mercoledì 10 febbraio 2016

Rincrescimento


Caro Bruce, avrei voluto assistere al concerto ma come ben tu saprai, la moneta è sovrana. E siccome i biglietti per S.Siro sono evaporati in un minuto, non mi resta che seguirti con il pensiero. Tra l'altro, non scandalizzandomi più per nulla, dando uno sguardo su Ebay vedo con piacere che il tour, non tuo, di coloro che per vie nascoste e, a noi amanti della buona musica, oscure, sta già producendo possibili ricavi equiparabili alle gesta transilvane del succhiatore di vitalità per antonomasia. 
Come ben vedrai siamo già sui mille euro! Alla prossima Boss, sperando non in un "Born to run" ma in una folle "WC run", per tutti coloro che vergognosamente lucrano su questi eventi. 
Che la forza della diarrea consolatrice (per noi) sia con voi, sciacalli!



Airimember


Ricordo che da giovane in giorni come questo, per via di un insegnamento dottrinale leggermente tradizionalista, ero assalito da incubi culinari e di come il martedì grasso salutavo l'ultimo dolce trangugiato, nella stessa modalità con cui un partente per il fronte abbracciava la sua bella sul marciapiede del binario. Di come durante la Quaresima, ligio e terreo ai dettami proibizionistici, mi convincessi della prossima insorgenza di un fastidioso mal di gola e al fine di prevenirlo acquistavo le mai dimenticate pastiglie Valda, ricoperte di zucchero che avidamente succhiavo sicuro di non rompere il fioretto e che inevitabilmente, vista la quantità assunta, mi trasformavano le fauci in un hangar durante le prove di motori Boeing, con l'impossibilità di pronunciare parole con lettere aspirate, che mi rendevano incomprensibile ai più.

Maturando o regredendo a seconda dei punti di vista, appresi con piacere le parole del profeta, informante che il digiuno gradito agli occhi dell'Altissimo non consisteva nel letto di cenere né nel farsi vedere esangui, in lutto e contriti in sofferenza, bensì nel sciogliere le catene inique, farsi ultimo con gli ultimi, donando il superfluo all'altro, cosa che mi auto convinceva nel proseguire una dieta insalubre, sempre però pronto a triturare catene, che non vedevo.
Ed oggi in questo mercoledì delle ceneri, avendo finalmente chiaro il contesto e soprattutto l'occasione propizia da afferrare, metterò mestamente la freccia accostandomi a lato di questa via non ancora giusta e facendo la classica inversione proverò a convertirmi un'ennesima volta, a cambiare direzione, a sminuzzare problemi svianti, a centrare l'essenziale, rinunciando ad effimero ed affini. Corroborato dalla Parola ascolterò ovunque il flebile afflato che solo un silenzio vigoroso da tutto quanto stordisce, compreso il social arricchente Mark (da noi chiamato "feisbuch"), permette di far proprio per il bene di tutti.

martedì 9 febbraio 2016

Ta taà!


Come la Befana, puntale come una cazzata di Orfini, sincronizzato come la voracità di Adinolfi, ecco arrivare nelle nostre case Sanremo, ossia tutto quanto negli altri giorni dell'anno non fa spettacolo, a Sanremo invece lo fa!
Morgan canta e magari deborda in qualche maledizione o critica Patty Pravo? 
Titoloni sui giornali del giorno dopo! 
La valletta ha una scosciata oltre il consentito? 
Fiumi di inchiostro affogheranno le nostre menti già vacillanti per spread e crolli borsistici, mentre nel resto del 2016 una poveretta che mostrerà l'intimo elemosinando notorietà, farà notizia meno di un arrosto bruciato da Barberi e spento da Cracco con una vomitata al salmone. 

