mercoledì 3 gennaio 2024

Imbarazzante

 


Circondata da stuoli di esperti in infiascamento d'aria fritta, vulgo influencer, è tornata madame 29milioniemezzo di followers. Ed è tornata nel modo più imbarazzante, quasi che qualcuno l'abbia costretta alla fuga, alla sparizione per eclatante manovra pro lucro, ponendola in una situazione di difficoltà, evidenziata per farci distogliere lo sguardo dalla Luna, fissando il dito, il suo dito di donna arrivata, caduta e sofferente per pareri e giudizi che l'hanno ferita. Il dito appunto. La Luna, ovvero il pandoro venduto a prezzo triplicato, i soldi in saccoccia e l'elemosina fatta ai bimbi dell'ospedale torinese prima ancora di iniziare la campagna pubblicitaria, quella no, non va vista, rimirata, scrutata per poter poi esclamare a gran voce "ma come caxxo hai fatto a lucrare su queste sofferenze?" 

Lei ringrazia i buoni, per lei, ossia coloro che le sono stati vicino in questi ispidi frangenti, implorandola a tornare sui social (sai che culo!) e non tutti coloro che hanno vomitato l'anima, nauseati per un tale affronto al dolore, di bimbi poi! I cattivi che la vorrebbero vedere pagare, non il milione-bruscolino (per lei) già promesso una volta scappati i buoi, ma la sacrosanta perdita di consensi, di fiducia, di attenzione verso chi, come lei, fa business con i sentimenti, alterandoli, soggiogandoli all'arsura innata di arraffare a più non posso, per rimanere dea dell'apparire, il grande male oscuro di questi beceri tempi. 

"Non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra" si legge nel Libro. Quando vivi la carità, quando ti avvicini alle difficoltà, resta silente, nascosto, furtivo. L'esatto opposto della dea cavalcante il web, col dito capace di non far scorgere il grande dramma della Luna. 

Preparativi




Similitudine




Robecchi 24

 

Buon anno nuovo. Le notizie positive bisogna inventarle, le altre ci sono tutte

di Alessandro Robecchi 

Né ridendo né scherzando, è arrivato l’anno nuovo. Sono in ritardo per gli auguri, e per fortuna, perché a parte la sopravvivenza, o di riuscire a pagare le bollette, o di non dover prenotare una visita specialistica tra otto mesi e mezzo, non saprei cosa augurarvi. Mi spiace, non vorrei essere pessimista, non lo sono di natura, ma mi sembra che i tempi suggeriscano questo: il realismo è già una notevole vocazione al disastro.

In cerca di qualche buona notizia per allietarci l’inizio del 2024, mi accorgo che non ce ne sono, e le migliori dovrei inventarmele di sana pianta. Tipo, che so, la scoperta di una fitta rete di tunnel sotto Firenze, che collega le varie residenze dei Verdini. Essendo tutti ai domiciliari, hanno scavato per passarsi bottiglie di champagne e verbali delle intercettazioni. A piede libero è rimasta quasi solo la figlia, che però, essendo fidanzata con Salvini, è quella che ha la condanna peggiore. Dove sono i garantisti quando servono? Eh?

Potremmo svagarci un po’ con il fenomeno dell’anno, Javier Milei, il nuovo presidente dell’Argentina, idolo dei liberisti di tutto il mondo, un mix micidiale tra Milton Friedman, il dittatore dello stato libero di Bananas e un vicedirettore de Il Foglio. Ho letto l’elenco delle sue riforme e in effetti manca solo “da domani la lingua ufficiale sarà lo svedese”, il resto c’è tutto, compresi il divieto di manifestare, di scioperare e di non dire “viva Milei”. Non vi sfugga la geniale innovazione: eravamo abituati ai liberali che aprono la porta al fascismo, qui si salta un passaggio (inutile lungaggine burocratica), e il liberale diventa automaticamente lui, il fascismo. Fidatevi, si risparmia. Resta solo una considerazione un po’ amara: per aver votato questo qui, pensa com’erano gli altri, che è un po’ quello che diremo tutti noi dopo le elezioni europee.

Poi, per tirarsi un po’ su il morale, non c’è nulla come le buone letture. Vi consiglio il Bloomberg Billionaire Index, cioè l’annuale hit parade dei miliardari del pianeta. Istruttivo, anche se non favorisce la digestione. Stando alle recenti quotazioni di Borsa, il più ricco del mondo è Elon Musk, con 232 miliardi di dollari in tasca, 93 in più rispetto all’anno precedente, che fa dieci milioni e mezzo di dollari all’ora, un salario minimo abbastanza soddisfacente. Forse per quello la “destra sociale” l’ha applaudito tanto, alla sagra fantasy di Atreju, perché “destra” va molto di moda, ma “sociale” non si porta più, è un po’ out.

