Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 7 novembre 2017
Nel marasma
Se i 17mila voti a Luigi Genovese, figlio di Francantonio ex Pd condannato ad 11 anni in primo grado e, forse per questo, passato a Forza Italia, sono una cartina tornasole di come, ancora, il clientelismo, soprattutto su quell'isola, la fa da padrona, in queste ore colpisce molto leggere le reazioni dell'oramai partitino democratico.
Tralasciando i due attori protagonisti, e responsabili, della caduta libera che han pensato bene di distaccarsi in cuore e corpo dal prevedibile sfacelo siculo, il Bomba a Chicago da Obama e l'Etruriana a Tokyo ad una conferenza sull'infiascamento di aria, risaltano alcuni personaggi di secondo piano, una pletora miagolante pronta ad evidenziarsi per compiacer il padrone rignanese.
Prendiamo ad esempio Davide Faraone, sottosegretario alla Salute, il quale, visto le dichiarazioni accusanti il comportamento del Presidente del Senato Grasso, reo per il pennuto di aver abbandonato e sfanculato la proposta d'indossare la casacca piddina, dovrebbe fare un celere check up neurologico.E che dire di Alessia Morani, una Picierno sbiadita il che è tutto dire? La poveretta ha evidenziato la non bella figura del M5S, la loro incapacità a sfondare, a bucare il video. Peccato che il Movimento sia diventato il primo partito della regione siciliana e solo l'accozzaglia di liste, listarelle, partitucoli, Salvini redento e abbracciante i terroni da lui sempre vituperati tra rutti e ampolle di acqua del sacro Po, ne hanno bloccato l'ascesa in regione.
E lo sconfitto per antonomasia nonché rettore Micari? "E' colpa della sinistra divisa" ha dichiarato, come se la sinistra fosse identificabile anche nel PD grazie alla solidale amicizia con il partitello quasi estinto del Panda Alfano. E come ricorda Travaglio, lo stesso Micari un anno fa era presente agli incontri con Musumeci, il che è tutto dire.
Per quanto riguarda Giuliano Pisapia invece, non si conoscono dichiarazioni di sorta al riguardo. Pare che attualmente sia nell'androne di casa, indeciso da più di cinque giorni se prendere l'ascensore o no.
lunedì 6 novembre 2017
I commenti della studiosa ministra
La ministra della pubblica istruzione commenta il forfait di Di Maio all'incontro con il Bomba, sono d'accordo in merito, e le elezioni siciliane. Con alcuni altri commenti
Video ministra Fedeli
Nello spoglio
Hai voglia di raccontare lo spoglio in corso nella regione più strana d'Europa! Con 24mila forestali, mentre il Canada ne ha solo un terzo con una superficie di svariate volte, non mi ricordo la differenza in metri quadri, basta controllare un atlante per rendersene conto, con 3 miliardi di deficit, con onorevoli, si chiamano così i consiglieri regionali da quelle parti, e con tutto il resto che non si vede, l'isola un risultato lo ha già decretato: la sconfitta del partito del Bomba!
L'ennesima disfatta di un progetto scellerato nelle mani di un Egoriferito all'ennesima potenza, uno smanioso di popolarità, selfie, ritratti, interviste, articoli per mantenerlo leader, questo politicante della domenica sta, e forse è un desiderio suo innato, consegnando per l'ennesima volta la regione e in proiezione, la nazione intera nelle mani del sarcofago vivente nonché Pregiudicato!
E i babbioni non caschino per l'ennesima volta nell'avanspettacolo messo su da ribaldi e proni, tendente a sviare le colpe, tutte sue, solo sue!
Dopo l'idea sfanculata del Trenino degli Epiteti, il bamboccio di Rignano invece di immergersi nella campagna elettorale siciliana, è volato nelle braccia di Obama, tentando quella internazionalità oramai desueta. La sua compare, la Bella Etruriana, invece è migrata a Tokio, per chissà che minchia (termine siciliano perciò pertinente) fare.
Scappano dalla gogna che avrebbero dovuto accettare e sorbirsi, tentando di rendersi estranei al tracollo.
L'unica possibilità per ribaltare una destabilizzante sconfitta oramai certa alle prossime elezioni nazionali, è quella di portarli alle dimissioni da tutte le cariche, come avrebbero dovuto fare, lo avevano annunciato loro, dopo l'eclatante batosta referendaria dello scorso dicembre.
E invece han tentato di risorgere entrambi, per sfamare il loro smisurato, e da curare, ego, l'innata arsura per inamovibilità e poltrone, la smaniosa dabbenaggine di ritenersi indispensabili.
L'esito delle elezioni regionali siciliane decreta invece quello che la maggioranza degli italiani aveva già da tempo subodorato: sia il Bomba che l'Etruriana hanno stancato le pur stabili e pazienti coscienze della maggioranza italica; sentirli parlare provoca oramai più reflussi gastrici che convinte adesioni; le loro ferruginose parole, i proclami, le promesse, le sbertucciate mete proposte e mai raggiunte, sono destinate inesorabilmente a riempire i prossimi libri di storia, alla voce "malapolitica."
Da tempo immemore avevo allertato in merito su come non si potesse contare su flebili e labili personaggetti (cit.) di cotanto calibro, dediti alla cultura dell'orticello personale, guarda caso l'unico possedimento del padre di Maria Elena confiscato per pagare il multone di Bankitalia a seguito della scellerata conduzione da vicepresidente di Banca Etruria tenuta dallo stesso, alla diffusione insana attraverso media proni e piegati ai loro interessi, guardare a proposito la Rai e la sovietica scomparsa da quelle reti, di tutti coloro che, facendo il loro mestiere, criticavano le loro gesta (Floris, Giannini, Gilletti, Gabanelli), di fiabe per insani, di giochetti da 80euro, mancette insulse, sforanti budget e creanti incazzature europee, di comparsate agghiaccianti in terre martoriate da terremoti con promesse mefitiche di immediata ricostruzione, di scissioni partitiche consone al progetto, padre di tutte le storture democratiche, di unirsi in nozze con lo zio erotomane, per un partito della nazione affondante per sempre quel poco di ancora valido che questa nazione, saccheggiata da decenni, possiede.
Questa sconfitta elettorale oramai sicura del partito del ragazzino spavaldo sia l'appiglio per una vera rottamazione, non quella leopoldiana sfanculante ideali destinati ad una cultura del bene comune, ma la fine di questo nefasto giglio magico, arrecante più danni che tutta l'Era del Puttanesimo, di pregiudicata e mafiosa memoria, commise.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)



