venerdì 20 ottobre 2023

L'Amaca

 

La Brianza non è il Louvre
DI MICHELE SERRA
La favolosa, incredibile storia della quadreria di Arcore, il capannone nel quale Silvio Berlusconi ha ammassato, con smania micidiale, circa 25 mila opere d’arte, e anche nond’arte, è la parabola perfetta di un’epoca – la nostra – che sta metodicamente tentando di abolire la differenza tra qualità e quantità.
Nell’illusione che la seconda, la quantità, possa rendere ininfluente la prima, la qualità, e che ammassando ricchezze, o beni di consumo, o clienti, o clic, o popolarità, ci si possa esimere da quell’implacabile vaglio che separa (o prova a farlo) il bello dal brutto, l’unico dal dozzinale, il significativo dal banale, eccetera.
D’accordo, quel vaglio è spesso soggettivo e precario (si litiga da secoli, sul bello e sul brutto). È una prova difficile per tutti. Ma pensare di poterlo seppellire sotto 25 mila croste, tra le quali, probabilmente per errore, pare ci sia anche qualche opera degna di nota, è tipicamente ingenuo e tipicamente incolto: la cultura non si compera, si frequenta, e il valore delle cose non è solo una cifra seguita da un pugno di zeri. Non è il numero delle opere a fare la pinacoteca, è lo sguardo del collezionista o del curatore. 25 mila quadri possono essere il Louvre e possono essere un deposito di croste.
Ogni erede conosce l’incertezza, a volte il faticoso imbarazzo, di fronte agli oggetti che sopravvivono, a volte minacciosamente, allo scomparso. Si vocifera che gli eredi Berlusconi sostino attorno alla catasta di quadri con un cerino in mano. Coraggio: ancora un passo ed è fatta. Potete contare sulla nostra omertà.

giovedì 19 ottobre 2023

Memento



Andare dal medico di base agevola a rimembrar il passo “gli anni dell’uomo sono settanta, ottanta per i più robusti”, insufflandoti quella saggezza - molto poca - utile per convincerti a non vestirti più da ragazzino fosforescente né ad avere obiettivi adolescenziali. 
Ed oggi che ho fatto l’antinfluenzale, la dottoressa nell’attesa mi ha detto:
“Vista l’età vuol fare anche l’anti pneumococco?”
Avrei voluto dirle “ma facciamo anche un etto e mezzo di anticovid!” - invece, avendo fede cieca nella scienza, ho porto l’altro braccio, intravedendo, oramai non molto distante, lo sconto sul bus e al cinema, e sullo sfondo la madre di tutti i viatici, la carezza in nuca!

A minzionar!

 


Tanto per dire

 


L'Amaca

 

La Curva Ovest scende in campo
DI MICHELE SERRA
In questo clima di tregenda, la notizia che la Lega del Salvini convoca una manifestazione “in difesa dei valori occidentali” mette quasi di buon umore. Tra i valori occidentali e il Salvini c’è lo stesso rapporto che collega un pesce alla bicicletta.
Non che negli esordi bossiani la cultura democratica fosse in primo piano. A partire dal linguaggio: il Bossi che vantava la sua armata di “trecentomila doppiette”, e dava del terrone ai nati sotto il Po, e del bingo-bongo ai nati sotto la Sicilia, già aveva tracciato il solco, tra gli applausi entusiasti dei suoi. Ma non c’è dubbio che il Salvini abbia poi ben dissodato il terreno e perfezionato il modello. Dall’ostensione del rosario nei comizi alla cultura da rastrellamento dei suoi social non si è fatto mancare nulla.
Per lui l’Occidente è una curva di stadio, la Curva Ovest, eccezion fatta per l’innamoramento moscovita, che almeno geograficamente parrebbe molto poco occidentale.
Il valore fondante dell’Occidente è il concetto di tolleranza (che significa, tradotto in prassi, divisione dei poteri, rispetto delle minoranze, diritti umani al primo posto). Premesso che, a un esame di tolleranza, ognuno di noi faticherebbe per arrivare a una risicata sufficienza, quale voto, da uno a dieci, prenderebbe il Salvini? E quale voto la Lega, che è il risvolto trumpista dell’Europa, elmo cornuto e porto d’armi in primo piano?
Basti dire che al suo confronto Giorgia Meloni, che è pur sempre la leader dei post-fascisti italiani (il prefisso post vada inteso come atto di fiducia), sembra Bertrand Russell. Salvini, rispetto all’Ovest, è così oltre che è già l’Est.

Sogna Cazzaro, sogna!

 


Solo un giorno e arriva!