domenica 10 dicembre 2023

L'Amaca

 

Autentica virilità
DI MICHELE SERRA
Vi è mai capitato di andare a vedere un western e scoprire che il vostro vicino di poltrona, per immedesimarsi, è venuto al cinema vestito da capo indiano, con tanto di penne in testa? O vedere Rashomon in mezzo a un pubblico in costume da samurai? O
Ratatouille in una sala piena di persone travestite da ratto?
A Spilimbergo, in Friuli, si è potuta vivere un’esperienza simile. Una specie di “realtà aumentata”, con parte del pubblico convinta di essere nel cast del film.
Proiettavano Comandante, ambientato nella Seconda guerra mondiale, e una decina di persone è entrata in sala con l’uniforme nazista. Li guidava un consigliere locale di Fratelli d’Italia, che ha poi spiegato trattarsi di una “presenza scenica con alcuni elementi delle associazioni d’arma”, tra le quali la nota sezione provinciale del Fante (motto: “I fanti sempre presenti!”). Scopo della “presenza scenica” era rendere onore, in uniforme nazi, alla “autentica virilità” della quale il film offre esemplare testimonianza.
Ovvio che si tratti di fascisti, si spera di una certa età. Meno ovvio come ci si possa esporre, oltre che alla reazione di disgusto di chi ancora crede che il nazismo sia disgustoso, a una figura così ridicola di fronte ai propri concittadini, costernati dalla mascherata. “Ma quello lì vestito da nazista, sarà mica il Bepi?”. Sì, è proprio il Bepi. Al quale, come eventuale attenuante, possiamo concedere di non avere mai visto quelle puntate di Happy Days nelle quali il capofamiglia Howard Cunningham, per andare alle riunioni del suo club, la “Loggia del Leopardo”, esce di casa con un enorme berretto maculato. E tutti ridono.
Ve lo dico spesso, ma mai abbastanza: questi qui, non bisogna mai smettere di prenderli per i fondelli.

Scompiscio


 

La sindrome di Meredith

 


Nel nostro paese, a vari livelli, è presente da molti anni la cosiddetta "Sindrome di Meredith", in ricordo della poveretta studentessa assassinata il 1° novembre del 2007 a Perugia, ovvero il vergognoso scarica barile, il rimbalzo di responsabilità, l'arrogante e vorticosa ricerca di trasmigrazione di poteri al proprio responsabile o superiore che, con l'aggiunta di poderosi e costosi soloni dell'azzeccagarbugli, chiamati avvocatoni, e una spolverata di "tempokepassa" innescante la "prescrizione Puttaniere", dedicata appunto alle scorribande giudiziarie del boss dell'inganno recentemente scomparso, innesca la nauseante incolpevolezza generale, silente ma soprattutto, irriverente nei confronti delle vittime, come appunto la giovane Meredith, uccisa da non si sa chi, Amanda e Sollecito esclusi visto che sono stati assolti definitivamente per non aver commesso il fatto,  e quindi "chissà chi lo sa?" e ciao povera Meredith! 

E ieri a Tivoli è andata in scena l'ennesima strage di innocenti causata dall'irresponsabilità altrui in nome del menefreghismo sociale. Lasciare un mucchio abnorme di rifiuti infiammabili sotto reparti ospedalieri? E questa cretineria a buon mercato avrà mai un colpevole? Scordatevelo, visto che siamo nel paese caciottaro per antonomasia, retto da personaggetti innalzati da chi pretende sempre più illegalità. 

Basterebbe poco, molto poco: 

Il responsabile dei rifiuti ospedalieri. Ci sarà? Esisterà? O avrà compiti dimezzati, liofilizzati, non propriamente nitidi, offuscati dal burocratismo imperante e difendente i poveri dirigenti? 

Il Responsabile della Sicurezza: esisterà? Sarà formato adeguatamente? 

Il Responsabile Antincendio? Avrà aggiornato il piano antincendio, l'evacuazione? 

E la società addetta al ritiro dei rifiuti? Perché gli ha ammassati sotto dei reparti?

Basterebbe molto poco per tentare di divenire una nazione evoluta: ritiro delle deleghe, qualche mese di carcere, pagamento dei danni, abolizione dei premi annuali per raggiungimento di obbiettivi di 'staminkia. 

A meno che tra gli obbiettivi non vi fosse il tentativo di incrementare bilanci delle imprese pompe funebri locali... 

    

sabato 9 dicembre 2023

L’Amaca



Delmastro, si informi

di Michele Serra

Quasi tutte le frasi celebri di M (il Mascherone) furono tronfie e ridicole, con quella retorica marziale che pareva uscita da un romanzetto di cappa e spada. Ma “spezzeremo le reni”, in particolare, è diventata una proverbiale fesseria, tanto che Totò la fece sua in “Totò contro Maciste”. Se c’è una minaccia poco minacciosa, per quanto è goffa e sputtanata, è proprio “spezzeremo le reni”.