L'Italia quindi attende l'alzata del sipario di questa immarcescibile estasi canora che di canoro, a ben pensarci, ha ben poco.
Testi ripassati in padella come uno striminzito sofficino, amore, amore, passione, gelosia, estasi. Ascolteremo tutto quanto non fa musica nel resto dell'anno, vedremo mummie microfonate affrontare la prova con difficoltà crescenti a seconda della bontà dell'ultimo lifting. 
Analizzeremo cantanti e sguardi, risolini e pensieri a mezz'aria. 
Plotoni di nullafacenti, mascherati da critici musicali, evocheranno Nietzsche, Kant per avvicinarci a quanto il trasporto e le verticali di champagne gratis ha loro indotto di pensare per il nostro sviluppo culturale.
Movioleremo l'incedere di bellezze amene, guarderemo a Sir Elton John, terrorizzati che possa esprimersi sui figli avuti assieme al compagno, sezioneremo dialoghi, leggeremo resoconti trafelati e precisi su quanto avverrà sul palco. 
Capiremo che i 100 euro che a luglio ci toglieranno per il canone non servono assolutamente per evitare d'ingolfarci di pubblicità mandata in onda al ritmo di una tv commerciale di televendite, gusteremo le prime file ove "giogioneggieranno" i grandi motori pensanti della tv pubblica pagati centinaia di migliaia di euro, dei nostri euro, per portare spasmodicamente acqua al potere di turno, in una girandola emotiva al solito melensa e senza storia. 
E come tutti gli anni nessuno alla mattina si vanterà di averlo visto, di aver sentito una sola canzone, quando in realtà tanti, troppi, tireranno giù serrande e, in modalità visione di film porno di anni passati, adoreranno lo schermo per vivere la kermesse canora madre di tutte le baldorie in puro stile kitsch anzi, in stile unico, quello di Sanremo.
Io non lo vedrò!
Chiuderò le persiane, smorzerò la lampada e mi gusterò un film di Pasolini in lingua armena con sottotitoli ungheresi...
O no?   

lunedì 8 febbraio 2016

Conteggi

34+23 quanto fa? Pare 57 che è maggiore di 42,3 giusto?

E allora quale diversità sostanziale, quale abisso eclatante, quale dirupo impraticabile deve aver spinto Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino a correre separatamente, consegnando la vittoria a mister Expo, al pupillo della Moratti, al prediletto della Compagnia delle Opere braccio di cemento armato di CL, di Tronchetti Provera, di tutti coloro che bramando il business di casta, vogliono attraverso lui, riportare Milano all'immoralità degenerante del craxismo, al secolo Giuseppe Sala?

Il pupo del pupetto egoriferito toscano, il simbolo dell'affarismo pro amici, vedi l'appaltone consegnato senza gara al mastro cuoco di Eataly Farinetti, è stato il più votato nel seggio di via Montenapoleone! Serve altro per spiegare la distanza di Sala dai canoni di un partito che dovrebbe guardare a sinistra?

Io un pensiero in merito me lo sono fatto, magari sbagliando: la Balzani e Majorino, temendo che il regno di Pisapia potesse continuare allontanando sacchi e lardosi appalti futuri, si sono messi d'accordo per disperdere il frutto elettorale nemico degli ideali tanto amati dal Tronchetto di pirelliana memoria o dal pseudo cattolico nonché ciellino Massimo Ferlini, numero due dell'assetata Compagnia delle Opere, bramante contratti ed intrighi molto più che la Parusia. Vedremo se entreranno, come prova del 9, dentro l'amministrazione neo democristiana.

Sala ha vinto e con lui Verdini, Alfano e l'idea di partito della Nazione, la certificazione certa ed incontrovertibile del dogma che pochi saranno gli eletti a spartirsi nettare e pecunia, molti al solito i coglioni senza arte né parte.

 

Shock

Salgo su un autobus a Piacenza e m'assale il terrore. La ragazzina mi guarda e si alza.

Ti prego non farlo! Non dire nulla!

Ricordo ancora anni e anni fa lo shock allorquando nella mensa di un campo scuola un giovine mi disse "senta scusi mi può portare dell'acqua?"

