sabato 5 marzo 2016

Click!



Studioso italiano ritrova una foto eccezionale, nella quale è ritratto il mitico Vincent Van Gogh, allora trentenne.

venerdì 4 marzo 2016

Perché?




Perché me lo ricordate? 
Perché mi portate a pensare che tra 15 giorni dovrò camminare in mezzo alla folla, striturato tra mufloni infoiati e matrone eccitate, tra fritti e porchette, posseduto dalla dannata arsura di acquistare quaglie, panni pulenti ogni cosa compresa l'anima, pela-patate, pela-achacha, che anche se non l'ho mai vista ne possederò almeno l'attrezzo per tagliarla; e poi stock di calze da usare forse a carnevale, camice con taglia XXL che a casa risulteranno star strette anche a Fassino, cerbiatti in peluche, tutti gli animali del creato compreso le foche monache, pentole, padelle e quant'altro, per poi sommessamente, una volta a casa, frignarne l'inutilità e cercando ansiosamente un cassonetto idoneo per far sparire ogni cosa? 


Perché mi ricordate che dovrò cercare il parcheggio con la stessa voluttà di Verdini di trovare una banca e una volta trovatolo sapere che per tre giorni non muoverò l'auto neppure se Kate Upton mi chiedesse un passaggio per una baita solitaria?


Perché rimembrare i tre giorni in cui mi scorticherò i calcagni per i passettini percorsi nel marasma e le carrozzine incombenti, urtanti estremità e quant'altro, condotte da ignari figuri ottenebrati da palloncini e zuccheri filati?


Potevate, che so, ricordarmi ad esempio che vivo in una città dove due piazze su tre sono inutilizzate, ho una centrale Enel che sputa vapore acqueo e ci sono i filobus che vanno a motore. Almeno ci avrei riso su!


Sterminato



Che cos'è? 
Un chiazza di pomodoro per terra?
Un ectoplasma?
Un macchia di Campari sul vestito nero?

Niente di tutto questo! 
Si chiama GN-Z11 ed è la galassia più lontana mai vista da occhio umano, con l'aiuto di Hubble il telescopio in orbita terrestre.
GN-Z11 dista ... la bellezza di ... 13,5 miliardi di anni luce dal nostro pianeta! (fonte sito Repubblica)

Vuole dire che questa luce che è arrivata sino a noi è partita dalla galassia appena 400 milioni di anni dopo che l'Universo si è formato.
Queste cose, questi dati mi fanno andare fuori di testa, tanto sono enormi rispetto a quello che possiamo immaginarci.


GN-Z11 è 25 volte più piccola della nostra galassia. 

Immaginarsi quei fotoni che hanno viaggiato per più di 13 miliardi di anni luce, una quantità di anni terrestri con una valanga di zero dietro, è qualcosa che oltre a strabiliare, pone quesiti, rimescola l'animo, rende ancora più insignificante molte delle noie, delle incazzature che ci attanagliano nella nostra microscopica esistenza. 
Magari ora quella galassia non ci sarà più oppure sarà diversa, più grande, più piccola. 
13,5 miliardi di anni luce, ovvero sfiorare l'Infinito e l'Eterno.

Debito Credito


Leggendo stamani la Gazza, apprendo che il calcio italiano è messo male, per i troppi debiti. Strano mi son detto visto la presenza di uomini di spessore ai vertici quali Stravecchio, Galliani, Lotito (indomito mecenate) e Beretta presidente di Lega, intenditore di pallone come Salvini di scibile umano.

Tra le squadre peggiori oltre all'altra squadra di Milano retta dal bimbo indonesiano ridente non si sa per cosa, vi è anche il Milan per cui Fininvest ha sganciato lo scorso anno, 150 milioni di euro. Non è così! Per chi conosce a fondo la storia berlusconiana come me, c'è stato invece un risparmio sempre di 150 milioni, in virtù del patto stipulato tra la siliconica figliola e il vetusto pervertito: avanti col Milan e stop alle cene eleganti con contorno puttanesco incluso, un viale del tramonto triste alimentato dai guaiti di Dudù!

giovedì 3 marzo 2016

Articolo molto interessante


Massimo Fini dice la sua sulla fecondazione assistita.

L’epoca buia dell’utero in affitto
di Massimo Fini

Una volta Edoardo Amaldi, che se ne intendeva perché era uno dei creatori della Bomba atomica, mi disse: “Non c’è niente da fare: l’uomo se può fare una cosa prima o poi la fa”.

È il tema centrale posto da Grillo nel suo articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 1° marzo, peraltro per il resto assai confuso e caotico perché affastella troppe cose. Quindi la domanda è: l’uomo deve fare tutto ciò che la Scienza tecnologicamente applicata gli permette di fare? La risposta che la società moderna dà a questa domanda è sostanzialmente affermativa. Ma non è stato sempre così.
I Greci, grazie a Pitagora, a Filolao e ad altri straordinari scienziati e pensatori, avevano una teoria della meccanica che gli avrebbe permesso di costruire macchine molto simili alle nostre. Ma non lo fecero. Perché intuivano o capivano che andare a modificare e replicare la Natura è pericoloso. Parlando con i loro termini esprimevano così questo concetto: l’ubris nel campo della procreazione è il segno che abbiamo perso il senso del limite, cioè il delirio di onnipotenza dell’uomo, provoca la fzònos zeon, l’invidia degli Dei e quindi la conseguente punizione. Sul frontespizio del Tempio di Delfi era scritto: “Mai niente di troppo”. Avevano conservato il senso del limite. Ma perfino Bacone, che è considerato uno dei padri della rivoluzione scientifica, afferma: “L’uomo è il ministro della Natura ma alla Natura si comanda solo obbedendo ad essa”.

