Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 17 febbraio 2015
Di sinistra
Noto con un certo disgusto che attorno all'unico vero uomo di sinistra rimasto, Papa Francesco, si sta creando una specie di baccello insonorizzato. Bergoglio non esita a dire la Verità in ogni occasione che gli si presenti: "Questa economia uccide", "Fanno più notizia i tre punti presi dalla Borsa che la morte di centinaia di esseri umani scappati dalla violenza con un barcone", "la corruzione è il male del mondo" e via andare.
Con l'approssimarsi della Quaresima Papa Francesco ha deciso di compiere un gesto nobilissimo: non celebrerà per i politici italiani la tradizionale Messa quaresimale, delegandola ad un suo incaricato.
Meraviglioso gesto che segue la freddezza dello scorso anno, quando imponendo di farli alzare alle 7 del mattino gli ha completamente ignorati, non stringendo loro neppure la mano.
Eppure non è passato molto tempo da quando squallidi trafficanti di corruttela non smettevano di rifugiarsi dietro epistole, discorsi, citazioni provenienti da Oltretevere che permettevano loro di continuare gli squallidi giochi ponendosi dietro a quei cavolo di principi non negoziabili!
E ai nuovi Cardinali ha suggerito di vedere nel paonazzo non lo sfarzo ma il servizio! Una meraviglia!
Tra non molto, probabilmente, vedremo entrare nelle fabbriche, nei circoli, nei locali uomini e donne con sotto braccio la nuova voce del proletariato, l'Osservatore Romano!
lunedì 16 febbraio 2015
Aidontspikinglish!
Eccolo l'uccellino depressivo!
Sentir parlar ovunque in Inglese, anche nei minorenni, provoca una voglia sempre abilmente repressa: imparar la lingua degli albionici!
Ma cosa me ne frega a me di comunicare in un'altra lingua?
Essenzialmente nulla.
Resta inteso il disagio che traspare ogniqualvolta vengo avvicinato da qualcuno sicuro che nel mondo tutti, bene o male, mastichino un poco della lingua tra le più parlate nel globo.
Invece no! Non parlo inglese, non lo capisco, non riesco a trasportare i ricordi labili della gioventù scolastica nella quotidianità.
Si lo ammetto! Non parlo inglese!
Devo vergognamene?
Può darsi.
Sul lavoro è capitato raramente di confrontarmi con qualcuno che parlasse esclusivamente la lingua di Sua Maestà la Regina: dialoghi assurdi, tendenti al triste, per chi ascoltava.
Frasi spezzate, "hum-beh-well" sparati a raffica per perdere tempo, sguardi incuriositi, raggelanti, patetici, pietosi.
Vogliamo parlare della pronuncia?
Quando si avvicinano, tronfi e ti bisbigliano "uer iu going" detto velocissimo, quasi impercettibilmente. E ad un tuo cenno di malore, infieriscono partendo con un dedalo di frasi dove tu alla fine, in umiltà, capisci di non aver compreso una emerita mazza!
Si, lo fanno apposta! Sanno del tuo disagio e spingono la lama dentro le giunture, svergognando la tua già minuscola area del linguaggio che in cervice è messa in minoranza dagli enormi spazi occupati dalle attività goduriose ed alimentari.
Sai per certo che qualunque suono gutturale uscirà dalla tua bocca, la figura di merda sarà certa.
Inutili saranno i tentativi di prender tempo, di fingerti muto come Bernardo il servo di Zorro.
Inutili le facce, i sospiri, le spiegazioni in italiano.
E allora questo Duolingo nato per cercarti di insegnare i fondamentali?
Le prime lezioni scorrono veloci, facendoti sentire un madre lingua. Ma appena sale il livello, aumenta la certezza della tua nullità, della difficoltà a riuscire a fare un discorso di senso compiuto. Sale nel contempo la depressione e la voglia di dire facc off a tutto.
E' allora che cerco testi e parole di casa nostra, un "Carneade chi era costui?" di manzoniana memoria.
La nostra è la lingua più bella del mondo. Non ha rivali. E al prossimo tranello anglofono sarò pronto a rispondere in italiano. Vorrò vedere negli occhi dell'astante la meraviglia nell'udire italiche parole.
