lunedì 7 settembre 2020

Tutto ad un tratto!

Giornate di fine estate, le solite di fine estate, con l'apporto però della novità, tremenda, di Covid. 

Succede ad esempio che durante la classica giornata salutante l'estate, qualcosa nelle fauci si muova, un impercettibile, insospettabile quasi furtivo segnale durante il deglutire, e tu, corroborato dalla porchetta, ammaliato dal Chianti, gli dai poco peso, pensi "la solita catena - dolore in gola, raffreddore, tosse catarrosa - e lì per lì il gioco pare funzioni, ti rifugi nel caldo e nell'aria condizionata - mannaggia - e la giornata trascorre spensierata ma con quel segnale, innocuo, apparentemente innocuo. Perché arrivata la notte s'accende, arde, si staglia un enorme campanello turgido, lucente, dinoccolante un altisonante scampanellio, che ti porta ad allargare le pupille, le sopracciglia, il mento, la fronte, cazzo! E se fosse lui? La domanda sparata a velocità ultrasonica rimbomba dentro tutto te stesso, ma sono le tre di notte dove kavolo vuoi andare, il pensiero galoppa con sfrontata celerità, ti appare in un battibaleno la vita davanti, quella filosofia del "tanto capita tutto agli altri" che è sconcezza intellettuale, perché gli altri siamo noi, asinaccio! 

Rigurgiti mnemonici, aria calda dalle nari, spossatezza, tosse, la gola sicuramente arrossata - e se fosse lui, cribbio, non può essere lui - ti dici accidentando tutto il globo terracqueo, ansia oltre ogni limite, ausculto della tosse, della temperatura praticamente live ad minchiam, gli altri ti osservano notando quel non so aprente la strada a due opzioni - si è fatto qualcosa in vena o è andato definitivamente fuori di cabina - e t'accorgi di iniziare a cedere, spegnendoti perché, sembrerebbe, hai un pochetto di temperatura, ma poi controllando ti accorgi di non averne, la psiche invece galoppa e notando che gli altri attorno a te sono ancora in estate, inizi a desiderare il maglioncino. La giornata di ieri poi è stata troppo spossante, visto che ho accettato di andare in spiaggia! Sole e mare, cervello in ansia, sparisce il dolore ad inghiottire, arriva la tosse, pesante, potrebbe essere un raffreddamento, vallo a capire sotto l'ombrellone, la febbre non c'è, allora dai vai avanti, sfancula il destino e torna te stesso! Facile a dirsi.       

domenica 6 settembre 2020

Lettera aperta



Maestà,
mi rivolgo a lei con immutato affetto per segnalarle quanto avviene in questi giorni al Festival del Cinema di Venezia, dove il disagio per certe incomprensibili presenze di Ovvietà di rango vestite, mette a dura prova il decoro e la stessa storia della manifestazione. Vedere sopra gli sfreccianti motoscafi la palpabile inconsistenza di vippine alla De Lellis o alla Rodriguez per intenderci, oltre a recare disagio per la ricerca del motivo scatenante l’invito, porta tutti noi a ricordare sommessamente gli anni lontani ove la star era la star e tutto il resto brillava di luce riflessa.
Maestà, 
per fortuna abbiamo potuto contare su una sparuta pattuglia di attrici ed attori- tra cui segnalo Maggie Civantos la Macarena di Vis a Vis che non è un film ma una serie, ma fa niente: ella è proprio brava e recalcitrante gli sfarzi come un tempo era agio di Vostra Maestà- che hanno contribuito ad innalzare il livello. Quello che mi preme, Maestà, è che si inizi dal prossimo anno ad anteporre all’invito la domanda classica “tu cosa hai fatto nel cinema quest’anno?” e sulla base delle desertiche risposte, sfrondare l’elenco delle ansimanti all’apparire in Laguna. Un modo per preservare e mantenere quell’alone magico che solo presenze tipo la sua hanno contribuito ad alimentare.
La salutò con ossequio Maestà, rinnovandole l’immutata stima.
MS

Veganiii!!



