giovedì 5 giugno 2014

Perfetto come al solito!


Avrei voluto scrivere tante cose, molti insulti, cercare di evidenziare fatti e personaggi oltremodo squallidi.
Ma faccio un passo indietro, come è giusto che sia, e lascio la scena a Marco Travaglio ed al suo editoriale di oggi, come al solito esaustivo e perfettamente... perfetto! 
Chapeau!

Da il Fatto Quotidiano del 5 Giugno 2014

# mazzettastaiSerenissima di Marco Travaglio

Se esistesse ancora un minimo di decenza, milioni di persone perbene –elettori, giornalisti, intellettuali, eventuali politici e imprenditori – dovrebbero leggersi l’ordinanza dei giudici di Venezia sul caso Mose e poi chiedere umilmente scusa a Beppe Grillo e ai suoi ragazzi. Anni e anni sprecati ad analizzare il suo linguaggio, a spaccare in quattro ogni sua battuta, a deplorare il suo populismo, autoritarismo, giustizialismo, a domandarsi se fosse di destra o di centro o di sinistra, a indignarsi per le sue parolacce, a scandalizzarsi per le sue espulsioni, ad argomentare sui boccoli di Casaleggio e sul colore del suo trench, a irridere le gaffes dei suoi parlamentari, a denunciare l’alleanza con l’improbabile Farage (l’abbiamo fatto anche noi, ed era giusto farlo, ma in un paese normale: dunque non in Italia). Intanto destra, sinistra e centro – quelli che parlano forbito e non hanno i boccoli – rubavano. 

Rubavano e rubano tutti, e insieme, sempre, regolarmente, scientificamente, indefessamente, su ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico. Anzi, ogni grande e piccola opera, grande e piccolo evento, appalto, consulenza, incarico servono soltanto a far girare soldi per poterli rubare. Tutti i più vieti luoghi comuni del qualunquismo bar – sono tutti d’accordo, è tutto un magnamagna – diventano esercizi di minimalismo davanti alla Cloaca Massima che si spalanca non appena si intercetta un telefono, si pedina un vip, si interroga un imprenditore. Basta sollevare un sasso a caso per veder fuggire sorci, pantegane, blatte e bacherozzi maleodoranti con i nostri soldi in bocca, o in pancia (il Mose doveva costare 2 miliardi, ne costerà 6 e ora sappiamo perché). 
La Grande Razzia che ha divorato l’Italia e continua a ingoiarsene le ultime spoglie superstiti è sopravvissuta a Mani Pulite, agli scandali degli ultimi vent’anni e alla crisi finanziaria, nutrendosi dell’impunità legalizzata, dell’illegalità sdoganata e dell’ipocrisia politichese di chi vorrebbe ancora convincerci che esistono i partiti, le idee, i valori della destra, del centro e della sinistra. 
Invece esiste soltanto una gigantesca, trasversale, post-ideologica associazione per delinquere che si avventa famelica su ogni occasione per rubare, grassare e ingrassare a spese di quei pochi fessi che ancora si ostinano a pagare le tasse. A ogni scandalo ci raccontano la favola delle mele marce, la frottola della lotta alla corruzione, l’annuncio di regole più severe, la promessa del rinnovamento, della rottamazione. 
E intanto continuano a rubare, secondo un sistema oliato e collaudato di larghe intese del furto che precede e spiega le larghe intese di governo. E la totale mancanza di opposizione a sinistra negli anni del berlusconismo rampante e rubante. Anche l’art.27 della Costituzione, quello della presunzione di non colpevolezza, diventa una barzelletta se si leggono le carte delle indagini su Expo e sul Mose, dove i protagonisti delinquono in diretta telefonica, o a favore di telecamera: non c’è bisogno della Cassazione, e nemmeno della sentenza di primo grado, per capire che rubavano davvero. 

Politici, imprenditori, funzionari, generali della Finanza, giudici amministrativi e contabili. Il solito presepe di sempre, che avvera un’altra celebre battuta da bar: a certi livelli “non esistono innocenti, solo colpevoli non ancora presi”. Renzi non ruba, e i suoi fedelissimi sono lì da troppo poco tempo. 
Ma rischia di diventare il belletto per mascherare un partito marcio con cui – per prenderne il controllo –ha accettato troppi compromessi. Marcio nella testa prim’ancora che nelle tasche. Ieri, senz’aver letto un rigo dell’ordinanza, l’ineffabile Piero Fassino già giurava sulla leggendaria probità del sindaco Orsoni appena arrestato (“chi lo conosce non può dubitare della sua onestà e correttezza”), invitando i giudici ad appurarne al più presto l’innocenza per “consentirgli di tornare alla funzione di sindaco”. Perché, se ne appurassero la colpevolezza cosa cambierebbe? Fassino lo promuoverebbe a suo braccio destro, come ha fatto con Quagliotti pregiudicato per tangenti. Oil Pd gli restituirebbe la tessera, come ha fatto con Greganti pregiudicato per tangenti? La Cloaca Massima è così pervasiva che ogni strumento ordinario per combatterla diventa favoreggiamento. Ma davvero Renzi pensa di affrontarla con il povero Cantone e la sua “task force” di 25 (diconsi 25) collaboratori? O con qualche presunta riforma? A mali estremi, estremi rimedi: cancellare le grandi opere inutili ancora in fase embrionale, dal Tav Torino-Lione al Terzo Valico; cacciare ogni inquisito dai governi locali e nazionali; radiare dai contratti pubblici tutte le imprese coinvolte in storie di tangenti; introdurre gli agenti provocatori per saggiare la correttezza dei pubblici amministratori (come negli Usa); imporre a chi vuole concorrere ad appalti una dichiarazione in cui accettano di essere intercettati, a prescindere da ipotesi di reato (come fece Rudy Giuliani sindaco di New York); piantarla con le “svuotacarceri” (l’ultima è a pag. 7), costruire nuovi penitenziari e, nell’attesa, riattare caserme dismesse per ospitare i delinquenti che devono stare dentro; radere al suolo tutte le leggi contro la giustizia targate destra, centro e sinistra degli ultimi 20 anni. Tutto il resto non è inutile: è complice.

