martedì 11 ottobre 2022

L'Amaca

 

Monotonia della guerra
DI MICHELE SERRA
Facendo saltare il ponte di Crimea, gli ucraini hanno fatto la loro parte nell’escalation bellica: non occorre essere esperti di cose militari, e non vale essere filorussi o filoucraini o filoqualcos’altro per prenderne semplicemente atto. Essendo già ampiamente “fuori controllo” Putin, con il suo delirio pan-russo in ritardo di qualche secolo, ci si domanda con crescente angoscia se anche in Ucraina non ci siano soggetti fuori controllo.
Dunque la domanda è: ma se tutti sono fuori controllo, che speranze rimangono di un possibile controllo di una tale polveriera? Tra Biden che, invece di darsi da fare per calmare gli animi, straparla di Armageddon (tra parentesi, è il titolo di uno dei più infantili e ridicoli kolossal di Hollywood), il prete Cirillo che promette il paradiso ai soldati morti mentre scannano e invadono, gli assurdi generali con barba medievale che architettano stragi e deportazioni, la Cina che fischietta facendosi gli affari suoi, l’Onu che ogni giorno festeggia la sua inesistenza istituzionalizzata, la vecchia Europa che abbassa i termosifoni e prepara la borsa dell’acqua calda come le vecchie zie, da che parte sbattere la testa, per sperare che la febbre cali almeno di qualche grado? Il Papa, si sa, non possiede divisioni in proprio, a parte le guardie svizzere comunque non in grado di intervenire.
Tutti soffiano sul fuoco. Chi ha ragione (gli ucraini) e chi ha torto (i russi) non conosce altra opzione che la forza militare. Da mesi filmiamo crateri, misuriamo gittate, contiamo ogive, così che della guerra, lasciando da parte ogni considerazione etica, possiamo dire, soprattutto, che è sempre uguale a se stessa, mortalmente noiosa.

Marco e questo tempo...

 

L’eterno ritorno
di Marco Travaglio
Mentre tutti s’interrogano sulla “nuova destra” che avanza, B. s’incarica di avvertirli che è solo la vecchia che è avanzata. Il toto-ministri ruota intorno a due caselle, le solite dal 1994: Giustizia (per i processi) e Comunicazioni (le tv). Che, salvo rare parentesi, sono sempre state sue, per usucapione. Nel governo B. 1 (1994) alla Giustizia va l’avvocato Biondi (e solo perché Scalfaro respinge Previti) e alle Poste e Comunicazioni Tatarella: tutta roba sua. Nel governo Dini (1995) B. impone a Guardasigilli l’ex giudice siciliano Mancuso, nemico dei pool di Milano e Palermo, e alle Poste l’avvocato Gambino, ex difensore di Sindona (P2 come lui); poi non vota neppure la fiducia. Nel Prodi-1 (1996-’98), anziché Di Pietro, dirottato ai Lavori pubblici per non disturbare, va in via Arenula l’avv. Flick (dimezzato l’abuso d’ufficio e chiuse le carceri di Pianosa e Asinara, come da papello di Riina); e alle Comunicazioni l’inciucista Maccanico, che aggira l’ordine della Consulta di tagliare le reti Fininvest da tre a due. Nel governo D’Alema (1998- 2000) la Giustizia va a Diliberto (rara avis non berlusconiana), mentre le tv le garantisce il dc siciliano Cardinale. Che infatti resta anche nell’Amato 2 (2000-’01), mentre alla Giustizia arriva il più affidabile Fassino, che riesce a demolire la legge sui pentiti, come da papello.
Il governo B. 2 (2001-’06) sistema nelle due caselle di casa l’ingegner Castelli e il fido Gasparri, autori o complici di memorabili leggi ad personam. Nel Prodi 2 (2006-’08) due gentili omaggi: guardasigilli Mastella (con indulto incorporato) e alle Comunicazioni l’amico di Confalonieri, Gentiloni, che difende la Gasparri contro Europa7. La giusta punizione è il B. 3 (2008-’11), col ritorno di Castelli e, per tv e affini, Landolfi. Con Monti (2011- ’13) i due ministeri vanno all’avvocata Severino (oltre alla legge omonima votata anche da B., c’è la “riforma” della concussione che lo farà assolvere per Ruby) e a Passera (nulla contro il monopolio tv). B. resta in maggioranza con Letta (2013-’14), infatti non ha nulla da temere dal Guardasigilli Orlando né da Catricalà alle Comunicazioni. Idem per il governo Renzi (2014-’16): Orlando e la Guidi, poi rimpiazzata da Calenda. Orlando e Calenda restano anche nel Gentiloni (2016-’18). Nei Conte-1 e 2 (2018-’21), eccezionalmente, B. non tocca palla: Bonafede alla Giustizia, Di Maio e Patuanelli allo Sviluppo e Comunicazioni. Draghi (2021-’22) è manna del cielo, si torna alla normalità: Cartabia alla Giustizia e Giorgetti allo Sviluppo, con i forzisti Pichetto e Moles alle Comunicazioni e all’Editoria. Ora, per il Meloni 1, si parla di Sisto o Casellati alla Giustizia e Ronzulli allo Sviluppo (con Comunicazioni). Il solito sviluppo: il suo.

lunedì 10 ottobre 2022

Ma guarda un po''!

