A furia di sperare, di alludere, di accostare, finalmente (per loro) un esponente del M5S è stato colto, così pare, con le mani nella marmellata. Quella marmellata che mai fin d'ora si era impregnata sulle palme di appartenenti ad una forza politica il cui grido, dna per meglio dire, era ed è Onestà.
E come succede in un'osteria allorché l'astemio ingurgita il nettare degli dei, è esplosa la torcida da parte di chi dell'inganno e del sottobosco ne ha fatto una ragione, lauta, di vita.
Titoloni, strilli irriverenti accompagneranno tale notizia, di portata importante ma non storica come i giornaloni indurrebbero a credere. Perché se sarà accertato che questo DeVito ha agguantato il malloppo, lo stesso verrà immediatamente espulso, al di là di ogni successiva azione della magistratura.
Quello che più inquieta è la prossima, certa, eclatante campagna evidenziante il fatto in questione che tutti i media-proni confezioneranno al riguardo, dimenticando di colpo le innumerevoli e stratosferiche malefatte del passato recente che non enumero per ritegno.
Il sistema arde vivamente di vedere questi incapaci, a detta loro, piombare nel mastello comune della mala politica.
Insieme si sta meglio che soli. Ed anche un unico malefico evento può facilmente tramutarsi in brodaglia collettiva. Perché tutto fa brodo se si vuol continuare a prendere per il culo la collettività, che siamo noi, oramai in balia del comune senso dell'impudicizia.
