Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
lunedì 10 febbraio 2020
sabato 8 febbraio 2020
Il solito
Saremo nazionalpopolari, Sanremo leggiadri, ma il Festival attizza in me uno strano sentiment, quasi come andare ad una fiera paesana alla ricerca di un componente indispensabile per il lancio di un missile. Quello che avverto è indirizzabile al grande tema: di quanto cioè conti la visibilità e il soldo. È vero che dai tempi di Michelangelo, avido come pochi, il capolavoro, l’indicibile, l’atto artistico afflosci la propria unicità dietro alla bramosia del denaro. Insomma parli di opere e si moltiplicano le bancarelle. La fiera, si la fiera discografica, i ruttologi intenti ed attenti alle verticali di Krug salmonate, lo sconforto che pare assalire chi vorrebbe, pretenderebbe, ascoltare musica, auscultando se stesso.
Sanremo è paesano, specchio, parassitismo, leggerezza, l’imbolsire dei gusti soavi quaggiù canuti. Tutto è tritato, liofilizzato per la spartizione a venire.
Dai non pensiamoci più; non facciamoci seri. Sono solo canzonette diceva il cantastorie. Intorno però, al solito, squali affamati tentano di monetizzare, sbiadendo, candeggizzando ogni cosa. Non ci curiam di loro.
Ssssanremo
E dire che fin dall’inizio, fossi stato Bugo, avrei preferito cantare piuttosto con Bernardo il servo di Zorro!
venerdì 7 febbraio 2020
Chiaro!
giovedì 6 febbraio 2020
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