 


C'è da rimanere basiti, stupefatti difronte all'ennesima escalation della guerra russa-ucraina (meglio dire russa-nato)

Ma come! Ieri qualcuno molto vicino al regime ucraino ha bombardato l'unico ponte che collega la Crimea con la Russia e oggi Putin bombarda le città ucraine, invece di starsene in panciolle e silente? 

Ma chi l'avrebbe mai detto che si sarebbe scatenato! Davvero insolita questa reazione per un killer spietato come lui! 

Eppure i pennivendoli, gli esteti della barbarie bellica, gli opinionisti convinti che l'orso russo si debba battere una volta per tutte, avevano pronosticato una strada lastricata per la guerra, la fine di Putin, il ritorno alla normalità.  

E invece no! Invece si è riavuta conferma che, se un cecchino della peggior specie, alla sua seconda mansione, la prima fu nel KGB, pur essendo stato idolatrato e portato ad esempio da tanti babbioni nostrani ora vergognosamente nascosti, viene attaccato e spinto all'angolo, reagisce rabbiosamente ed è pure in grado di concepire l'uso di armi atomiche. 

E io proprio perché mi son rotto gli zebedei nell'addolcire le mie convinzioni, rendendo malleabili i principi base della mia formazione costruita bovinamente in tutti questi anni, come un qualsiasi pezzo di das o pongo in circolazione, voglio essere chiaro: 

Putin è un assassino. E lo penso da sempre anche quando Puttanieri, Guitti e Cazzari lo idolatravano.

Sposo unicamente il pensiero di Papa Francesco, che culturalmente trogloditi hanno messo in soffitta, arrivando pure a censurare il suo pensiero, che la guerra fondamentalmente è una pazzia, e chi vende armi è un brigante. 

Che il presidente ucraino, ex comico, pur essendo stato aggredito, sta attualmente sfruttando la propria situazione rischiando di far divampare un conflitto globale. 

Che la Nato la deve smettere di sobillare e rendere incandescente una situazione già di per sé pericolosissima, proprio perché in presenza di psicopatici da ambo le parti. 

Che solo con il dialogo si può cercare la pace. 

Che la nostra costituzione non prevede di fornire armi a chicchessia e, soprattutto ora che il presidente ucraino ha dichiarato che non tratterà mai con quello russo, la vendita di armi è un vile attacco alle nostre fondamenta, ed l'attuale Garante dovrebbe prenderne atto e difenderla. 

Che con le armi non si va da nessuna parte, e che ne gioiscono solo le mega multinazionali  che si arricchiscono spudoratamente vendendole. 

Che in questa tragica situazione sono innumerevoli le carogne che ne ricavano benefici economici, a cominciare dal mercato merdone di Amsterdam che stabilisce il prezzo del gas, manna per gli speculatori che, a mio parere, dovrebbero essere sbattuti in galera e non esibiti come illuminati economisti. 

Che ancora oggi stiamo pagando allo stesso prezzo sia l'energia prodotta col gas che quella prodotta dal vento e dal sole e dall'acqua, e i nostri governanti stanno tiepidamente decidendo sul da farsi, prendendoci spudoratamente per il culo, e agevolando guadagni stratosferici a chi con le risorse che son di tutti producono energia a prezzi irrisori. 

Insomma: non voglio più mercanteggiare le mie convinzioni e i mei pensieri! 

Seguo pervicacemente il Poverello d'Assisi e l'attuale Pontefice, infischiandomene sonoramente di ciò che ruminano gettonati esperti.  

E a culo tutto il resto! (cit.)    

Sondra Coggio su don Giulio


di Sondra Coggio

Non mi stupisce il fatto che la chiesa abbia sospeso il sacerdote “ribelle” di Bonassola, don Giulio Mignani.
Semmai mi ha stupito il fatto che ci abbia messo così tanto.
E mi stupisce chi pensa che il Papa nel suo cuore stia con don Giulio.

Ma no. Le posizioni della chiesa non sono quelle di don Mignani. 
Assolutamente no.

Papa Francesco, che pure è considerato un uomo aperto, sull’aborto è chiarissimo, è «un omicidio e non è lecito diventarne complici». 
Sull’omosessualità pure: «Il Papa ama i vostri figli così come sono». Con «compassione», per riportarli nel gregge. 
E sull’eutanasia: «È un crimine contro la vita».

La chiesa è una sovrastruttura politica potentissima. 
Condiziona intere comunità, in specie nelle aree più povere e arretrate del mondo. Non può davvero “aprirsi” a concetti contro i quali ha basato secoli di imposizioni.

La gente idolatra ancora Papa Giovanni Paolo II, che condannava qualsiasi convivenza fuori dal matrimonio, bollava il gay pride come «offesa ai valori cristiani», definiva «assassina» la legge sull’interruzione di gravidanza. Metteva sullo stesso piano «ogni specie di omicidio, il genocidio, l'aborto, l'eutanasia e lo stesso suicidio volontario».

