lunedì 14 marzo 2016

Post gazebo


Se alle primarie del PD vi sono stati brogli, cosa immaginarsi sia successo alla gazebata organizzata da Forza Italia a Roma?
Da rumors provenienti dalla capitale, pare sia stato indetto un concorso "Chi vota di più, pulisce Dudù" che ha premiato il sig. A.F. che votando Bertolaso 57 volte in 10 ore, ha sbaragliato la concorrenza, vincendo l'ambito privilegio di pulire i bisogni del cagnolino del Pervertito per tutto il giorno, mangiando assieme alla coppia modello italiana e parlando del futuro con Donna Francesca. 
Pare anche che le urne siano arrivate ai gazebo già pronte per lo scrutinio e che le schede votate dai pochi stoici partecipanti, siano state fatte decollare a forma di aereoplanino, dal terrazzo di casa Brunetta, con lui a bordo.
Per permettere alle tv di riprendere folla ai seggi, sono state sparse le seguenti voci false che han creato effettivamente trambusto attorno ai gazebo, per la gioia dei media:

1) Belen ha litigato con Stefano al seggio perché voleva votare Fausto Leali. I due si sono lasciati.

2) Belen che si è presentata ai gazebo in abbigliamento consono per l'occasione, micro tanga rosso fuoco e un cappello di paglia in tonalità, dopo aver scoperto che tra gli scrutatori c'era Fabrizio Corona, intento a terminare il commento della "Critica della ragion pura" di Kant, pare abbia avuto con lui un bruciante confronto dentro la cabina elettorale, come ha riportato Signorini camuffato da matita marcatrice. 

3) Belen e Stefano sono tornati assieme e per l'occasione gli è stato concesso di rivotare altre 60 volte Bertolaso.
Al termine dello spoglio Bertolaso è risultato vincitore con 11.345.543 voti.

La Santanchè ha diffidato chiunque a commentare i risultati, pena querele "come se piovesse". 
Sallusti, impegnato in Transilvania per un summit sui prelievi, ha confermato il tutto. 
Renzi plaude alla democrazia del partito dello Zio. La Boschi ha declamato per l'occasione un ode del dolce stil novo.

Hic!

Pranzone per compleanno. Il padrone di casa mi chiede di preparare il Negroni per l'aperitivo... che è come chiedere ad un dinamitardo di preparare la nitro. Rigido all'ortodossia del "unterzounterzounterzo" confeziono un magistrale aperitivo che fa già vedere ad alcuni dei mufloni in sala da pranzo.

Ignari della regola che con il Negroni bisogna necessariamente mangiare qualcosa, alcuni tracannano senza ingerir null'altro; sono riconoscibili perché comunicano tra loro in un dialetto sunnita dei primi del 900!

domenica 13 marzo 2016

Prime reazioni



And...



Eh si!

Entrando in casa l'ho vista seduta in poltrona; vestiva un abito fluido, colori sgargianti tendenti al giallo pesca con tonalità pompelmo rosa e tocchi damascati. Stava in penombra, silente e ticchettando sul legno del tavolino a fianco, con il medio e l'anulare, una melodia che mi ha ricordato Mixed Emotion degli Stones.

Non mi sono impaurito nell'accorgermi della sua presenza, né mi è venuta voglia di chiederle chi fosse, visto che emanava una pace inusuale, infondendo calma e tranquillità alle membra.

Ad un tratto con voce squillante ma modulata per non impaurirmi, mi ha detto:"Ciao, ti aspettavo! Sono l'Idea!"

Da ieri ho quindi preso la decisione solenne di mettermi a scrivere seriamente. Un libro assieme ad un amico "in pectore"

Da oggi entro nella splendida spirale pregna di fantastiche emozioni.

Alla grande!

giovedì 10 marzo 2016

Agli Orfini della dignità



Dalemiano, bersaniano, giovane turco e renziano. 
Matteo Orfini, presidente del PD è un nome che può far la differenza, nella ricerca del dignitoso e della linea marcante la mefitica politica intrigata e subdola.
Già operativo ai tempi di Mafia Capitale, diventa il commissario del partito a Roma, incarico inusuale come designare un piromane a dirigere i Vigili del Fuoco. 
Aveva un compito preciso Orfini per le primarie del partito, le quali sempre più appaiono non uno slancio di democrazia ma un allenamento per le future e probabili azioni mefitiche in ambito comunale, ammesso che alla fine il PD le vinca (speriamo di no).

L'incarico renziano a questo personaggio, che nessuno avrebbe voluto compagno ai tempi della scuola per la probabilissima comunanza di intenti con gli insegnanti, mediante spifferate, ruffianate atte a salvarlo a discapito degli stessi, era chiaro: dimostrare che l'affluenza alle urne tenesse nonostante gli scandali precedenti. 
Ebbene che ha fatto il nostro? 
Già di prima mattina aveva proclamato mediante Twitter una presenza ai seggi fantastica e già irridente quella complessiva dei grillini durante le loro elezioni informatiche. Preso da un entusiasmo non consono alla sua faccia, avrebbe potuto probabilmente comunicare durante la giornata, che tutti gli abitanti di Roma, compresi il Papa Emerito e Francesco, si fossero già recati a votare tra file incredibili e risse fantasmagoriche davanti ai gazebo! 
Molto probabilmente qualcuno, avendolo sedato, lo ha riportato in sé verso quantità risibili come quelle che alla fine, dopo oltre settanta ore dal voto, sono state presentate.
Ma c'è un lato oscuro: le schede bianche. 
All'inizio erano 3709 su 47.317 votanti. Un dato anomalo come il fatto che Orfini sia commissario e presidente del PD.
Analizzando la "frescaccia", voleva dire che quasi 4mila persone, domenica scorsa si siano lavate, vestite, profumate e, uscendo di casa si fossero catapultate nei gazebo per pagare 2 euro, ricevere la scheda per riporla intonsa dentro l'urna. I più pessimisti tra i sondaggisti mai avrebbero potuto calcolare una percentuale così alta di coglioni in Roma. 
E allora?
Allora forse "qualcuno" per ossigenare una presenza ai seggi dignitosa, potrebbe aver macchinato questa sconceria, aumentando le schede senza voto per far crescere il numero di partecipanti alle primarie. 
Un aspetto importante della vicenda era la matematica certezza del vincitore, Giacchetti che nessuno, neppure il mago Otelma, ha pronosticato perdente. 
Sgombrato il campo dal possibile vincitore, restava quello dell'affluenza. 
E questo "qualcuno" dietro ai dubbi levatisi da ogni dove, persino all'interno del neo partito renziano-verdiniani, era chiaro che avesse esagerato. 
Volarono scappellotti? Torsioni malefiche di orecchie? Insulti vari ed immaginabili? Colpi da coglione da competizione universale? Calci nei garretti? Nel culo con scarponi rinforzati?
Non si sa. 
Di certo è la rettifica fatta dal nostro pseudo commissario nella giornata di martedi: le schede bianche scesero a 567 (più 326 nulle) e 43000 mila votanti, poi tornate a 44.501 che sono sempre un mezzo flop. 
Non ci resta che rattristarci per quanto sopra, pensando ai tempi passati con quella melanconia simile a veder un personaggio di una statura politica microscopica quale è Orfini adoperarsi con noncuranza nei meandri di queste vicende tristi, oltremodo tristi.