponi rinforzati per alte quote!!
Alla prossima giudicatore degli altri, Giovanardi!!! Argh!!