Veramente, io non so di cosa stiamo parlando. La chiesa non è quella roba lì di don Giulio, che contesta le benedizioni alle armi e apre agli ultimi. La chiesa è gerarchia. È un sistema articolato, ramificato, radicato. 

Non è un giudizio critico e tantomeno polemico. È una banale ovvietà. E va distinta, a mio avviso, dal fatto che esistano, all’interno della chiesa, persone che davvero praticano con dedizione una sincera apertura agli ultimi.

Voglio dire che esistono persone straordinarie, che veramente credono all’esistenza di una divinità e di un paradiso, di una vita ultraterrena, di una giustizia che prima o poi ci sarà. Esistono persone che curano, che aiutano, che sostengono, che salvano. Esiste molta gente perbene. Come, inevitabilmente, esiste anche chi perbene non è.
Tutto questo, la fede, l’impegno, la fatica, è qualcosa di completamente avulso dalle posizioni della chiesa sui singoli temi. E – se è “tollerato” il fatto che ci siano preti che praticano un cattolicesimo di trincea – non può essere accettato che lo dicano.

Don Giulio, paradossalmente, è la conferma dell’esistenza di quello stesso meccanismo che fa sì che lui sia stato sospeso, mentre i preti peggiori, pedofili in testa, ancora restano impuniti.

Don Giulio dà “scandalo”, perché apertamente si pone fuori dalle posizioni della chiesa. 
Non così il prete che si porta ragazzini svantaggiati nel letto, come avvenuto anche di recente nella città in cui vivo. Quel prete non è affatto stato sospeso. È stato solo silenziosamente spostato, messo sotto il tappeto, con la polvere. E così è stato e così è, ancora oggi, per molti mostruosi preti pedofili, che rovinano la vita di esseri umani indifesi, approfittando dell’abito che indossano. 

Penso che sia buffo, lo stupore di chi pensa che Papa Francesco stia con don Giulio. 
Buffo e disarmante. 
Proprio come è stato e resta disarmante il culto di Papa Giovanni Paolo II, uno fra i Papi più politici e conservatori dei tempi recenti. Condannava la contraccezione perfino in epoca di Aids, quando la gente moriva ed un profilattico avrebbe potuto salvarla. Abbracciò un dittatore di destra come Pinochet. Sostenne l’Opus Dei di Escrivà, cui peraltro la mia città ha da poco intitolato una piazza! Disse no non solo alla pillola, ma anche alle donne nel sacerdozio. E nella sua battaglia contro il comunismo ebbe alleati economici potenti, tutt’altro che cristallini. Per non parlare di come si guardò bene dall’intervenire sulla piaga della pedofilia clericale.

Mi scandalizza? No.

Un sistema politico come la chiesa ha bisogno di leader carismatici, di star mediatiche capaci di ammaliare le folle. Folle che fisiologicamente sono poi distratte quando si tratta di capire che sta avvenendo una restaurazione, che ci sono paurosi movimenti di denaro, legami con frange integraliste, banche, dittature feroci.

Don Giulio non esprime le posizioni della chiesa. 
È un dato di fatto.
È una chiesa che ha beatificato Wojtyla.
Direi che non può accettare che un proprio parroco apra all’aborto, alle unioni omosessuali, all’eutanasia. E che faccia notare che si benedicono le armi, ma non gli emarginati.

Sul fatto che abbia ragione don Giulio, è ben ovvio che sia così.
Penso che don Giulio sia molto più vicino al Vangelo (non dico alla Bibbia, perché è decisamente un’altra cosa) della gran parte dei santi guerrieri celebrati dalla chiesa.

Non penso, però, che la chiesa – istituzione di potere, che movimenta interessi enormi – potrà mai permettersi il lusso di aprirsi veramente ad un pensiero vicino a quello di don Giulio. Perché è un sistema verticistico, politico, economico, che si basa su sostenitori che non ha alcun interesse a cambiare le cose. Le disuguaglianze garantiscono profitti. Per cui vanno benissimo così come sono. E i paladini “cristiani” sono sempre di destra.

Don Giulio ha fatto una importante scelta di campo.
La chiesa lo ha inevitabilmente sospeso, ma – grazie ad una straordinaria capacità politica – riesce a far credere alla gente che Papa Francesco stia con lui, e che Papa Wojtyla sia stato un santo. E riesce ancora a non sospendere i preti pedofili.

A mio avviso la chiesa è una struttura politica di notevole capacità di marketing. Del resto non sarebbe sopravvissuta così a lungo, altrimenti, nonostante le crociate, la caccia alle streghe, l’appoggio ai fascismi, le coperture ai criminali nazisti, le sconcezze di molti Papi del passato, le migliaia di preti corrotti e corruttori di minori. 

(ripeto, questo non ha nulla a che fare con la fede sincera e con l’impegno, spesso davvero “santo”, di una miriade di praticanti perbene e di preti che davvero si prendono la croce sulle spalle, perché ci credono, e ne conosco fortunatamente tanti)

Altro triste giro

 


Inorriditi pure loro!

 


Ragogna