Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 1 settembre 2020
Padellaro
C’è nessuno?!
lunedì 31 agosto 2020
Sing!
Ribatte!
domenica 30 agosto 2020
Bonomiadi parte 2
Sono tra noi
Intristisce il core sapere di quei 38mila tedeschi riuniti ieri a Berlino sotto sigle inquietanti quali "Qurdenken 711" - Pensiero Laterale 711 - affastellatesi pure a Londra e in altri capitali d'Europa. Non tanto per l'idiozia intrinseca dietro queste tesi da Tso, non per questo, ma per il fatto che questi unni recalcitranti avranno sicuramente una sfera di interrelazioni sociali pure con persone normali, parleranno ai loro figli raccontando loro le becere fiabe di cui sono portatori insani, spaesandoli vergognosamente.
Delusione e rimorso aleggiano dunque su questi crani bacati: per non essere riusciti a sfrondare il cicaleccio da scemenze tipo i piani segreti tendenti ad uniformare il pensiero in regime di schiavitù sociale, per non aver avuto le forze annacquanti questa ennesima forma di fascismo credulone, pericolo e mina vagante di ogni democrazia.
Se tanti ancora riescono a non credere all'ecatombe pandemica, la colpa è esclusivamente dei normodotati, impegnati, vedi le nostre lande, solo ed esclusivamente a portare acqua al proprio mulino, minimizzando altresì lo sforzo comune necessario per affrontare situazioni-limite come questa.
Una sconfitta dunque il rimirar croci celtiche ed inni alla libertà pro pandemia, come lo è anche il vespaio di flash accoglienti un ebbro riccastro iniziante la quarantena nella magione di un'insulsa destrorsa perennemente invasa da quella anomalia sociale che riassumo nel motto "inebetisci oltremodo i babbani e lucra sulle loro cervici desolatamente inabitate!"
Amaca
Sulla privacy di Briatore
di Michele Serra
Perfino Briatore (cioè: perfino un esibizionista) avrebbe diritto a un poco di privacy. La sua prostata e i suoi esami del sangue sono stati, per giorni, esposti al pubblico come le reliquie del santo nelle feste patronali, e la sua quarantena, accolta sotto Palazzo Santanchè dal picchetto d’onore di tutti o quasi i media nazionali, minaccia di essere monitorata da uno stormo di droni. Eppure stiamo pur sempre parlando di unammalato edi una malattia, non di un drink in Costa Smeralda.
Certo, la possibilità che egli stesso posti le immagini della propria cattività (eccomi mentre mi lavo identi, eccomi che faccio gli addominali, eccomi che spiego all’Oms come si affrontano le principali questioni sanitarie mondiali) è molto forte. Appunto per questo, non sivede perché la morbosità pubblica debba sommarsi all’infantilismo privato. Una società adulta dovrebbe anteporre buone regole ai capricci di questo e quello: la malattia si rispetta, la vita privata anche, se poi l’ammalato intende affacciarsi alla finestra (Instagram) e salutare la folla sono affari suoi, peggio per lui. Se invece preferisce il silenzio e il riposo, bisogna rispettare il suo diritto a starsene per conto suo, lui, la sua prostata e i suoi anticorpi. Attorno agli ospedali si fa silenzio, lo dicono perfino i cartelli stradali.
Ma già, questa non è una società adulta. Diagnosi e prognosi di Briatore, e il suo confortevole sudario di fine estate, possono contare suunvastopubblico chenonha di meglio da fare, e tiene lo sguardo fisso sulle finestre (tante) diSantanchè. Chiha avuto una persona cara intubata, magari, preferirebbe altri modi e altri toni. Ma è pur sempre una minoranza: l’immunitàdi gregge è lontana.