martedì 16 settembre 2025

Siate maledetti!

 


Dubbio divino

 



Richiesta

 



Rassicurazione

 



Natangelo

 





Sono pazzi

 

Cattivi bidelli
DI MARCO TRAVAGLIO
Parliamo un po’ di questa parodia della guerra civile e degli anni di piombo inscenata dal governo e dai suoi clown a mezzo stampa dal titolo “Il partito dell’odio”. Il primo a evocarlo fu B., sedicente leader del “partito dell’amore” (peraltro già fondato da Cicciolina e Moana), che nei suoi deliri totalitari da sciùr parùn brianzolo pretendeva non solo che gli italiani lo votassero, ma pure che lo amassero. Eppure fu proprio lui, dopo decenni di rispetto fra avversari, a resuscitare il linguaggio d’odio contro i “comunisti con le mani grondanti di sangue” (Occhetto, D’Alema e Veltroni) e i magistrati “cancro da estirpare”, “come le Br” e “la banda della Uno bianca”. Un giorno uno squilibrato, a Milano, gli tirò in faccia un modellino del Duomo. Sallusti, su Rai1, additò me, Santoro, Di Pietro, la sinistra (e perfino Casini) come “mandanti morali”. Mi ero infatti permesso di ricordare che ognuno ha il diritto di odiare chi gli pare, purché non gli torca un capello, e che neppure Hitler aveva osato processare i sentimenti. Poi Cicchitto, capogruppo FI, stilò alla Camera in diretta tv la lista completa dei “mandanti morali” dell’agguato ad altezza Duomo: i tre putribondi figuri più Ingroia ed Espresso.
Marx diceva che le tragedie della storia si ripetono in forma di farsa, quindi siamo alla terza fase: la barzelletta. Infatti i Melones e i loro clown, più o meno gli stessi piromani di B. travestiti da pompieri, cercano disperatamente in Italia i “mandanti morali” di un omicidio made in Utah: quello dell’influencer trumpiano Charlie Kirk. E, non trovando nessuno, si inventano che la “sinistra” (peraltro non pervenuta da mezzo secolo) “esulta”, ergo son tornate le Br. Il guaio è che qui Kirk lo conoscevano in pochi: i più hanno saputo che esisteva quando è stato ucciso. Così diventa un “cattivo maestro” chi non “prende le distanze” dal killer. E poi, per fare numero, pure chi non prende le distanze da chi non prende le distanze. Confesso un mio limite: non ho mai capito perché dovrei prendere le distanze da chi mi è già distante perché non lo conosco o non lo controllo. Dirigendo il Fatto, mi capita di scusarmi per un errore uscito sul Fatto. Per il resto, assisto nel mondo a orrori indicibili senza mai prendere le distanze dai loro autori: non vedo perché dovrei dissociarmene, non essendovi associato. Ma ora scopro che tutti dovremmo prendere le distanze dal professor Odifreddi per una sua frase molto opinabile su Kirk. In pratica tutti dovrebbero passare la vita a leggere tutto ciò che dicono tutti su tutto, per non mancare una dissociazione e non finire nella lista dei complici e dei mandanti morali di qualcosa o di qualcuno (che perlopiù non conoscono). A proposito di disturbi dissociativi: ma quando arriva la neuro?

L'Amaca

 

L’estremismo al potere
di MICHELE SERRA
Bisognerà aggiungere anche il giallista americano Scott Turow all’elenco dei “moralisti furbastri” (la definizione è di Giuliano Ferrara, da sempre maestro dell’invettiva) che, inorriditi dall’esecuzione di Charlie Kirk, non considerano vera, né utile per capire l’accaduto, l’attribuzione della violenza ideologica in parti uguali a dem e Maga.
Dice Turow: “l’omicidio di Kirk può essere ricondotto al contesto di estremismo che il presidente Trump e il suo movimento Maga hanno sempre aizzato. È lo stesso contesto di cui godono e gioiscono, dopo aver utilizzato il loro attuale potere per demonizzare e punire coloro che hanno idee diverse dalle loro”. Di peggio, aggiunge: “Il fatto che la vedova di Charlie Kirk abbia predetto e addirittura stia già assaporando la vendetta dei suoi dimostra come non abbia imparato nulla dal dolore suo e dei suoi figli”.
Il mio punto di vista è molto simile a quello (ben più americano del mio) di Turow, e non vedo perché manifestarlo valga l’accusa, piuttosto infamante, di non dolersi abbastanza per un delitto politico al tempo stesso efferato e stupido, come tutti i delitti politici. Penso che il lugubre spirito censorio e l’intolleranza ideologica dell’estremismo woke, per altro criticato da anni e in tutte le salse da scrittori e intellettuali europei e americani, sia un pretesto gonfiato a dismisura dall’odio suprematista (bianco, maschile, “cristiano”) che ha portato Trump alla Casa Bianca. E penso che il vero moralismo, in questo momento, sia il tartufismo di circostanza, che suggerisce di spalmare l’odio politico in parti uguali. Ma almeno negli Stati Uniti no, non è così. Se lo fosse, la recente esecuzione in casa della deputata dem Melissa Hortman e del marito avrebbe sconvolto e acceso l’America quanto quella di Kirk. E così non è stato: o mi sbaglio?