domenica 11 febbraio 2024

Prove


La cottura dell’asado del ristorante “da Marco” di Pignone è una delle incontrovertibili prove dell’esistenza di Dio!

Detto



Andare a Pignone (bellissimo paese) e non mangiare i raviei equivale ad andare a Barolo e farsi una gazzosa!

Attorno ad un modus di pensiero

 

Pornografia del Bene
di Marco Travaglio
L’ultima frontiera del cretinamente corretto è l’ondata di sdegno (a quando un intervento di Mattarella?) perché un cantante viene fischiato a Sanremo. L’idea che chi paga cifre astronomiche per un biglietto all’Ariston abbia il diritto di trovare brutta una canzone e fare ciò che si fa in tutto il mondo da quando esiste il teatro, cioè fischiare chi non piace e contestare chi lo premia, è ormai insopportabile. Hanno subìto fischi i più grandi registi, attori e cantanti della storia, ma il rapper Geolier no, lui non può: siccome è napoletano, chi non apprezza il suo brano (peraltro incomprensibile in mancanza di sottotitoli), è un fottuto razzista. Si dice che i social ci assuefanno e mitridatizzano a tutto. Ma è molto peggio: ci rendono insensibili alle cose gravissime (tipo la mattanza di Gaza o quel gran genio di Stoltenberg che annuncia la lieta novella di “dieci anni di guerra con la Russia”) e sensibilissimi a quelle normali (i fischi a un rapper, manco l’avessero menato). È una forma di razzismo alla rovescia: siccome molti razzisti ce l’hanno coi meridionali e in particolare coi napoletani, vige l’obbligo di applaudirli tutti, a prescindere. E la stessa immunità avvolge tutti i portatori di messaggi positivi. BigMama combatte meritoriamente il body shaming. Ma è una cantante e si esibisce a Sanremo sottoponendosi al giudizio del pubblico. E non va valutata per le idee, ma per la canzone: se questa è una ciofeca, si può dirlo liberamente senza passare per tifosi del body shaming?
La morte di Giogiò Cutolo, il giovane musicista ucciso in strada a Napoli per un parcheggio, è un dramma insopportabile e bene ha fatto Amadeus a invitare la madre Daniela a ricordarlo sul palco. Ma non si poteva evitare la pornografia del dolore con qualcosa di meno trash e retorico? Il discorso di mamma Daniela alla “nazione” (picco d’ascolti: 16 milioni) dava l’impressione che si stesse candidando a qualcosa. Infatti l’indomani è partito il casting di FdI, seguito dalla disponibilità dell’interessata a correre per le Europee. Tutto legittimo, per carità, anche se per l’Ue servirebbe qualcosa in più di una tragedia in famiglia. Così come per la sorella di Giulia Cecchettin, che s’è fiondata nella famoseria sanremese inventandosi un’astrusa polemica contro il tristissimo e noiosissimo pistolotto del cast di Mare fuori. Il tutto alla vigilia del lancio del libro del padre, amorevolmente seguito dall’Andrew Nurnberg, agenzia londinese di marketing per autori e attori di fiction. Tutto legittimo anche questo, ci mancherebbe. Ma quando persino la morte dei propri cari esce dal silenzio che si deve ai defunti e diventa trampolino di lancio, ascensore sociale e quarto d’ora di celebrità, lasciateci almeno il diritto all’imbarazzo. E al fischio.

L'Amaca

 

La vetrina americana
DI MICHELE SERRA
Le prossime elezioni americane (“un delinquente contro un anziano in declino”, secondo il politologo Larry Sabato) sono oggetto di desolati e allarmati commenti almeno da un paio d’anni. Il problema è perfettamente a fuoco, e non solamente per i politologi. Quello che sfugge è come sia possibile che niente e nessuno possa tentare di porre rimedio a una situazione di percepibile decadenza del sistema politico della Nazione più ricca, più armata, più culturalmente e politicamente influente al mondo.
Se l’alternativa è davvero tra un delinquente e un anziano in declino (comunque tra due vecchi maschi bianchi, come se non esistessero altre forme di vita che possano competere con i vecchi maschi bianchi), non sono i repubblicani e/o i democratici, è l’America ad apparire sfasata, sfinita, senza un’idea energica e speranzosa di se stessa; e tutto questo solo pochi anni dopo avere emozionato il mondo con il primo afroamericano alla Casa Bianca.
Ovviamente le società (l’economia, la vita quotidiana, il progredire e il regredire degli individui e delle comunità) hanno vita propria, e una dinamica propria. I popoli hanno dimostrato di saper sopravvivere anche nelle peggiori condizioni politiche. Alle dittature, alle guerre, ai collassi economici. Ma le istituzioni, a parte l’esercizio del potere, hanno una funzione di “vetrina”, di immagine, di rappresentanza morale che, soprattutto in una società ipermediatica come la nostra, ha un enorme impatto. E il prossimo novembre, comunque vada a finire, l’America sembrerà al mondo uno star system inceppato, e a trarne soddisfazione saranno i suoi nemici. Chi pensa che la democrazia sia un motore logoro, prossimo a spezzarsi, non può che essere entusiasta del derby Biden-Trump.

Da Sanremo

 


sabato 10 febbraio 2024

Con le schede guagliò!



Il sistema messo su dal “rumorista” Geolier pare funzionare: con un passaparola e un’incetta di schede telefoniche, ognuna delle quali garantisce 5 voti, parrebbe alterare l’esito del festival. Ognuno può fare ciò che vuole sia chiaro; ma agevolare miasmi non sarà certo un vanto per gli organizzatori, visto che la sua brodaglia potrebbe portarlo alla vittoria. 
Sono solo canzonette ma che almeno sia decoroso trovare la migliore! 

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