Noi è proprio questo senso del limite che abbiamo perso e che ci perderà. Per restare al tema che è attualmente in discussione quello della “maternità surrogata” (l’onorevole Marzano ci dice che il termine corretto è “gestazione per altri” – è tipico di questa società bizantina credere di poter cambiare le cose cambiando le parole – ma il discorso potrebbe estendersi a tantissimi altri ambiti, come le ricerche sul Dna, la pretesa di trovare l’origine della vita, eccetera, è certo che nel campo della procreazione faremo parecchi passi avanti sulla strada della cosiddetta “modernizzazione”, come la possibilità di una donna di autofecondarsi prendendo gli elementi essenziali dell’embrione dal proprio corpo (su questo punto la ricerca è già molto avanzata).


Ha ragione Grillo: gli orrori del presente, partoriti dalla mente dei vari Frankenstein, non sono che un pallido fantasma di ciò che ci aspetta nel futuro. I “secoli bui” non sono quelli che, riferendosi al Medioevo, vengono definiti tali. I “secoli bui” sono quelli che stiamo vivendo.

Articolo interessante


Allego articolo interessante preso dal Fatto Quotidiano odierno.


Alfano e gli altri, ostinarsi a far leggi su ciò che si ignora
di Bruno Tinti

La settimana passata ho scritto della inutilità dello scontro sull’art. 5 della legge sulle unioni civili: la legge 184 del 1983 consente da anni l’adozione del figlio di uno dei compagni di un’unione omosessuale da parte dell’altro. Oggi torno sull’argomento per il contemporaneo verificarsi di due avvenimenti connessi a questo problema: una sentenza del Tribunale di Roma che ha autorizzato un’adozione di questo tipo (addirittura una doppia adozione incrociata, ognuna delle due compagne di una coppia lesbica ha adottato la figlia dell’altra, entrambe nate a seguito di inseminazione artificiale); e la pubblica dichiarazione di Alfano che vuole inserire il reato previsto dall’art. 12 della legge 40/2004 tra i reati punibili ex art. 7 del codice penale, quelli commessi all’estero per i quali non occorre la richiesta di procedere da parte del ministro della Giustizia (per tutti gli altri reati commessi all’estero, sempre che la pena massima sia inferiore a 3 anni, occorre la richiesta del ministro – art. 9 del codice).

La sentenza del Tribunale di Roma dimostra la profonda ignoranza dei politici che, presuntuosamente, insistono nell’occuparsi di cose che non conoscono. L’art 44 della legge 184/1983 consente l’adozione del figlio del coniuge: dal momento che le unioni civili sono state parificate al rapporto coniugale (con l’esclusione dell’obbligo di fedeltà: la volgarità di questi sedicenti credenti è rivoltante), questa norma si applica anche all’unione civile omosessuale; come a quella eterosessuale, ma su questa nessuno ha da ridire. Sicché la battaglia sulla stepchild adoption è coltivata a evidenti quanto vergognosi fini elettorali.

L’iniziativa di Alfano è ancora più ridicola. L’utero in affitto costituisce reato, è vero; che però può essere commesso soltanto da chi “realizza, organizza o pubblicizza la maternità surrogata”. Dunque, avrà pensato Alfano, dall’uomo che ha fornito lo sperma e dalla donna che ha messo a disposizione l’utero. Avrebbe dovuto leggere qualche rigo più oltre: “Non sono punibili l’uomo o la donna a cui sono applicate le tecniche…” di cui sopra.

Dunque chi vuole punire Alfano? I medici e gli infermieri canadesi, americani, spagnoli, olandesi etc etc? E per una condotta che, in quei Paesi non costituisce reato?

Ora, io lo so che questa gente legge o si fa leggere Il Fatto Quotidiano; e comunque presto o tardi qualcuno dei loro aiutanti si metterà a studiare e li avvertirà: guardate che… Però attenzione. Non potete semplicemente abrogare l’art. 44 della L. 184/1983. Che fine faranno i figli dei vedovi che si risposano? Anche quelli eterosessuali, intendo. E nemmeno potete limitarne l’applicazione alle coppie eterosessuali: Cedu e Ue vi farebbero a strisce.

In fondo, in questo casino, vi ci siete ficcati per la vostra proterva e sciocca volontà di imporre la vostra visione del mondo a tutti. Come avete sempre fatto, fin dai tempi del divorzio per arrivare alla maternità assistita (finalmente resa accettabile dalla Corte costituzionale) e al fine vita, di cui ancora si aspetta la legittimazione.


Resta il fatto che ve la pigliate con i poveri; perché chi ha un po’ di risorse di voi si fa un baffo: se ne va a iniziare una nuova vita e a terminare quella che è arrivata alla fine nei Paesi civili. E voi non potete farci niente.

A guardar bene...



In questa foto: un cavallo ed una ragazza.

E allora? 

La ragazza si chiama Alexandra Andresen, diciannovenne norvegese. 

Benissimo! Dunque?

Possiede una particolarità derivante dall'albero genealogico: il trisnonno, proprietario della più grande azienda di tabacchi norvegese, gli ha lasciato in dote un miliardo e duecento milioni di dollari!

Mica male, vero? 

A volte la storia, intersecandosi con la fortuna, confeziona cotanta e sfacciata prosperità. 
Tra l'altro Alexandra eccelle nell'equitazione, avendo già vinto concorsi internazionali giovanili.
Che volete: tempo ne ha e problemi per mantenersi pare non le appaiano all'orizzonte!
Un miliardo e duecento milioni! 
Alla faccia del sudore, dello stordimento e dello spaccamento di maroni a cui tocca sottostare quotidianamente! 
Senza neppure un cavallo da accarezzare!