martedì 6 gennaio 2026

L’ha scritto oggi?

 

Sembra che l’abbia scritto oggi: 

“Venne un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtù, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. –  OGGI tutto divenne commercio. 

    È il tempo della corruzione generale, della venalità universale, o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà morale e fisica viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore."

(Karl Marx, “Miseria della filosofia”)

Dixit

 



Il Gladiatore

 


“Il Nobel alla Machado è uno strumento di pace trasformato in uno strumento di guerra.

L’hanno assegnato per ottenere una sorta di giustificazione morale alla guerra, che ha come obiettivo il saccheggio di 1700 trilioni di dollari di petrolio”.

Julian Assange

Nell’imperfezione

 


La chiusura della Porta Santa di oggi riporta al suo ideatore, Bonifacio VIII nel 1300, lo stesso anno in cui Dante attualizzò la Divina Commedia e collocò lo stesso Bonifacio, ancora vivo, nell’ottavo cerchio quello delle Malebolge, i simoniaci, usando un trucco spettacolare: Niccolò III, già morto, scambia il Poeta per Bonifacio e lo insulta, accusandolo appunto di simonia. Spettacolare esempio di fragilità, d’imperfezione, dell’infinità della Misericordia.

Incazzatevi!

 



Natangelo

 



Padellaro

 

Tu con chi stai, Gambadilegno o Lupo cattivo?


di Antonio Padellaro 

E tu con chi stai, con Gambadilegno o con il Lupo cattivo? Non è facile nell’era della forza bruta come strumento di governo affidarsi alle ragioni del teppista meno peggio. Il pirata dei Caraibi Trump o il dittatore dello Stato narcopetro Maduro? Un criterio potrebbe essere quello tradizionale quando in classe tra due bulli ugualmente arroganti si cercava la protezione del più forte. Che Meloni aveva anzitempo individuato nel tiranno di Mar-a-Lago, scelta che al momento sembra non conciliarle il sonno. E se l’amico americano (dagli amici mi guardi iddio, eccetera) decidesse di annettersi, come minacciato, anche la Groenlandia, isola appartenente al Regno danese? Spinosissima eventualità nella quale non basterebbe alla premier barcamenarsi nel solito show con la Von der Leyen. Poiché Copenaghen, membro effettivo della Nato, potrebbe ricorrere al famoso articolo 5 che, in un casino mai visto, coinvolgerebbe contro il boss di Washington tutto il resto dell’Alleanza. Chi non ha dubbi è Salvini che ha scaricato Trump appena Putin ha alzato il sopracciglio: al cuor (e ad altro ancora) non si comanda. Per i giornali della destra la sottomissione a Donald il gradasso non è affatto un problema, anzi, e si portano avanti con il lavoro con l’espressivo titolo di Libero: “Diritto di golpe, perché è legittimo far cadere dittatori”. Se non fosse che il concetto di legittimità internazionale è diventato una imbarazzante astrazione, con le sentenze dei vari tribunali dell’Aja ridotte a carta straccia. Sostituiti i cosiddetti trattati, a opera dei giureconsulti Putin e Netanyahu (con la fattiva collaborazione dei nazisti ucraini e dei tagliagole di Hamas) dal diritto di aggressione e di pulizia etnica. Grazie al tycoon viene adesso riabilitato anche il diritto al bottino di guerra, dopo che i giacimenti di greggio venezuelani sono stati definiti “nostri”. Con il che si supera anche l’ultimo confine della legalità sancita dai trattati (ah, ah) con la consacrazione della dottrina del liberi tutti. Libera dunque la Cina di invadere Taiwan, così come si sentiranno liberi i grandi e piccoli despoti di papparsi ciò che più gli aggrada, con la scusa che il vicino scomodo è un narcocriminale o ha risposto male al telefono. Con il che i 153 Stati membri potrebbero molto presto risparmiare anche i 62 miliardi e rotti versati per tenere in piedi l’Onu, con l’ultimo piano del Palazzo di Vetro che potrebbe utilmente ospitare un museo del caos, lastricato di buone intenzioni.