giovedì 4 agosto 2022

A volte vedi...

 


Travagliosamente

 

Letta a due piazze
di Marco Travaglio
Perché aspettare fino al 25 settembre quando possiamo farlo già ora? Votiamo subito il nostro slogan elettorale preferito.
1. “Il prossimo governo avrà la possibilità di investire ingenti risorse con i soldi che io ho ottenuto in Europa per il nostro Piano di ripresa e resilienza”. Pensate che l’abbia detto Conte, cioè il premier che dal 17 al 21 luglio trattò a Bruxelles sul Recovery e tornò in Italia con 209 miliardi, 36 in più di quelli previsti dal piano von der Leyen? Invece no: l’ha detto B., che all’epoca soggiornava in Costa Azzurra per paura del Covid e soprattutto dei giudici, ed era all’opposizione mentre i suoi house organ annunciavano la disfatta di “Giuseppi” e FI invocava il Mes. Ora, sottovalutando la propria fedina penale, è sinceramente convinto di essere Conte.
2. “Ora la partita è aperta” (Enrico Letta). L’unica fase della legislatura col centrosinistra in partita fu quella del Conte2 (settembre 2019-gennaio ’21), grazie all’alleanza 5Stelle-Pd-Leu contro le destre (FdI, Lega, FI, Azione, +Europa e, buon’ultima, Iv). Poi arrivò Draghi e le destre staccarono di nuovo i giallorosa coi voti di governisti (FI e Lega) e oppositori (FdI). Per recuperare il distacco, Enrico Occhi di Tigre butta a mare il 10-12% del M5S per imbarcare il 3.6 di Calenda, con un saldo negativo dell’8-9. E riesce a dire, restando serio, che con l’8-9 in meno ha riaperto la partita rispetto a un’alleanza con l’8-9 in più. Ma un pallottoliere no?
3. “Calenda farà da magnete per i voti di centrodestra” (Letta). Siccome le destre sono favorite e lo sport nazionale è il salto sul carro del vincitore, non si vede perché gli elettori di destra dovrebbero mollare l’arrembante Meloni per il perdente Calenda: per il suo fascino magnetico? Eppoi Calenda non va da solo (come a Roma, dove intercettò molti destroidi schifati da Michetti- chi), ma è alleato con quelli che a destra passano per “comunisti”. Quindi non prenderà voti a destra e, portandosi Gelmini e Carfagna, ne farà perdere a sinistra al Pd (che peraltro se ne frega e insegue quelli di destra). Però sarà orgoglioso del ruolo di magnete attaccato al frigorifero. Prossima mossa di Letta: candidare uno di Forza Nuova come magnete per i voti fascisti.
4. “Questa neonata grande coalizione è… la Bad Godesberg della sinistra italiana… L’agenda Draghi è stata il lampo di Paul Klee sulla politica che produce somiglianze ed è oggi l’abracadabra del nuovo centrosinistra” (Francesco Merlo, Rep). Lo portano via.
5. “M’hanno rimasto solo, ’sti quattro cornuti” (Vittorio Gassman, I soliti ignoti). Se passate dal camposanto, posate un crisantemo sui fu partitucoli di Renzi e Di Maio. Avevano promesso di lasciare la politica: alla fine ci sono riusciti, a loro insaputa.

Fantastica Amaca

 

L’amaca
Le banane e i missili
DI MICHELE SERRA
A Monteprato di Nimis, Friuli profondo, da anni si svolge una festa fallica, nata dopo il terremoto del ’76. Non è elegante (nemmeno i fescennini lo erano, né i culti priapici) ma ha una sua sguaiata innocenza, con processioni di falli megalitici, molte banane, molto fracasso e la evidente partnership di Dioniso, che è il solo vero patrono del Friuli, con Priapo ha un’intesa millenaria e annaffia la notte con il nettare d’uva. Molte le donne presenti, apparentemente non offese né costrette a divertirsi senza essere divertite: rende bene l’idea il breve ma intenso reportage video di Simone Modugno sul sito diRepubblica .
Si chiama Festa degli Uomini, non la inserirei tra le mie mete turistiche preferite ma è importante parlarne perché, con tutti i problemi che abbiamo (compresi i problemi con il maschile, il patriarcato eccetera), vale la pena evitare gli equivoci, che sono sempre fatica sprecata. Molte e molti, sapendo che in quella festa c’è anche un torneo di mangiatrici di banane, esplicita allusione alla fellatio, hanno giudicato inaccettabile e umiliante la cosa, anzi il coso.
Credo che tanta indignazione sia mal riposta.
Intanto perché il tutto avviene tra adulti consenzienti, e questa è sempre una regola aurea. Poi perché la volgarità non è un reato, altrimenti bisognerebbe oscurare una buona metà dei palinsesti televisivi mondiali. Infine, e soprattutto, perché levate di scudi come questa rafforzano il sospetto che lo scandalo, oggi come ieri come sempre, sia il sesso in sé e per sé. Vale sempre la pena ribadire, con la necessaria brutalità, che sono molto più osceni i missili dei cazzi. La raffigurazione odiosa della fallocrazia non è la banana, è il missile.

