Quante volte andando in macchina e vedendo con terrore gli oramai innumerevoli autovelox, abbiamo maledito questa arsura dei comuni, di quasi tutti i comuni italiani, i quali o per cattiva gestione o per riduzione di denari dal governo centrale, escogitano trappole infime per depredare automobilisti già di per sé depredati da accise, assicurazioni e quant'altro?
Tante, credo.
Adesso però c'è di più, molto di più.
Guardate questa lettera arrivata ad un'amica dal Comune di Vezzano Ligure in provincia di La Spezia...
E' in pratica un'intimidazione a scopo di lucro!
Perché?
Ve lo spiego subito.
Innanzitutto la data in alto: 21/12/2015. Questa lettera è stata inviata a La Spezia città, diciamo 20 Km di distanza.
Ora, conoscendo le Poste Italiane le quali oramai sono banca, assicurazione, gelateria, paninoteca, centro gastronomico etc ma non curano più la distribuzione delle lettere possiamo pensare che, comprese le feste, la lettera in questione sarebbe dovuta arrivare diciamo... entro il 10 gennaio.
Invece no!
E' arrivata, udite, udite il 27 gennaio! A due giorni dalla data di scadenza.
E cosa dichiara questo comune?
Che un'infrazione il 29 giugno 2012, quasi quattro anni fa, risulta non essere stata pagata e che di conseguenza l'importo di 159 euro è lievitato alla modica cifra di 331,10 euro!
Ci potrebbe stare, conoscendo i ricarichi.
Ci potrebbe... se non fosse che, udite udite, la multa a suo tempo fu pagata!!!
Capito?
Sperando che tu abbia gettato via la ricevuta, dopo 4 anni ti mandano una lettera incandescente, minacciosa, intimante l'iscrizione nei ruoli dell'esattoria comunale e te la fanno recapitare solo, dico solo, 2 giorni prima della scadenza, facendoti andare nel panico più assoluto, più che trovarti in un ascensore di un grattacielo con un diarroico intento a rendere degno il suo ruolo!
Vedo sempre il male anche dove non c'è?
Non credo!
Questa letterina è un tentativo di cercare ulteriori risorse dalle tasche dei soliti idioti!
Che siamo noi, che crediamo di vivere in un paese normale...
Dunque: una mozione di sfiducia ad un ministro della Repubblica sta per essere bocciata al Senato grazie all'intervento decisivo dei senatori di Ala, il gruppo formato da Denis Verdini.
Questo gruppuscolo di famelici senatori entra di diritto nella maggioranza, senza che nessuno latri alla Luna, manifestando stupore ed indignazione.
Ma quello che più nausea è che il salvataggio della Mnemonica Boschi sarà compiuto contro l'ipotesi di conflitto d'interessi da parte della bellona che, pare, abbia agevolato le vicende del padre, ex vicepresidente di Banca Etruria, la spelonca che ha ridotto in miseria migliaia di gente come noi, che crede ancora alla banca come istituzione a tutela dei risparmiatori, visti invece come agnelli da sbranare, grazie all'intervento appunto di Verdini, imputato per bancarotta fraudolenta al tempo in cui dirigeva il Credito Cooperativo Fiorentino.
Meditate gente, meditate! Osservando questo scempio non c'è che allibire, nausearsi e allontanarsi da cotanta merda piovuta sulle istituzioni.
Nessuno naturalmente fa girotondi, picchetti, proclami.
Tutti proni, silenti e nascosti.
Moretti e Benigni ad esempio! Donde stanno? A contar soldi e fama?
Che nausea!
Oh Mihelangelo hai tu visto ch'è successo laggiù maremma buaiola?
No, non ho visto nulla Leonardo! C'an combinato?
L'è arrivato un re magio dall'Oriente zeppo di soldoni che crede che la donna nuda sia peccato e gli han coperto le statue per non farlo incazzà!
Ma che grulli sono? Ovvia! E se le fosse stato astemio alla tua Ultima Cena che gli avrebbero disegnato sopra? La "Oha Ola lait"?
Perdonate la collerica intrusione! Li porrei dei negletti il girone!