Giochiamo alla guerra??! (Cit.)

sabato 5 settembre 2020

Addolorata e ciufoli



Estikazzi! Lo sarei pure io, visto l’assegnetto mensile da 1,4 milioni di euro!! Coraggio Silvio non mollare! (Lo dice Veronica e il suo commercialista naturalmente!)

Ke ka..



Questa foto non so perché ma mi ricorda un sommozzatore nel deserto, la Ferragni agli Uffizi - purtroppo l’hanno invitata davvero - Depardieu ad una convention di astemi, Putin direttore di un centro antiveleni, Sgarbi ad un raduno buddista, la Santanché ad un corso meditativo, Rocco ad un incontro claustrale benedettino; insomma, bignamicamente parlando: che kazzo c’entra costui col festival del cinema?

Daje Selvà!


sabato 05/09/2020
Un virus spietato: non rispetta leggi ad personam e non si prescrive

di Selvaggia Lucarelli

È sempre bello quando parla il professor Alberto Zangrillo perché, nell’ascolto, ci si esercita in quella complessa attività che si chiama “individuazione del sottotesto”. Dice “blando coinvolgimento polmonare” e vuole dire “sì, ha la polmonite, speriamo bene”. Dice: “Negli ultimi venti giorni, parlando con Clementi, ci siamo resi conto che abbiamo forse acquisito qualcosa forse di non autoctono che proviene da luoghi ameni che sono stati la sede delle vacanze di molte persone” e vuole dire “se gli italiani so’ coglioni, vanno in vacanza in Grecia e ci portano il virus non autoctono (il famoso “Covid Sirtaki”, certo), mica è colpa mia e di Clementi”. Dice: “Quando ho parlato di virus clinicamente morto, forse ho usato toni un po’ stonati” e intende “Ho detto ‘na mezza cazzata”.

Poi c’è quello che non dice proprio, neppure camuffato all’interno di mirabili supercazzole. Ed è un peccato. Perché, se c’è una cosa che Zangrillo avrebbe dovuto dire, è che la vicenda di Berlusconi spiega un’evidenza banale, ma già dimenticata: il virus oggi è più gentile perché colpisce i più giovani, ovvero quelli che in buona parte hanno ripreso la vita sociale, che quest’estate popolavano piazze, discoteche e spiagge. Le fasce più su con l’età, ad agosto, non erano a Gallipoli a vedere la Lamborghini fare twerking. Gli anziani e i soggetti a rischio si tutelano, presumibilmente. Il problema, però, sta esattamente in quello che è accaduto al suo paziente preferito. Gli anziani, soprattutto ora, dopo le vacanze, incontrano i figli, fanno da babysitter ai nipoti e in quel caso non conta più quanto il nonno sia stato recluso a casa, con le tapparelle abbassate, a Ferragosto. Conta, soprattutto, cosa ha fatto chi torna ad abbracciarlo. E forse il buon Zangrillo, colui che si vanta di essere un luminare, avrebbe dovuto ricordarlo al suo paziente preferito - quello che per mesi s’era barricato a Nizza - che andare in vacanza nella sua villa sarda tra camerieri, giardinieri, cuochi, addetti alle pulizie, guardie del corpo, figli, nipoti e amici, non era una buona idea. Che il virus non rispetta leggi ad personam, ma becca tutti e soprattutto, dopo sei mesi dall’inizio dell’epidemia, non è ancora prescritto. Avrebbe potuto metterlo in guardia, Zangrillo. Ma probabilmente era troppo preso a far sfiammare la prostatite di Briatore.

venerdì 4 settembre 2020

Ops!



Quando sei la findazata di un campione (a digiuno da un po’ di tempo di coppaconleorecchie), vai al Festival di Venezia-non si sa a far cosa- e ti dimentichi una quisquilia...