Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
giovedì 18 aprile 2013
Fuori di testa
La paura che qualcosa di nascosto prima o poi affiori.
La voglia
forsennata di diventare Presidente del Consiglio.
La perdita del controllo del
partito e la certezza di essere all'ultima spiaggia.
Queste sono le motivazioni che hanno indotto il Findus
Piacentino a stringere un patto con il Malato Sessuale Nano.
Il Surgelato Bettolese è
fuori di testa!
Come uno che sedendosi al "Gallo Nero" di Greve in
Chianti ordini una spigola ed un'orzata. O come uno che andando al concerto
degli AC-DC ascolti con le cuffiette l'album "Canzoni Nascoste" di
Toto Cutugno.
Il Congelato di Bettola ha perso la bussola e sta portando il
partito alla completa distruzione.
Nel progetto malsano, oltre alla nomina a
Presidente di tutti noi di uno che è stato trombato alle scorse elezioni, vi è
la formazione di un governo assieme alla spelonca di ladri guidata dal Sommo
Liftato Meneghino.
E pare sia certo che se tutto filerà liscio, in nome di
questa cazzo di mascherata che chiamano larghe intese, alcuni importantissimi
ministeri finiranno al Maiale Perverso!
Occorre fermare questo scempio democratico, prima che la
macchina dell'Inciucio parta irrimediabilmente e decreti la fine di quel
partito e della nostra speranza di libertà.
Credo sia chiaro a tutti che Marini non sia il vero candidato ma
solo l'apripista, l'anodo sacrificale.
Infatti il frutto del perverso e letale accordo, si sta
placidamente lisciando i baffetti, sogghignando al solito in quella sua
classica posa da essere superiore di chiara matrice psichica.
Egli è dolcemente in attesa, andreottianamente dirige gli eventi
come un tempo faceva la rotta della sua barca a vela, pernacchia perenne a
tutti coloro che credevano nel partito.
A questo punto solo una rivoluzione interna che prenda a calci
per il culo Fioroni e soci, che metta in un angolo tutti i falsi piddini può
salvarci dal ritorno sulla scena del Lestofante Nano, optando per la nomina al
Quirinale dell'ottimo Rodotà di pertiniana memoria.
Spero in questo, benedicendo il giorno in cui all'interno della
cabina elettorale non ho votato questo pdmenoelle della malora!
mercoledì 17 aprile 2013
Il nome
La butto lì.
Stanno parlando.
Il Surgelato piddino e il Libidinoso Nano.
Stanno trattando.
In questo momento: sono le 16.12 del 17 aprile 2013.
Cercano il nome. Un nome per eleggere il Presidente della Repubblica prima del quarto scrutinio.
Cercano un nome altisonante che li metta al riparo da voci di inciucio che invece sono reali.
Il nome.
Ho sguinzagliato le mie spie.
Ma non sono riuscite a carpire il segreto.
Io mi butto.
Presento una triade.
Terzo Posto: Mario Draghi
Secondo Posto: Umberto Veronesi.
Al Primo Posto: Giovanni Maria Flick.
Vediamo domani.
Il bivio
La grande fortuna è stata che, innalzandolo prima del tempo, forse lo hanno bruciato.
Tanti lo acclamano, lo osannano dimenticandosi che per lustri è stato l'ombra del Cinghialone Tunisino, il Ras del Furto meneghino, scomparso anni addietro e che ci ha lasciato in eredità il suo vassallo, il Nano Malefico di Puttaniera Memoria.
Il Topastro a 31.000 euroni di pensione mensile, sarebbe un deleterio e forse fatale scossone per questa democrazia, da tanti anni ammalata per colpa dei soliti noti.
Si profila invece all'orizzonte di questo mare in tempesta, la possibilità che alla fine il Nocchiero dei Due Mondi, il fine Pensatore Rosso, colui che pubblicò per Mondadori un libro letto forse solo dai suoi parenti ma pagato da Mondadori, la casa editrice scippata dal Malefico grazie alla corruzione di un giudice pare 350.000 euro, riesca nell'intento che cova dai tempi segreti del Copasir di insediarsi al Quirinale per sfamare il suo infinito culto della persona, che ricorda sotto certi aspetti quello maoista.