La prima volta del "lei", un passo verso un mutamento genetico mai del tutto digerito.

Adesso però è molto diverso. Ti prego studentessa non farlo! Dimmi che ti sei alzata per scendere e non per cedermi il posto! Si è vero! Sono un raccoglitore di adipe, al mattino presto sembro Albus Silente senza barba. Ma da qui a cedermi il posto credo che ne passi ancora di acqua! Il posto rimane libero. Non lo occuperei neanche se fossi reduce da un secondo posto tirato dietro Abebe Bikila alla maratona di Roma. La ragazza scende! Esulto come fossi la Picierno dopo aver fatto un ragionamento compiuto!

Sono ancora dentro al novero dei viventi affaccendati e non richiedenti pietismo!

Fino a quando?

domenica 7 febbraio 2016

Hashtag


Stordimento, ansia, infinita tristezza. Sentimenti che affiorano leggendo ciò che il Partito della Nazione, supportato da Verdini, sta attuando verso le giovani leve: un corso di formazione politica!
Inaudito scempio culturale, sviante menti ancora non in grado di capire ove siano finite, dentro quale spelonca dovranno apprendere ciò che invece occorrerebbe combattere e dimenticare! Leggo di commenti beceri, di sensazioni infatuate dei partecipanti a questo evento deleterio.
Chiedono ad una dei 370 partecipanti a chi vorrebbe assomigliare. Boschi è la risposta, ossia la figlia di un vicepresidente di una banca che ha inchiappettato migliaia di poveracci e che fu multato dalla Banca d'Italia per 144.000 euro per cattiva gestione della banca rapinatrice. Si è vero le colpe dei padri non devono ricadere sui figli. Allora diciamo che la pupona dell'Egoriferito è la principale responsabile della deturpazione costituzionale!

Ad un allocco chiedono "Nessun imbarazzo da Berlinguer a Verdini?"  e lo sciocco risponde: "Con Verdini si fanno le riforme del Paese."
Babbeo!

Citano nomi che non dovrebbero neppure nominare, ovvero Pertini, Berlinguer, Moro, Togliatti che stanno all'attuale dirigenza del partito come una meringata a un merluzzo rancido ed avariato!

Li stanno addestrando per aver continuità mentre in tutta la penisola e soprattutto in Sicilia un esodo di carogne provenienti da Forza Italia, UDC e marmaglie affini, ammuffite da anni di vessazioni ed illeciti a scapito del popolo, approda allegramente dentro il neo partito di Verdini e Bimbo Minkia, con propositi ed intenti da perfetti sepolcri imbiancati.

Sono sicuro che se qualcuno parlasse a questi neofiti di legalità, di uguaglianza, di giustizia sociale, di ideali da difendere, dei Padri della Costituzione, i loro sguardi diverrebbero straniti ed in preda ad un'ansia epocale, ricercanti sguardi paterni di qualche Orfini di passaggio i quali, con calma e pacatezza li tranquillizzerebbero alquanto, asserendo che i termini di cui sopra appartengono oramai al passato e che, divenendo inusuali, sono stati sostituiti da un unico hashtag: #fottitenedegliidealieseguiVerdini




sabato 6 febbraio 2016

Gioia

"Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose"

Effettivamente il brano evangelico di Marco pone in risalto un aspetto lampante di questo "oggi" sbiadito e sotto gli occhi di tutti: lo sbandamento collettivo, la totale mancanza di sinergie, lo scollamento dei princìpi cardini atti a formare una sana comunità, un lieto incedere.

Molti ci inducono a credere che la felicità sia là, altri ci convincono che sia lì. A volte sembra di essere come spettatori ad una partita di tennis. Manca un collante, una coesione d'intenti. Questo correre bendati provoca compassione, compartecipazione al sofferto disorientamento collettivo anche da parte della Vita stessa.

Siamo senza di noi, detestanti l'Io?

Può essere. Anche e sopratutto perché la gioia è insita nell'Essere.

E non là, né tantomeno lì.