Una nota triste, il rischio di indigenza per Bernard Arnault, il capo mondiale del lusso, che si ferma a 178 miliardi: qualcuno nel 2023 si è scordato di smacchiare la borsa Louis Vuitton con lo champagne millesimato, e lui ne paga le tristi conseguenze passando dal primo al secondo posto, che decadenza, suggerirei di lanciare una sottoscrizione. In tutto questo, una nota di orgoglio nazionale: grazie al governo della destra, e al signor Giorgetti in particolare, dovremo tagliare dal bilancio dello Stato 12 miliardi e mezzo all’anno fino al 2031. Lasciamo stare che quelli che hanno firmato questo patto sono gli stessi che hanno vinto le elezioni dicendo “Mille euro a testa con un click”, tipo la sora Giorgia, “uomo dell’anno”, quisquilie, non fermatevi ai dettagli. È bello avere questa vocazione al risparmio, e potrei anche suggerire dove tagliare visto che spenderemo 13 miliardi all’anno in armamenti, difesa, carri armati e altri giocattolini. Che ci vuole, basterebbe prenderli da lì.

No, eh? Mi pareva. Buon anno lo stesso.

Gran bel pianeta!

 


Prima Pagina

 



Troppo bello!

 

Mezzanotte di fuoco

di Marco Travaglio 

Le scene di caccia in Basso Biellese al cenone con i Delmastro, sfociate nel ferimento di un giovane con la pistola del deputato Pozzolo e chiaramente ispirate alla saga di Fantozzi, confermano che i Fratelli d’Italia non sparano solo cazzate e, più che fascisti, appartengono alla categoria descritta da C. M. Cipolla: gli stupidi, che danneggiano gli altri, ma anche se stessi. Perciò hanno la scorta. Prendete l’on. Pozzolo, finiano, poi leghista, ora meloniano, fan di Ratzinger e Bukowski (due gocce d’acqua), celebre per il tweet profetico “Mai visto una pistola sparare da sola”. Il 31 dicembre non sa cosa portare al veglione della Pro Loco. Panettone? Pandoro? Spumantino? Banali. Meglio il revolverino North american arms appena comprato per difendersi dagli ayatollah, che gliel’han giurata per il suo sostegno alla “resistenza iraniana” inserendolo sulla lista nera subito dietro a Rushdie. Alle ore 23 Delmastro se ne va, come l’orchestra del maestro Canello che al cenone di Fantozzi&C. parte col countdown un’ora prima arretrando furtivamente le lancette per anticipare la mezzanotte e poi fugge in un’altra festa pagata meglio. Mentre tutti estraggono petardi, stelle filanti, cappellini e lingue di Menelik, Pozzoli sfodera il fiammante pistolino, ovviamente carico: “Bel gioiellino eh? Ragazzi, volete provarlo?”. Sarà mica colpa sua se parte il colpo che centra il genero di un agente di scorta di Delmastro dimenticato lì. Ci mancherebbe che uno non potesse più sparare neppure a Capodanno. Purtroppo la solita Procura rossa ha aperto l’ennesima inchiesta a orologeria e ha preteso financo di passare la versione dell’onorevole pistolero all’esame Stub. Ma lui ha rifiutato di consegnare i vestiti perché sarebbero coperti da immunità parlamentare (che non copre più neppure per le persone, fuorché per voti, opinioni, arresti, intercettazioni, perquisizioni e sequestri). La prossima volta la invocherà anche per l’alcol test, peraltro superfluo (lui è così anche da sobrio).

Intanto FdI fa sapere che la sparatoria è “un fatto di cronaca senza rilevanza politica”: mica è il Capodanno di Conte a Cortina (peraltro disarmato). L’anno prossimo FdI festeggerà con una battuta di caccia. Il Pozzolo arriverà in uniforme da generale prussiano a bordo di un tank Lince restituito da Zelensky, passerà a Delmastro il trombone da brigante calabrese: “Tenghi, tanto è completamente sca…”. E lì la valle sarà squarciata da una tremenda esplosione. Il sottosegretario verrà coperto con frasche mentre l’onorevole s’infilerà il minirevolver nella cintura esplodendo inavvertitamente un colpo che estinguerà la sua attrezzatura da riproduzione. E da allora indosserà dei mutandoni con un’eloquente dicitura: “Chiuso per lutto”.