Al che sfodererò l'unica frase in mio possesso:"becouse, iu dont spik Italian?
No? Ma allora va a dar via le ciap, pirla!!!
de end
Sanremo i soliti
In puro stile renziano, ovvero far scoppiare un casino di là, per annichilire le regole democratiche di qua, il Festival di Sanremo premiando quelli de "Il Volo" che incensando l'Amore di qua (il profumo dolce della pelle sua / questo grande Amore, Amore solo Amore è quello che sento/ perché quando vedo, vedo solo te) sdoganano "il quadruplo parzialmente misto" di là, essendo a parole "tre contro una".
Ha vinto la canzone melodica scritta per Sanremo: perfetta, cantata magnificamente dai tre ragazzi è il prodotto costruito ad hoc per strappare solletichi duodenali ed increspature acquose nel retro palpebre, grazie allo studiato crescendo tonale del trio, all'esplosione musicale, scoccante pronunciando la password "Grande Amore".
Avevo sempre sognato da giovane, senza riuscirvici, di poter ascoltare dal vivo, munito di mazzo di rose rosse, il mitico Claudio Villa, immaginandomi di alzarmi dalla poltrona per lanciarglieli nel momento in cui il Reuccio, squassando gli intonaci, sparava l'Acuto quale distintivo della sua arte melodica.
Perché siamo fatti così e non c'è nulla da fare: siamo sintonizzati interiormente su quelle note ed anche se le ripudiamo, come faccio io, con rock, blues e quant'altro, ci resta la propensione al raddrizzamento-peluria su frenesie musicali nostrane, al pari della voglia di sole, di tavole imbandite, di risa nell'azzurro, di fede cieca nel One Man Show di turno, a questo giro fiorentino.
Perché è l'identità di questo popolo che sa perfettamente che a febbraio c'è e ci sarà il Festival da ridicolizzare tra i tavolini di un bar e da guardare furtivamente, magari anche con qualche cameo luccicante i bulbi oculari.
A Sanremo ha vinto la tradizione come il copione impone, le regole richiedono e sapendo perfettamente che Nek sarà il re del mercato discografico con l'altro orecchiabilissimo brano cucinato con maestria tra un "Fatti avanti amore" e l'altro, aspettiamo il prossimo appuntamento annuale sorridendo alla Luna, mentre lestofanti&mestieranti tramano in oscurità per i loro nefasti e personali progetti, sottraendoci felicità e speranza in un futuro migliore, meglio se melodico.
Memento
Commosso, riverente e soprattutto grato saluto un genio, un benefattore, un grande italiano che ha invaso di gioia, gusto e benessere il mondo intero con la sua creatura, un mix esplosivo di bontà che ha fatto abbracciare festanti miriadi di papille gustative.
Un gigante della goduria dolciaria che ha fatto saltellare bimbi, giovani e adulti: Michele Ferrero che con la sua invenzione, Madama Nutella, ci ha ricordato ad imperitura memoria che la bontà è reale quanto la magia.
Uniamoci in un giro di dita dentro il magico barattolo in ricordo del Maestro Ferrero!
Ciao Michele!
sabato 14 febbraio 2015
Concistoro triste
Un altro Concistoro, un'altra delusione per chi pensava di diventar Cardinale di default.
Acqua alta a Venezia, dove il Patriarca non eletto, soffre questo momento di grande aria nuova.
Papa Bergoglio ha impostato nomine e nominati in virtù della disponibilità alla missione e non al paonazzo. E questo ci riempie di gioia.
A proposito di Venezia. Un amico mi ha inviato due foto. La prima è il banchetto posizionato all'interno della Basilica di S.Marco per far pagar balzello a coloro che desiderino visitar la Pala d'Oro.
Eccola:
Eccellenza Patriarca!
Ella che si è sempre distinta per la spiritualità, per il rigore, non trova indecoroso che i fedeli ed i visitatori debbano metter mano al portafogli per avvicinarsi all'altare?
E che dire dello stand all'ingresso?
Mercanteggiante immagine! Sa che una volta il Capo li aveva scacciati tutti dal Tempio??
Ma insomma! Possibile che i tantissimi visitatori non possano avvertire un'aria nuova?
Magari del tipo che potrebbe avvicinare i lontani, no?
venerdì 13 febbraio 2015
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