Per Yoghi il privatizzatore

 

«Il canone del Felettino peserà come un macigno»
Torna alla carica sui costi del costruendo ospedale Rino Tortorelli del Manifesto «Costa ipotizza risparmi su riscaldamento e trasporti ma non c’è beneficio»
di Elena Sacchelli - LA NAZIONE
LA SPEZIA Il Manifesto per la sanità locale, che da sempre attenziona il peso finanziario della costruzione del Felettino – che ricadrà direttamente sulle spalle di Asl 5 e indirettamente su quello dei cittadini – a seguito dello svolgimento della commissione Lavori Pubblici, svoltasi nel comune di Spezia, a cui ha presenziato anche il sottosegretario alla Sanità Andrea Costa, torna alla carica sull’argomento evidenziandone le criticità. «Durante la commissione – spiega Rino Tortorelli del Manifesto – Costa ha ipotizzato per il nuovo Felettino la possibilità di risparmiare sui costi per i trasporti interni e per il riscaldamento. Ma il canone che dovrà essere corrisposto al privato è pari a 16,280 milioni di euro l’anno per 25 anni e mezzo. Gli attuali costi dei trasporti con ambulanze convenzionate sono pari a 2,5 milioni di euro l’anno. Mentre i costi del riscaldamento di tutta la ASL (comprese quindi le strutture territoriali e l’ospedale di Sarzana) ammontano a 6,1 milioni di euro all’anno». E aggiunge: «Queste due voci, sommate e senza neppure far riferimento ai valori specifici indicati dal sottosegretario, da bilancio consuntivo 2021 ammontano a 8,6 milioni di euro l’anno Importo che, caro Costa, ci sembra assolutamente lontano dagli oltre 16 milioni all’anno da versare al privato». Qualche settimana a lanciare un monito alla Regione sulla copertura finanziaria dei due nuovi ospedali liguri – Galliera e Felettino – era stata anche la Corte dei Conti di Genova che aveva sottolineato proprio come «i due nosocomi, in forte ritardo, necessitano di una rinnovata valutazione della congruità delle coperture finanziarie previste e dovrà essere valutato l’impatto dell’incremento dei costi energetici e per i materiali da costruzione». 
A evidenziarlo era stato il procuratore regionale Antonio Giuseppone affermando che i ritardi e le difficoltà d’attuazione mostrate dalla Regione erano da correlarsi alla decisione di concentrare le proprie disponibilità finanziarie in singoli interventi, contrariamente a quanto fatto da altri enti territoriali che hanno invece preferito orientare le risorse finanziarie disponibili verso interventi frammentati su più strutture. Un monito che pesa e che secondo il Manifesto dovrebbe essere preso in seria considerazione. «Come e dove si pensa di risparmiare? Il sottosegretario Costa dovrebbe spiegare agli spezzini e a chi lo ha eletto il motivo per il quale non si sono utilizzati integralmente fondi pubblici per la realizzazione del Felettino. Perché non ha chiesto al Ministero di utilizzare per il Felettino parte di quei 10 miliardi pubblici giacenti, invece di ricorrere ad un privato che farà lauti affari?» Utilizzando dei fondi pubblici, come noto, secondo il Manifesto si avrebbero invece sicuri risparmi dal momento che i tassi di finanziamento sarebbero più bassi di quelli per la restituzione del capitale al privato e si potrebbero destinare all’incremento di personale e servizi.

Qui si sbotta!

 


Una delle pochissime persone per bene in giro in questo momento, pronto ad evidenziare un increscioso ozio parlamentare, provocato da quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti e che invece sono degli avidi e mefitici coltivatori dei loro interessi pregni di agi.
Al di là di ogni fede, di ogni convincimento, di ogni visione personale, uno stato serio dovrebbe prima di tutto legiferare in materia, perché è l'ora di finirla di farsi belli col culo degli altri, come il ruinismo insegnava. Perché ognuno deve essere libero di decidere come concludere la propria esistenza difronte al male imbattibile, provocante dolori inumani senza alcuna speranza.
Chi è credente opererà secondo coscienza, chi è ateo agirà in virtù del suo pensiero. Vergognose invece sono le mille scimmiette strapagate dalla collettività ed occupate ad annaspare per non perdere privilegi e visibilità, che in cinque anni non hanno legiferato alcunché su questo tema troppo importante e dirimente. Ma ridotti come siamo probabilmente a breve un miliardario stracotto dovrebbe promettere la fine del dolore per tutti. Basterà votare fascista, ma anche destra camuffata da sinistra potrebbe andar bene.

mercoledì 3 agosto 2022

Addio



Vola anche lassù Villiam!