Oh Dante via! Dio bonino! E tu dovresti andar a far calendari di calcio in Fgci con tutti sti gironi, maremma utopica!
Ragazzi potevo capirlo nel 600 quando han messo i mutandoni ai nudi del mio Giudizio! Ma oggi che si vantano d'essere nel futuro? Tu non voi veder nudi di marmo? Sta' a casa tua e non spaccar il batacchio, maremma scultrice!
Hai ragione Michelangelo! Tornassi indietro dipingerei solo nerbi, falli e gnocca! Così a coprir tutto diventerebbero pazzi sti romani!
Potrei scrivere in merito...
Per carità Dante! Che a legger la Divina tanto l'era lunga mi è venuto lo scorbuto, maremma nel cammin di mezza vita!
Comunque poi dopo aver coperto statue nude sai tanti che faranno? Si ritroveranno per proteggere la coppia uomo donna, ostacolando le unioni omosessuali!
Quello sarebbe da coprire per vergogna, maremma ruina!
T'immagini Leo se ci fossimo anche noi laggiù con i nostri gusti? Quanti scalpelli a quelle teste vuote avremmo lanciato, maremma acquarello!
Potrei scrivere su questo amore...
Basta Dante! Miche andiamo dal Petrarca che gli si va a far due scherzi, maremma misogina!
Caro Amico mio,
come vedi ogni tanto faccio un po' lo scemo anche sul mio blog, fingendo di dimenticare la triste storia, inusuale e scioccante, di cui sei inconsapevole protagonista.
Credo che ti piacerebbe leggere queste mie frattocchie, forse ne rideresti pure.
M'alzo molto presto, come un leone in gabbia giro per stanze che non mi dicono nulla più di quanto abbia dubbi in merito. Scrivo per credere ancora ad una positività che, mi dicono, sta scemando a poco a poco.
Non ci sto, non mi capacito che tutto sia già deciso, determinato!
No! Voglio credere e sperare. Ne ho il diritto. Se è vero che la speranza sia l'ultima a morire, io credo al detto, credo ai casi inspiegabili, credo a tutto quanto possa migliorare il tuo stato e la nostra disillusione.
Pensieri vacui affollano la mente, tormenti minacciosi, chimere sempre più effimere.
Lotti come un leone, carissimo! Nella notte artefatta figlia di potenti sedativi, forse ti chiederai il perché di tutto ciò. Forse, anzi, sicuramente sei già corroborato dalla forza della Vita, che ti sta abbracciando; ne sono fiero e certo.
Tutto il resto è ombra, dubbio, incertezza, futuro fuligginoso. Dobbiamo resistere alla tentazione di piangerci addosso maledicendo il fato, Amico!
A noi ci hanno insegnato la potenza di un Progetto, di qualcosa che un giorno, innalzandoci da questa valle di lacrime, comprenderemo in tutta la sua fragrante maestosità, nell'assordante perfezione, riassumibile nel passo del salmo "Tutto canta e grida di gioia".
Tutto canterà e griderà di gioia, Fratello!
Sai quante volte mi sono immaginato, non riuscendovici, cosa significasse "gridare di gioia"?
Vorrà dire che un mare tenterà di calarsi in una brocca, in un bicchiere e quel bicchiere, il mio molto meno capiente del tuo, impazzirà da tutta quella felicità, da tutta quella potenza, da tutto quel clamore di cuori, da tutto quell'impagabile ed insondabile riversamento di felicità, di commozione, di effluvi per il cuore che nessuno ha mai potuto sperimentare nella pienezza, se non i primi araldi e compagni della Vita, penso ad esempio all'uscita di testa di Pietro sul Tabor o all'estasi dei santi.
Prima di quei momenti da conquistare, siamo immersi ahimè in questa coltre spessa e contorta che non ci lascia respirare, tendente a distogliere sguardi e pensieri verso quesiti senza risposta: perché a te, perché a te, meraviglioso sposo e padre, amante della Vita, scrupoloso camminatore in sentieri ardui ma sicuri ed irrorati dal Verbo?
Perché?
Torno a pensare alla Luce. Voglio pensare alla Luce.
E tu, al solito, lo sai.
