Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
sabato 27 febbraio 2016
venerdì 26 febbraio 2016
Mezzacapa, Zappacosta
Mezzacapa, i fattori rivali dei fratelli Caponi (Totò e Peppino) nel film Totò, Peppino e la Malafemmina sono avamposto dell'ennesima puntata della Commedia erotica, da vent'anni su tutti gli schermi italiani, il "Puttaniere cerca gnocca".
Ordunque, alla soglia degli ottant'anni il nostro ex sovrano pare si sia invaghito di una nuova pupa, anzi pupetta, visto che ha 21 anni.
Se non erro 80-21 fa 59! Questa è la differenza di età tra il Pregiudicato e Lavinia Palombini,
che sembra abbia ri-trafitto il cuore oramai esangue del nano.
Vi rendete per caso conto della situazione?
E che c'entrato i fratelli Capone? C'entrano, c'entrano; perché nei meandri della comicità sublime, eccelsa, ecco comparire degni sfidanti, degni compari del duo mitico, Andrea e Luca Zappacosta, fondatori di "Azzurra Libertà" ossia il laboratorio ove vengono preparati i giovani che un giorno potrebbero prendere il posto dei Brunetta, dei Gasparri, delle Gelmini (sai che culo!).
Ebbene i giovani fratelli Zappacosta, assieme ad altri fuoriusciti, hanno lasciato il regno arcoriano per migrare da un'altra sponda, più libera e sicuramente più pulita, anche se destrorsa.
I fratelli Zappacosta sono contrariati oltre che della politica berlusconiana, anche di questa continua ricerca di gnocca da parte dell'anziano (ex) leader.
Un'altra Noemi dunque, un'altra storiaccia di un vetusto importunatore destinato ad un viale del tramonto oramai prossimo, purtroppo sempre costellato da queste vicende che un tempo ci venivano occultate dai poteri mediatici di sua proprietà, con il supporto di tutti i proni a lui devoti per soldi e potere, a cominciare da tutta la gang che faceva capo a "Testa a pera" Ruini.
Vomitevole, semplicemente vomitevole! Come da tempo oramai immemore.
Bleah!
giovedì 25 febbraio 2016
Squassati
Il surreale modo con cui il neo partito di centro
destra, chiamato PD e prossimo alla piena sintonia con l'Ala dell'integerrimo
Verdini, sta gestendo l'oramai famigerato decreto Cirinnà sta fuorviando realtà
e dignità.
Il partito sorto dalle ceneri del
"puttanesimo" berlusconiano, NCD, gestito dall'ex cameriere del
Pregiudicato e formato da gente che ai tempi dei fastigi mignotteschi trattava
la donna con lo stesso valore con cui Adinolfi getta fiches sui tavoli da poker
mondiali, ha letteralmente obbligato il Babbano di Rignano a modificare
l'ossatura della legge, togliendo rispetto e uguaglianza alle coppie
omosessuali, le quali da oramai 30 anni aspettano i loro sacrosanti diritti.
Con
mossa razzista, che avrebbe dovuto scatenare le ire del Capo dello Stato
purtroppo sempre silente al pari di Buster Keaton e Marcel Marceau, è stato
tolto l'obbligo di fedeltà presente invece nel matrimonio etero, quasi a
diversificare, ghettizzare, sminuire l'unione e conseguentemente l'amore tra
due persone dello stesso sesso.
La scomparsa della stepchild adoption dal
testo è il trofeo che esporranno Schifani, Angelino e tutta l'ex servitù del
Perverso ai pochi seguaci, ergendosi a difensori di tutto quello che in tempi
passati hanno non solo osteggiato, ma anche vilipeso.
Nemmeno i peggiori
opinionisti avrebbero previsto una resa, una scialba conclusione politica quale
si è dimostrato questo scellerato epilogo per un provvedimento già vigente in
tutte le nazioni europee sane e socialmente normodotate. Il ricorso alla
fiducia infine è la squallida calata di sipario per una vicenda gestita tanto
alla leggera da far rimanere stupiti oppositori ed avversari politici.
Come si
possa concepire di porre la fiducia su un tema universale di questa portata è
un mistero simile a veder ancora in giro personaggi come Picierno ed Orfini.
Resta
tanta amarezza per la consapevolezza di quanto il PD sia in balia di conflitti
tra dem-cattodem-anacrodem-demalquadrato-demturchi-demenziali ect. non
riuscendo a discutere su nulla con animo costruttivo, essendo vigente una linea
di direzione di partito simile a quella in auge al tempo dello Zio dell'attuale
segretario politico, ossia felicità e commozione e mai diniego per ogni parola
uscente dalle fauci toscane del loro Grande ed Immenso Leader (per loro).
mercoledì 24 febbraio 2016
Pregno di petali?
Nel paese di Copparo, provincia di Ferrara, il piccolo Matteo di 8 anni a scuola, esaudisce la richiesta della maestra, suggerendo un aggettivo che ancora non esisteva. Ancora. Perché la maestra, Margherita Aurora, all'udire la parola non solo l'ha gradita ma ha consultato la Crusca in merito.
E l'Accademia della Crusca, rispondendo a Matteo e alla sua insegnante, ha accolto positivamente il nuovo termine.
Da ora in poi abbiamo un nuovo modo per descrivere un fiore pregno di petali!!
PETALOSO
Era un pomeriggio ombroso
e passeggiando con il mio gatto peloso
m'avvicinai ad un fiore petaloso!
Si, suona bene!
Bravo Matteo!!
Ah, se non ci credete, leggete la lettera qui sotto della Crusca!
E non fate i permalosi ma i petalosi! (il correttore automatico mi segna ancora errore!! Matteo fai qualcosa!)
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