Eh si!


mercoledì 4 giugno 2014

Era il 2012....


Si lo ripropongo! 
Eravamo in aprile del 2012 e nella mia città c'erano le elezioni comunali.
Nella mia città la situazione politica è atipica e avvicinabile alle vicende nazionali.
Ovvero: sono tutti d'accordo a non cambiare pesi e misure. Qui tutto è immoto da decine d'anni. Qui la spartizione è perfetta e sicuramente qualcuno avrà preso spunto per gli accordi in scala nazionale. 

Expo 2015, ora il Mose... la Tav? Sicuri che tutto sia in ordine?

Consociaty si chiamava la signora del fumetto. 

E credo che sia anche pre-veggente!!!

PS: non credo di dovervi spiegare i personaggi a cominciare dall'On ...Locusta .... attualmente in galera!!!






Sono tutti Chef!


Il notissimo Chef Fiorenzo Serposo, celeberrima star tv con il programma "Tutto in Strutto", che dall'ultimo rilevamento pesa 135 kg, noto per le sue "tortine al ribes annaffiate in un lago di cioccolato fuso", ha aperto l'annuale conferenza sui danni provocati dai trigliceridi avente come tema "il finocchio bollito salvagente dell'Umanità" con queste parole: "credo sia giunto il tempo per la popolazione di sacrificare il proprio palato, comprensivo delle papille, attraverso una ferrea dieta composta di bietole scondite e lessate, passati di verdure (verdurai, verdurasti, verduró?) senza un filo d'olio e carni bianche cucinate a vapore". 
Tale concetto è stato ribadito agli astanti durante la pausa pranzo del convegno in attesa che venisse servito l'abbacchio affogato in olio pugliese in tripudio di patate, una delle dodici portate componenti il pranzo...

N.B.
Se leggendo sopra vi si è increspato il labbro quale segno di apprezzamento, sappiate che recentemente il Governatore della Banca d'Italia (400mila euro/anno) nel corso dell'annuale relazione, il milionario Squinzi, ideatore del Vinavil (giuro!) nonché a capo di quella struttura diversamente amante delle tasse chiamata Confindustria, tutti i boiardi di stato a 240mila euro annui, John Elkann, neo esente da imposte italiche assieme a Marchionne, si sono dichiarati tutti concordi nel dirCi che la ripresa ci sarà a patto però di perseverare nei sacrifici (nostri).

Ossia: passati di verdura e bietole scondite per tutti... "gli altri" che non siano loro, da sempre a tavola con lo Chef Fiorenzo Serposo...

domenica 1 giugno 2014

Di tutto, di più


Francesco Merlo su Repubblica di oggi fa una disamina perfetta del prossimo sciopero Rai dell'11 giugno.
Rai ovvero mega carrozzone pubblico che sperpera da decenni soldi nazionali, facendo spreco di risorse avvinghiando il potere del momento, con un numero di direttori tanto alto quanto vergognoso. Merlo si chiede dove fosse la coscienza esplodente nella manifestazione di giugno contro il taglio di 150 milioni, quando il Condannato trasformò la rete pubblica in succursale Mediaset, con assunzioni di veline, proni direttori, slurp-slurp dirigenziali in nome di un abbattimento di qualità a scapito del Biscione e consequenzialmente del portafogli del Puttaniere. 
Già dov'era? 
A dire il vero sarei d'accordissimo con Renzi, sarei al suo fianco per il taglio al Carrozzone Rai! 
Sarei.
Se non fosse per un pensiero, un moto interno che non me lo ha fatto votare, un ostacolo nato da quell'incontro con il Pregiudicato, da quell'accordo organizzato dal raccoglitore di processi di nome Verdini. Un dubbio che m'assale anche per la diatriba Rai: questa limatura, questo indebolimento della Rete pubblica sarà mica una componente l'Accordo per rinvigorire le Tv del Bitumato? A proposito! Sarebbe l'occasione di parlare anche del conflitto d'interesse oramai problema ventennale... preferisco però andarmi a fare un Martini!

Prosit!

sabato 31 maggio 2014

Sogno


Ho fatto un sogno strano.
Ho sognato che all'indomani sarei andato sulla Luna, assieme ad altri tre amici. 
Era tanta la realtà che ho trascorso la notte a prepararmi all'evento, a provare l'eccitazione della passeggiata lunare. 
La stranezza nasce dal fatto che non ho concluso il sogno con l'allunaggio. 
E dire che la mia cervice avrebbe potuto realizzarlo, memore delle celebratissime immagini degli astronauti americani che piantano la bandiera sul nostro satellite. 
Non ho rimpianti: è stato bello anche così! 
Ricordo come guardavo la Luna in quella che era la notte precedente allo sbarco, l'ansia per il viaggio, la consapevolezza di partire per un luogo meta di pochi eletti. 
Un sogno che immaginava un Sogno e mi ha restituito emozioni appaganti, sensazioni benefiche da applicare alla mia giornata tipo. 
Ovvero: porsi un traguardo e forse mai tagliarlo, vivendo però delle emozioni legate al suo ipotetico raggiungimento. 
Emozioni. 
Parola che, guardando attorno, pare allontanarsi sempre più,  ma che resta per fortuna viva nel mondo soporifero, irraggiungibile razionalmente. 
Viva nel mondo irreale.
Che sogno!