sabato 9 maggio 2026

Basta vi prego!

 



Prima Pagina

 



Cattiveria

 



Natangelo

 



L'Amaca

 


Stasi-Sempio: spalti gremiti

di Michele Serra


Non sono pro-Sempio e nemmeno pro-Stasi, spero che questa dichiarazione non mi penalizzi come giornalista e come componente della società. Credo che a questa serena neutralità contribuiscano non solo la mia poca consuetudine con il noir (anche se so bene che grandi scrittori e grandi giornalisti, grazie al noir, hanno potuto scrivere pagine memorabili), ma anche una più generale stanchezza nei confronti della foga giudicante che egemonizza i social e contagia pesantemente anche i giornali.

Tutti giudicano tutto e tutti, la sospensione del giudizio e l'esitazione intellettuale stanno diventando merce rarissima. Abbondano i giornali inquirenti e i giornali avvocato (più i primi dei secondi, per la verità) e se si mette un piede nella stragrande maggioranza dei dibattiti social lo si ritrae subito per paura che venga mozzato da una raffica. Non parliamo di quei talk-show allestiti con il proposito palese di scatenare la rissa, come se condurre un dibattito equivalesse a gestire un match tra galli da combattimento, con le penne che volano fuori dal video.

La tentazione è opporre una indifferenza oblomoviana a questo trambusto non solamente molto rumoroso: anche molto violento. E tragicamente intrusivo, perché non credo che le persone deputate professionalmente, a vario titolo, a gestire la vicenda di Garlasco, possano restare immuni dal boato della folla a ogni gol segnato o subìto. Non sono solamente giudici o avvocati, sono le star di un derby di enorme successo. Tanto vale, a questo punto, se si rifarà un processo, rifarlo a San Siro. Spalti gremiti, dirà il telecronista.

Papale papale

 

Il verdetto dell’oste 


di Marco Travaglio 

Mai chiedere all’oste se il vino è buono. E invece è proprio ciò che accade sulla grazia alla Minetti, fortunata vincitrice dell’impietosa lotteria del Quirinale che premia appena il 2% dei concorrenti. Chi dovrebbe rimangiarsela? Mattarella, cioè colui che l’ha concessa in tutta fretta e in gran segreto. Chi dovrebbe ribaltare il parere favorevole ora che il Fatto ne ha demoliti i presupposti? Nordio e il Pg di Milano, cioè i suoi autori. Gli atti giudiziari sono impugnabili in successivi gradi di giudizio, ma quello sulla grazia lo riesamina la stessa Procura generale che l’ha fornito e, nel nostro caso, lo stesso sostituto Pg che l’ha firmato. Tre osti chiamati a giudicare il loro vino. La libera stampa dovrebbe controllare i loro atti, ma suvvia, siamo in Italia. Per di più il caso Minetti incrocia tre potenti lobby editoriali: la stampa corazziera, devota al dogma dell’infallibilità del Colle; la stampa berlusconiana che, dopo Ruby nipote di Mubarak, si beve e fa bere ai suoi lettori qualsiasi minchiata; e la stampa governativa che puntella i melones pericolanti. Il risultato lo leggete a edicole e reti unificate: il caso Minetti si sgonfia, tutto regolare, non è successo niente. Presunti cronisti che non hanno mai visto una notizia vera in cartolina ci danno lezioni di giornalismo e si affannano a tentare di smontare con balle e diversivi le cose vere che scriviamo.

Tutto per far dimenticare le 23 righe con cui il 9 gennaio il Pg, dopo tre settimane di “indagini” (feste natalizie incluse), prese per buone le panzane della richiesta di grazia della Minetti: “Lo stile di vita successivo al reato che l’ha vista impegnata costantemente in attività umanitarie” (forse i festini nei locali del compagno Cipriani), la “seria e concreta volontà di riscatto sociale”, la “radicale presa di distanza dal passato deviante” (favoreggiamento della prostituzione e peculato da consigliera regionale con rimborsi pubblici per spese private), che peraltro mica era colpa sua, povera stella, ma di “personalità di potere e rilevanza pubblica, con cariche istituzionali quali il… Presidente del Consiglio Berlusconi, che crearono un clima ambientale idoneo a condizionare le scelte di una giovane donna (25-26 anni, ndr) ingenerando senso di impunità e assenza di limiti”; “condizionamenti esterni ormai esauriti da cui la condannata ha dimostrato di essere oggi persona impermeabile”. Così impermeabile che vive da anni con l’amico di Weinstein ed Epstein denunciato per molestie dalla sua barista, poi pagata per chiudere la causa durante l’adozione del bimbo, mai abbandonato dai genitori e portato a Boston quand’era operabile in 9 ospedali italiani. Si potrebbe forse sentire qualche testimone. Ma sarebbe come far assaggiare il vino da qualcuno che non sia l’oste.

venerdì 8 maggio 2026

Decisione ineluttabile

 


Guardando e rimirando, dopo l'ennesima stagione insulsa, questo signore. Giorgio Aronne Furlani, che il Diavolo non se lo porti più, dopo aver sognato, annusato, assaggiato incredibili scenari - ebbene sì! Credevo nello scudo! - dopo aver dilaniato ulteriormente fegato e pancreas con impronunciabili epiteti rivolti all'Idiota Portoghese e company, che mi aggraveranno ulteriormente la fedina dell'anima, al momento instabilmente traballante, nel Purgatorio, ancora oggi in attesa di agguantare la zona Champions, ho preso una decisione che ritengo saggia e granitica: fino a quando questo menestrello rimarrà in tolda alla società, col suo sguardo irriverente verso saggezza ed intelligenza, rimarrò pedissequamente ai margini del cosiddetto progetto - di 'sta fava - voluto dal suo mentore e, ahimè, padrone della compagine rossonera, quel Cardinale che scodinzolando tra banche d'affari americane, dei successi non gli importa nulla, come ha ribadito poco tempo fa Confalonieri, pretendendo esclusivamente margini operativi e flussi di denari senza rischiar nulla, certo che pletore di coglioni come me lo asseconderanno perpetuamente nell'infausto progetto di 'sta fava di cui sopra!

Questo mollusco e la sua postura facciale mi inducono a dir cose fuori luogo che, oltre ad offenderlo, mi potrebbero costare noie giudiziarie. 

Pertanto, piacendomi il Calcio, se le condizioni e le presenze non muteranno, la prossima stagione sarà solo Premier. 

Di lui e della sua gentaglia che lo serve mi arriveranno labili notizie, magari ascoltando di sfuggita una tv in un bar in un momento di relax. 

Serve ed è necessario in tempi di derisione come questi, mettere in pratica l'evangelico consiglio: andarsene levandosi minuziosamente pure la polvere dalle scarpe, lasciando che i morti seppelliscano i morti! (sportivamente parlando)