C'è sempre un perché!

 


Chi cercasse spiegazioni in merito al decadimento di questo paese, gli basterebbe guardare questa foto, un compendio di tutto quanto si è accanito su queste lande, riducendoci in un coacervo di arroganza, invidia, menefreghismo, pusillanimità, prevaricazione, inettitudine, immobilismo, ricerca spasmodica di fregare l'altro, affossamento di cultura, disorientamento sociale, dispersione totale dei valori che un tempo il mondo ci riconosceva.

1994-2022: una becera classe politica infausta e insulsa non è riuscita in ventotto anni, dicasi ventotto, a legiferare in modo che un riccastro arricchitosi in modo oscuro detenesse oltre la metà dei media nazionali, imbrigliando la libertà di stampa e facendo decadere il paese a livelli di paesi dittatoriali sudamericani. 

I vari Mortadella, Grissino, Ualter, Baffino, Ronf-Letta - il Bimbominkia non lo cito perché era pupillo di quella parte - non sono riusciti ad imporre quella serietà istituzionale, unica matrice di uno stato libero; in quasi trent'anni abbiamo avuto la sfortuna di incontrare squallidi serventi peripatetici fuorvianti la libera informazione a uso e consumo di questo boss oramai tenuto in piedi da badanti e simil mogli accattonanti la sua smisurata ricchezza generatrice di quel potere capace di spazzare via giornalisti alla Biagi, alla Santoro per il solo fatto che contrastare il verbo del Guappo era, ed è, un attentato alla presupposta sua infallibilità, come i tajani, i minzo, le renzulli, i fede, i lupi-lupetti servilmente da sempre asseriscono. 

Come non ricordare la bonarietà nei suoi confronti della chiesa ruiniana, i servizi sulle toilette dei cani nel TG1 delle 20, oscuranti malvagità e cene eleganti con la sua corte?

Come non rinvangare l'eclatante oscurantismo mediatico in merito ai pagamenti di tangenti alla mafia, tramite il sodale Dell'Utri, accertati da una sentenza definitiva, sino a fine anni 80 e forse più in là? 

Se un fatto così grave fosse venuto a galla in altre nazioni tipo Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Zimbabwe, Costarica, Lapponia, Nepal, Alaska, praticamente tutto il mondo, il colpevole sarebbe stato messo in grado di ritornare a rompere i coglioni a distanza di trent'anni?

E invece rieccolo! Con le sue nenie oramai necessitanti doppiaggio, tanto le svariate tirature di pelle facciale lo abbiano quasi marmorizzato nel canonico sorriso da caimano qual è; le brioches lanciate al popolino ed enfatizzate dalle tv di sua proprietà, in grado di spostare voti di allocchi addolciti in cervice dalla spazzatura, alla grande fratello per intenderci, irrorata e profusa a piene mani dai suoi vassalli di show; lo spauracchio della sinistra, che tra l'altro non esiste più da tempo immemore, visto che se ci fosse, probabilmente a quest'ora il raccontatore seriale di barzellette sarebbe stato da tempo relegato al confino. 

E dalla sponda opposta invece si tralasciano al solito i programmi politici in grado di risollevare le sorti di molti, per confabulare e erigere alleanze tanto indecenti da indurci a pensare che tra non molto rivedremo questa macchietta impomatata all'Economia o addirittura ad occupare la seconda carica dello Stato, la presidenza del Senato, per la gioia di pochi eletti, per la sciagura finale agevolante noi tutti a ripercorrere l'infima strada della debacle economica sul modello Grecia, denudata qualche anno fa dalla banca centrale europea, retta a quel tempo, se non ricordo male, dal possessore di quell'Agenda divenuta faro dei diversamente riformatori progressisti, convolati a nozze proprio ieri con un ex confindustria, fatto questo che ci induce a credere che, a meno di un oramai insperato intervento biologico, tra dieci anni ci propineranno l'ennesimo video dell'Imbalsamato, a quel giro però necessariamente corredato da sottotitoli.