venerdì 26 febbraio 2016

Mezzacapa, Zappacosta


Mezzacapa, i fattori rivali dei fratelli Caponi (Totò e Peppino) nel film Totò, Peppino e la Malafemmina sono avamposto dell'ennesima puntata della Commedia erotica, da vent'anni su tutti gli schermi italiani, il "Puttaniere cerca gnocca".

Ordunque, alla soglia degli ottant'anni il nostro ex sovrano pare si sia invaghito di una nuova pupa, anzi pupetta, visto che ha 21 anni.

Se non erro 80-21 fa 59! Questa è la differenza di età tra il Pregiudicato e Lavinia Palombini, 




che sembra abbia ri-trafitto il cuore oramai esangue del nano. 
Vi rendete per caso conto della situazione?

E che c'entrato i fratelli Capone? C'entrano, c'entrano; perché nei meandri della comicità sublime, eccelsa, ecco comparire degni sfidanti, degni compari del duo mitico, Andrea e Luca Zappacosta, fondatori di "Azzurra Libertà" ossia il laboratorio ove vengono preparati i giovani che un giorno potrebbero prendere il posto dei Brunetta, dei Gasparri, delle Gelmini (sai che culo!). 
Ebbene i giovani fratelli Zappacosta, assieme ad altri fuoriusciti, hanno lasciato il regno arcoriano per migrare da un'altra sponda, più libera e sicuramente più pulita, anche se destrorsa. 
I fratelli Zappacosta sono contrariati oltre che della politica berlusconiana,  anche di questa continua ricerca di gnocca da parte dell'anziano (ex) leader. 
Un'altra Noemi dunque, un'altra storiaccia di un vetusto importunatore destinato ad un viale del tramonto oramai prossimo, purtroppo sempre costellato da queste vicende che un tempo ci venivano occultate dai poteri mediatici di sua proprietà, con il supporto di tutti i proni a lui devoti per soldi e potere, a cominciare da tutta la gang che faceva capo a "Testa a pera" Ruini.
Vomitevole, semplicemente vomitevole! Come da tempo oramai immemore.
Bleah! 

Oltre logica


Pare lo abbia detto davvero!


giovedì 25 febbraio 2016

Questa è fantastica!


Chapeau a Francesco Brescia e a Kotiomkin!!!



Squassati


Il surreale modo con cui il neo partito di centro destra, chiamato PD e prossimo alla piena sintonia con l'Ala dell'integerrimo Verdini, sta gestendo l'oramai famigerato decreto Cirinnà sta fuorviando realtà e dignità.

Il partito sorto dalle ceneri del "puttanesimo" berlusconiano, NCD, gestito dall'ex cameriere del Pregiudicato e formato da gente che ai tempi dei fastigi mignotteschi trattava la donna con lo stesso valore con cui Adinolfi getta fiches sui tavoli da poker mondiali, ha letteralmente obbligato il Babbano di Rignano a modificare l'ossatura della legge, togliendo rispetto e uguaglianza alle coppie omosessuali, le quali da oramai 30 anni aspettano i loro sacrosanti diritti. 
Con mossa razzista, che avrebbe dovuto scatenare le ire del Capo dello Stato purtroppo sempre silente al pari di Buster Keaton e Marcel Marceau, è stato tolto l'obbligo di fedeltà presente invece nel matrimonio etero, quasi a diversificare, ghettizzare, sminuire l'unione e conseguentemente l'amore tra due persone dello stesso sesso. 


La scomparsa della stepchild adoption dal testo è il trofeo che esporranno Schifani, Angelino e tutta l'ex servitù del Perverso ai pochi seguaci, ergendosi a difensori di tutto quello che in tempi passati hanno non solo osteggiato, ma anche vilipeso. 
Nemmeno i peggiori opinionisti avrebbero previsto una resa, una scialba conclusione politica quale si è dimostrato questo scellerato epilogo per un provvedimento già vigente in tutte le nazioni europee sane e socialmente normodotate. Il ricorso alla fiducia infine è la squallida calata di sipario per una vicenda gestita tanto alla leggera da far rimanere stupiti oppositori ed avversari politici. 

Come si possa concepire di porre la fiducia su un tema universale di questa portata è un mistero simile a veder ancora in giro personaggi come Picierno ed Orfini. 
Resta tanta amarezza per la consapevolezza di quanto il PD sia in balia di conflitti tra dem-cattodem-anacrodem-demalquadrato-demturchi-demenziali ect. non riuscendo a discutere su nulla con animo costruttivo, essendo vigente una linea di direzione di partito simile a quella in auge al tempo dello Zio dell'attuale segretario politico, ossia felicità e commozione e mai diniego per ogni parola uscente dalle fauci toscane del loro Grande ed Immenso Leader (per loro).

mercoledì 24 febbraio 2016

Pregno di petali?


Nel paese di Copparo, provincia di Ferrara, il piccolo Matteo di 8 anni a scuola, esaudisce la richiesta della maestra, suggerendo un aggettivo che ancora non esisteva. Ancora. Perché la maestra, Margherita Aurora, all'udire la parola non solo l'ha gradita ma ha consultato la Crusca in merito.

E l'Accademia della Crusca, rispondendo a Matteo e alla sua insegnante, ha accolto positivamente il nuovo termine.

Da ora in poi abbiamo un nuovo modo per descrivere un fiore pregno di petali!! 


PETALOSO

Era un pomeriggio ombroso 
e passeggiando con il mio gatto peloso
m'avvicinai ad un fiore petaloso! 

Si, suona bene! 

Persino la maestra lo segnò durante la correzione come "Errore bello"


Bravo Matteo!! 

Ah, se non ci credete, leggete la lettera qui sotto della Crusca! 

E non fate i permalosi ma i petalosi! (il correttore automatico mi segna ancora errore!! Matteo fai qualcosa!)