mercoledì 7 febbraio 2024

L'Amaca

 

Il conto? Non lo pago io
DI MICHELE SERRA
C’è una possibile lettura distopica dei moti agricoli in corso. Questa: nessuno (nessuna persona, nessuna classe sociale, nessuna corporazione, nessuna nazione, insomma: nessuno) è disposto per davvero a farsi carico della famosa transizione ecologica, perché nessuno è più in grado, o è disposto, o ha voglia, di pagarne il prezzo.
Dunque la transizione ecologica non avverrà per graduali prese di coscienza, o per aggiustamenti virtuosi della nostra maniera di vivere. Avverrà per costrizione: ovvero in seguito a una successione di catastrofi climatiche, di guerre per l’acqua e per le fonti energetiche, di carestie, che ridurrà l’umanità allo stremo, allo spavento, alla decimazione, infine, chissà quando, alla ragione. I superstiti, dopo essersi rinfacciati l’un l’altro la colpa di ogni cosa, riusciranno (forse) a mettersi d’accordo e a ripartire, piano piano, per una nuova storia dell’umanità.
Ovviamente, tutti quanti ci auguriamo che così non sia. La distopia, come l’utopia, è solo una lettura esagerata del futuro. E magari la politica, luogo di mediazione e di decisione, conterà ancora quanto basta per ammortizzare i conflitti, e indirizzarli in maniera favorevole al bene comune. Ma i costi della transizione ecologica, comunque li si ripartisca, sembreranno sempre iniqui, eccessivi, mal ripartiti a seconda che ricadano su di me o su di te. A ognuno parrà che sia l’altro, perché più colpevole o perché più solvente, a dover pagare il conto. Dunque non lo pagherà nessuno: e alla fine lo pagheremo tutti insieme, quelli con il trattore e quelli senza.

martedì 6 febbraio 2024

Sotto silenzio




Pensierini sanremesi















Giustizia?



Continuava a fare l’orso, invece di miagolare e fare le fusa, e così lo hanno ammazzato! Caro M90 non sei riuscito a capire che i padroni siamo noi. Almeno così crediamo…

Estratto


Ecco là gli uomini che si chiudevano fra quattro mura per le otto migliori ore del giorno, tutti i giorni, e in queste otto ore nei caffè e negli sferisteri e sui mercati succedevano memorabili incontri d’uomini, donne forestiere scendevano dai treni, d’estate il fiume e d’inverno la collina nevosa. Ecco là i tipi che mai niente vedevano e tutto dovevano farsi raccontare, che dovevano chiedere permesso anche per andare a casa a veder morire loro padre o partorire loro moglie. E alla sera uscivano da quelle quattro mura, con un mucchietto di soldi assicurati per la fine del mese, e un pizzico di cenere di quella che era stata la giornata.

(La paga del sabato -  Beppe Fenoglio)

Utilità




A proposito di carote…



di Selvaggia Lucarelli

Cose che non ho capito: intanto il perché il permesso di andare via passi attraverso il sì del padre, mentre la madre sembra non contare un cazzo tanto più che il padre è uno che aggiusta biciclette di notte da solo in garage mentre piove quindi è chiaramente un sociopatico pericoloso. 

Non ho poi capito perché cenano al buio. In realtà l’ho capito nel fotogramma successivo, sono di Genova come mio padre, la luce costa,  e infatti pure per noi la cena era un’esperienza crepuscolare. 

Non ho capito neanche perché il povero fratello maschio è sempre muto, ma forse se hai un padre che si acquatta in garage da solo col temporale, ti fa cenare al buio come sotto i bombardamenti e fa il karaoke con la carota nonostante un microfono Bontempi per karaoke costi 18 euro, perdere la parola è il minimo. 
Ho capito invece perchè questa roba della scelta dei pubblicitari ricaduta sulla carota, ovvero così ci facciamo battute e meme fino al 2029 e Esselunga è contenta. 

Della serie: “papà ho comprato due carote!”. “Ma dai è perché?l “Così una la mangi!”. E con l’altra ci fa il karaoke, cosa avete capito. Ah, mio padre quando gli ho detto a 18 anni che andavo via di casa mi ha risposto “ok, ne parliamo dopo, ora c’è la partita”. 

Per questo non potrei mai scrivere spot emotivi per Esselunga, finirebbero tutti col no secco della ministra Roccella. Ah, ovviamente ho pianto, ma quello è il cane di Pavlov: se hai più di 40 anni e vedi uno spot con la pioggia e una musichetta stracciapalle, è subito gattino bagnato Barilla. Impossibile resistere. Comunque brava Esselunga, ci hai fregati ancora una volta, quindi oggi vado alla Coop.