Si tratta, per giunta, di un’intenzione improbabile anche dal punto di vista anatomico; e storicamente consegnata all’ignominia e alla sconfitta, tipico esempio di impresa rovinosa. Il Mascherone espresse questo proposito, spezzare le reni, prima nei confronti del Negus, poi della Grecia, e in ambedue i casi finì malamente, sangue sparso inutilmente in cambio di zero gloria, e molta boria nazionalista. Quel buffone criminale mandò giovani italiani a morire, e ad ammazzare, senza che il suo azzardo riuscisse a ottenere neanche mezzo risultato.

Come sia venuto in mente al sottosegretario Delmastro, per quanto fascista e per quanto Delmastro, di scegliere proprio quella frase, comica per antonomasia, per minacciare “le correnti della magistratura”, è un vero e proprio mistero. Non ha mai letto niente? Ha letto ma non ha capito? Non sa, forse unico e ultimo tra gli italiani, che “spezzeremo le reni” è diventato una cosa da ridere? Non solo non conosce la buona letteratura e il buon cinema, ma nemmeno ha mai visto e sentito parlare di Totò? Totò gli direbbe: si informi. Delmastro è l’edizione aggiornata dell’onorevole Trombetta.

Draghianamente

 

Draghi salva cose
di Marco Travaglio
Ogni tanto Draghi salva qualcosa. Ora Rep informa che Macron ha “un piano per il dopo elezioni europee” (senza sapere come finiranno): “Draghi alla Commissione per salvare l’Europa”. L’idea non è nuova: l’aveva proposta Conte a Macron e Merkel nel 2019 (dopo le Europee, non prima), ma lui era “stanco” (a 72 anni: ora ne ha 76). Da cosa precisamente dovrebbe salvare l’Europa non è dato sapere, anche perché lui stesso ha appena detto presentando il libro di Cazzullo nella chiesa dei gesuiti che l’Ue non esiste. Ma SuperMario riuscirebbe a salvare anche il nulla. Nel 1992, dg del Tesoro con Andreotti, salva l’Italia di Tangentopoli con una ricetta infallibile sul “Britannia” di Elisabetta II: privatizzare le aziende di Stato per tagliare il debito pubblico, che invece triplica, arricchendo la grande finanza e impoverendo i ceti medio-bassi. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Poi, con Ciampi, Dini, Barucci e Amato, salva la lira, che polverizza le riserve di Bankitalia e si svaluta del 30%. Però banche e speculatori che hanno la preveggenza di scappare in tempo comprando in marchi e in dollari fanno affari d’oro. Salvataggio fallito, o perfettamente riuscito, secondo i punti di vista. Nel 2005, dopo tre anni di licenza premio a Goldman Sachs, è governatore di Bankitalia per volontà di B. e salva le banche con le fusioni. Soprattutto Mps, che compra Antonveneta al doppio del valore: un bidone da cui, malgrado iniezioni di decine di miliardi pubblici, non si riavrà più.
Nel 2011 il Salvatore vola alla Bce. E nell’estate dello spread puntella il governo B.-3 commissariandolo con la famosa lettera: acquisti massicci di titoli di Stato in cambio dell’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013. B. cade lo stesso e arriva Monti, che anticipa il pareggio con tagli “lacrime e sangue” a lavoratori e pensionati. Fra l’altro inutili: lo spread resta altissimo finché Draghi nel luglio 2012 promette di salvare l’euro (“whatever it takes”) con acquisti illimitati di debito pubblico. Nel 2015, con tutta la trojka, salva la Grecia gettandola sul lastrico a colpi di austerità. Nel 2021 salva l’Italia dal Conte-2 che ha portato 209 miliardi dall’Ue e sta ultimando il Pnrr e varando la campagna vaccinale. Ma nessuno si accorge del salvataggio (a parte Salvini e B. che tornano al governo e la Meloni che raddoppia i voti) né ricorda una sola sua riforma (a parte la schiforma Cartabia, le armi a Kiev e le sanzioni alla Russia che ne causeranno il default “entro l’estate”, non si sa di che anno). Neppure lui: infatti tenta la fuga sul Colle e, respinto con perdite, si sfiducia da solo. Ora, lasciata l’Italia in buone mani, è pronto a salvare l’Europa. Che forse, per quante colpe abbia, non se lo merita.

venerdì 8 dicembre 2023

Flash!




Suka rauco!



L’Eroe del Loggione scaligero Vizzardelli, reo di aver esclamato l’inaudita frase in uno stato antifascista (‘na fava) qual è attualmente il nostro “W l’Italia antifascista!”, è stato identificato dalla Digos per non si sa quale motivo, ripeto: essendo la Costituzione Italiana fondata sull’antifascismo, se uno dice a gran voce “W l’Italia antifascista!” perché gli impomatati signori della Digos devono scassare la minkia al signor Vizzardelli? Forse perché sul palco reale vi è la presenza di un fascista che mai ha rinnegato il fascismo e che tanti beoti lo hanno innalzato alla seconda carica dello stato? Sarà per questo? 
E allora signori della Digos! 
Identificatemi!

W l’Italia antifascista!

W l’Italia antifascista!

W l’Italia antifascista!

(Suka rauco nerazzurro!)