I nomi fatti dal Grillo Imbizzarrito possono mettere con la schiena al muro gli amici del Benzinaio di Bettola ma non possono sconfiggere l'arsura di potere che ha ammaliato ed ammalato il partito che da vent'anni sta prendendo per il culo coloro che ancora credono alla politica.
Alla fine il bivio è arrivato: si accordino con il Faraone di Arcore e perderanno la faccia, ammesso che ne abbiano ancora una; votino per una persona per bene e saranno dolori per tutti loro, in quanto dovranno smascherare le malefatte e gli accordi con il Malvagio Pervertito di tutto questo ventennio.
Gioie e dolori, rancori e pene... anzi Penati!
Latte nella polvere
Mi piacerebbe tantissimo che oggi nella capitale albionica
scorressero fiumi di latte al passaggio del feretro della despota Thatcher a
ricordo di quando tolse ai figli del proletariato inglese la razione
giornaliera del nutriente apporto proteico, in nome di un risparmio
vergognoso che ancora oggi grida vendetta.
Dovrebbero partecipare alle esequie
anche i nostri sindacati, che sull'esempio di questa famigerata Lady di Ferro,
hanno trasformato la classe lavoratrice in una prona e genuflessa moltitudine di
questuanti in attesa delle briciole che cadono dalle tavole imbandite di questi
ingordi giocatori di azzardo finanziario, che erroneamente chiamiamo
industriali.
sabato 13 aprile 2013
Notizia normale
Quando le notizie entrano nella normalità, non sono più notizie.
Se qualche anno fa, diciamo dieci, avessimo appreso che l’acqua di una città conteneva arsenico, come avremmo reagito?
Ci sarebbero stati titoloni sui giornali, inchieste, programmi televisivi dedicati.... niente di tutto questo sta invece accadendo oggi alla notizia che gli abitanti di Viterbo e di altri 16 comuni laziali non possono lavarsi o bere dal rubinetto di casa per la presenza di 200 nanogrammi di arsenico nel loro sangue contro gli 88 degli altri connazionali.
Ci siamo adagiati alla notizia che l’inquinamento di squallidi squali è realtà che possiamo toccare con mano. Non fa più notizia sapere che le falde acquifere sono impestate da scarichi industriali, da giochi criminali che prediligono l’interesse di pochi sulla salute di molti.
Hanno ad esempio fatto finta di bonificare la zona industriale di Bagnoli, hanno incassato gli enormi profitti, mescolando le sostanze senza togliere i veleni sparsi per mezzo di autorità compiacenti.
Ma non ci scandalizziamo e facciamo finta di nulla.
Sappiamo che andare a comprare il pane, pagandolo di meno, ci espone al rischio di comprarne del tipo importato da paesi dell’est, cotto bruciando gomme o sostanze tossiche, ma lo compriamo ugualmente senza protestare.
Non ci fa più gridare il saperci succubi di una filosofia commerciale che tenta in tutti i modi di alzare i profitti a scapito della salute, della nostra salute, della salute dei piccoli che vivono tra noi.
Come ci hanno trasformati! Sono riusciti ad inculcarci il torpore intellettuale frutto di anni di spazzatura inviataci via etere, che ha obnubilato le nostre cervici, che ha adagiato su un comodo divano la nostra personalità, il nostro essere, la nostra umanità.
Sappiamo che a Taranto si muore di tumore, che l’inquinamento dell’Ilva ha reso pericolosa la vita a decine di migliaia di persone, ma in nome dell’occupazione e per quei cazzo di sindacati, prevale l’idea che per lavorare, per poter sfamare le famiglie degli operai tarantini, per permettere a quegli orchi dei proprietari siderurgici di poter continuare ad ingrassarsi sulla vita degli ultimi, l’Ilva deve continuare a produrre, intossicando la Puglia in barba a regole umane e senza spendere un euro per tentare di frenare il tremendo inquinamento.
Facciamo finta di niente, essendo lontani da quelle zone, ma dimenticando che se la notizia non sarà più tale, se entrerà nelle pieghe della normalità, aprirà agli squali la caccia ad altri luoghi in cui imperversare con raid industriali che mineranno le nostre vite.
Se vince la normalità, se vince la rassegnazione siamo finiti.
La spirale ci porterà ad accettare tutto, a mettere in conto che prima o poi il nostro mondo si autodistruggerà.
E non sarà più una notizia.
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