Succede a volte che canzoni immortali vengano modificate per protestare contro obbrobriosi portali! Come nel caso di "Piazza Grande" del mai dimenticato Lucio Dalla.Ecco una rivisitazione nata dagli eterni lavori a La Spezia in Piazza Verdi, ora conosciuta meglio, per via della qualità dei lavori, come...
Piazza Glande
Tanti che mirano il mio femore ce n'èsulle panchine in Piazza Glande,da quando l’ ”ELLE” mi ha centrato alle tre, si qui ce n'è.
Gemo su scale e ho molti amici intorno a me,gli incazzati in Piazza Glande,delle vasche d'acqua pro-zanzare tutto so, Autan a gogò!
A modo mio non ho bisogno di Portali io.A modo mio non ho bisogno di Vannetti io.
Una transenna vera e propria non ce l'hoe la mia casa è in Piazza Glande,a chi percorre con paura aiuto do, quanto ne ho.
Con me di travertini poderosi non ce n'è,trovo macerie in Piazza Glande,e meno male che corriere come il "PI", or non ce n'è!
A modo mio vorrei lontano i parabrezza anch'io.Avrei bisogno di capire io.E la mia corsia non la cambierò mai mai!A modo mio, quel che ho urtato l'ho sofferto io
Mattonelle differenti per capirci non ne hosotto le stelle in Piazza Glande,e se l’ “ATICI' ” non suona tanto anche per me, io me ne andrò!
E se non ci sarà più verde attorno a mevoglio sparir da Piazza Glande,d'anemici portali, tristi luci e fantasia ...e da Buren!
Genio, genio puro! Artista, mirabile nel suo lavoro, ci mancherebbe.
Ma Kevin Abosch verrà ricordato soprattutto per la facilità con cui, vendendo questa foto...
... ha riaperto l'eterno dilemma: arte e genio o coglioni con portafoglio gonfio?
E' arte questa foto?
Sfondo nero e patata, nitida.
Sapete quanto ha fruttato questa foto?
Un milione di dollari!
Quindi e di conseguenza ci sono in giro degli amanti, dei patiti, dei danarosi pronti a sborsare un milione di dollari per una foto ad un tubero?
Dov'è arte il tuo confine?
Il fotografo Abosch è famoso per i ritratti, pagati centinaia di migliaia di dollari, di star famose, tipo Jonny Depp.
Ma ritorna il dilemma primordiale: è arte?
Dovremmo scomodare critici illuminati e un po' spaesati dalle continue verticali di champagne a cui sottostanno per spargere la loro sapienza, il loro verbo altisonante frutto di ricerche, studi e hotel a sette stelle!
Noi essendo umani, essendo lievemente acculturati stentiamo a riconoscere l'arte ovunque: in queste foto, nei dipinti striati o punteggiati o solo colorati in modalità apparente "alla cazzo".
Siamo rimasti indietro con la frenetica vena lanciata nel futuro. Spalancando ancora occhi in segno di stupore davanti a capolavori del Rinascimento, stentiamo a commentare quello che sfortunatamente a volte, capita di vedere, imbattendoci nell'opera omnia di un verniciatore cazzone che pretende di vedere significato in un'accozzaglia di tempere tendenti al paonazzo o in scarpe lasciate in una stanza vuota, in cessi dipinti di rosa o di foche di peluche vestite da ballerine russe.
Noi poveri sciocchi ammaliati da un Caravaggio, storditi da un Raffaello, dubitiamo di questa arte moderna, fatta in apparenza per lucrare, per fagocitare denari, protette da commenti, da enfasi critiche, da scioglilingua infiniti tronfi di citazioni altisonanti.
Ignoranti! Ecco cosa siamo (uso il plurale perché viene meglio, ma tutto quanto detto si riferisce al sottoscritto)
Erranti e distanti dalla luce dell'arte moderna, accettiamo critiche, accogliamo pareri nauseati di chi conosce la verità dell'oggi.
Accettiamo il crucifige.
Continuando però a dire che un altro babbano è cascato nella trappola, pagando un milione di euro una foto di una patata.
E del resto, non ce ne frega una minchia!