lunedì 6 novembre 2017

Bisognosi di cure



Solo un drammatico bisogno di cure, può in parte spiegare il coinvolgimento di questi due personaggi nello scandalo Paridise Papers, emerso grazie al lavoro estenuante di centinaia di giornalisti su centinaia di migliaia di documenti. 
Non ci sono solo loro nella lunga lista, che va da Madonna ad un energumeno vicino al biondino statunitense che, pare, faceva affari con i russi. 
Perché allora solo loro? 
Semplice: si sono esposti, sono simboli divinizzati. 
L'anziana signora altro non è che la Regina d'Inghilterra e solo il pensiero che abbia potuto destinare una somma all'offshore, raggela. 
E che dire del cantante degli U2, da sempre impegnato in lotte sociali, come combattere la fame in Africa?
Avrà anche lui avuto bisogno di sottrarre dalla giusta tassazione qualche milione di euro per tirare avanti la carretta?
Dai! 
Senza scendere ai loro livelli, credo sia giusto aiutarli visto la necessità urgente di una loro riqualificazione mentale, visto l'evidente e drammatica situazione psicologica in cui sono finiti. 
Facciamo qualcosa per queste coscienze alterate, sconquassate, come le tante pullulanti ahimè in giro, ove arsura, avidità, accaparramento selvaggio la fanno da padroni. 
Occorrerebbe per questi vip finiti nel ludibrio demenziale del portare ricchezze in paradisi fiscali, qualche mese vissuto in centri di cura per malati terminali, oppure in casa di qualche ragazzo disabile. Capirebbero che la vita non è per sempre e, soprattutto, è vissuta tragicamente da molti loro simili, simili in tutto tranne che nel portafogli e nella sorte! 
Umanità sconcertante quella Royal e di Bono, che non riesce ad assimilare parole come "bene comune", "spese sociali", "mantenimento dei possedimenti comuni" insomma: l'educazione civica di base; se cerchi di non pagare le tasse, accolli le tue spettanze a dei coglioni che le pagano perché gliele trattengono alla fonte. Parrebbe semplice il concetto. 
Ma per chi è abbacinato da luccichii e fruscio di carta moneta, risulta impossibile pensare che l'accantonamento scellerato non allunghi neppure di un attimo l'orologio biologico, e che tutto quanto sottratto e nascosto, certamente non agevolerà chicchessia  nell'accettazione di un'umanità circoscritta ad un lasso temporale di qualche decina d'anni, in altre parole vita.  
Aiutiamoli! Hanno bisogno delle nostre cure!  

domenica 5 novembre 2017

Personaggio



Studi



Torino - Museo Egizio.
Incontro di studio sulla Faraona Tuttabonam (nella foto), famosa per aver emanato l’editto “contro coloro che prediligono verdure e tofu con la loro conseguente cacciata dal regno egizio”

E daii!



Pure a lui?!



Una moda


No, non riesco a starci dietro! Sono sbattuto dai flutti in ogni dove, disorientato e soprattutto senza un adeguato aggiornamento, un correre sull'onda dei tempi, disarcionato da questa folle corsa alla novità. E allora ecco che all'uscita da un cinema scopro, come le estremità di una signora abbiano acquisito una moda per quest'inverno: le ciabatte col pelo per piedi femminili! 
E io sciocco che guardavo la donzella con un misto di partecipazione alla sua, per me scontata, impossibilità ad indossare scarpe autunnali normali, se per normali s'intende il fatto che in autunno, se pur caldo, le temperature scendono e potrebbe pure piovere, per chissà quale allergia, o malattia cutanea importante da curare non potendo introdurre le estremità al chiuso opprimente di uno stivale o di uno scarponcino. 
Che babbeo ignorante! E' la moda, cribbio, di quest'anno: indossi maglie, maglioni e pantaloni o gonne di lana? Bravo! Ma ai piedi dovrai indossare delle ciabatte nere con il pelo! 
Due cosucce: possibile che nessuno delle tante giovani e meno giovani intellettualmente normodotate, lettrici ed amanti di cultura, di innovazioni tecnologiche, adoranti lo stare in società, frequentando salotti, bar faraonici, ristoranti alla moda, si sia alzata dal gregge urlando "le ciabatte con il pelo d'inverno, te le metti tu, idiota?"
Dico, ma stiamo scherzando? 
Esistono delle norme naturali e climatiche che impediscono, a queste latitudini, di scoprirsi estremità variegate. E' un dato di fatto. Nella testa insana di chi impone riti e vestiari in nome e per conto di un lucro faraonico a discapito della libertà di molti, certe idiozie dovrebbero essere sfanculate dalla maggioranza dei devoti. 
Ma come diavolo si possa accettare diktat demenziali, pensati e inoculati mediaticamente in cervici predisposte a tanto, resta un mistero. 
Colpisce la nonchalance con cui poverette camminano per strada calzando quel che  nacque per la casa, quale simbolo di sbragamento totale per una soffice e paciosa permanenza tra le mura domestiche. 
A volte mi scappa di dirlo, come ora: la libertà dell'individuo non passa certamente dalle scelte di altri e, soprattutto, il dover sottostare a subdole imposizioni, svilisce il significato di bello, ammesso che ancora si riesca a vederlo, gustandone l'unicità, attorno a noi. 
Pelo o non pelo che sia. 

You smile!