giovedì 11 novembre 2021

Cause e codicilli

 


Porta tutti in tribunale! W la democrazia, W il libero pensiero, W il diritto d'opinione! Ora scusate ma devo andare a controllare la cottura della porchetta!

Questo è quello che ha postato poc'anzi:


Andremo in tribunale per chiedere giustizia.
A questo proposito in tanti mi chiedono: "Matteo, procederai civilmente contro chi sta dicendo il falso su di te?" Certo, rispondo. Purtroppo sono indietro con le azioni civili. Quindi datemi del tempo. In questa settimana, ho dovuto firmare cinque azioni civili sulle quali ero rimasto indietro:
· Il direttore Massimo Giannini, alcuni suoi collaboratori e il quotidiano “La Stampa” per alcuni articoli pubblicati nel 2021, segnatamente: 7 marzo, 8 marzo, 9 marzo, 6 novembre, 7 novembre.
· Il direttore Marco Travaglio e “Il Fatto Quotidiano” per alcuni articoli pubblicati recentemente, segnatamente: 28 settembre, 6 ottobre, 24 ottobre, 29 ottobre.
· Il dottor Marco Lillo per le sue affermazioni in una trasmissione radiofonica del 2017 per la quale egli è già stato condannato a risarcire mio padre con 30.000€.
· La dottoressa Fiorenza Sarzanini, con la quale è già aperto un contenzioso civile a Firenze, per l’articolo pubblicato il 26 settembre.
· Il mio vicino di casa, che ha registrato il video diventato poi virale nel quale accusa i miei figli di aver violato le regole del lockdown e di aver violato le leggi in complicità con gli agenti che lavorano con me. Essendo una vicenda che colpisce la mia famiglia intendo andare fino in fondo per rispetto della dignità dei miei figli.
Nulla può cancellare il dolore per ciò che stiamo vivendo, ma tutti devono sapere che noi non attacchiamo la giustizia: noi crediamo nella giustizia. E quindi andiamo nei tribunali per chiedere che sia fatta giustizia.

Implorazione

 

Signori gestori di stabilimento, vi imploro: non iniziate la solita lagna tipica delle categorie privilegiate che vedono i propri agii incompatibili con la forma attuale di capitalismo, ammetto che sia anomala propendendo più di abbatterla che migliorarla - e in questo caso, nefasto per voi, gli stabilimenti tornerebbero a gestione statale, giammai direte voi - un capitalismo, un imprenditorialismo che s'appoggia all'instabilità delle attività - ricordate no la becera ricerca del posto fisso da tanti di voi deprecata e ridicolizzata - che per migliorare devono sottostare ai periodici cambi di comando, attraverso delle gare legali e controllate. Ma questo a voi non sta bene, paciosi come siete, abituati dai buffetti dei politici, tutti, che si sono avvicendati in tolda, persino Conte vi sostenne agevolando la proroga delle concessioni al 2033, probabilmente perché aveva a fianco quel Cazzaro amichetto del ras del Papeete. Ma ce lo chiede l'Europa, si proprio lei, quella che a volte v'aggrada e quando viene a disturbare l'orticello sabbioso.. apriti cielo! 

Vi imploro di non iniziare la cantilena piagnucolante da qui al 2023, anno in cui si dovrebbe andare in gara: tremebonde analisi di licenziamenti, famiglie sul lastrico, arrivo dei cinesi, fustigazioni, futuri calci nelle gengive mentre ci distenderemo nei lettini noleggiati dal nemico, che verrà di notte, come la Befana, portando marosi e tempeste. 

Siate consapevoli che il sistema che vi permette di ingurgitare grandi incassi sul demanio, che è di tutti, è conformato al determinato, si ad un tempo determinato oltre il quale si rifarà una sana gara ripulente ed energizzante. D'altronde è la stessa metodologia che applicate ai vostri subalterni, giusto?      

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Domandina

 


Daje Daje!

 

Matteo il Russo
di Marco Travaglio
Ne La maledizione dello scorpione di giada, Woody Allen interpreta un detective che indaga su una serie di rapine e alla fine scopre di averle fatte lui. Gli psichiatri, quando uno accusa gli altri di ciò che fa lui, parlano di proiezione, ma escludono che la sindrome sia contagiosa. Fa eccezione l’Innominabile, che la propaga a ritmi da far impallidire la variante Delta, specialmente tra i giornalisti. Chi non ricorda le sue cheerleader pennute che prendevano sul serio le sue filippiche sulla Spectre Putin-Casaleggio-Grillo (ma anche un po’ Trump) intenta a spostare milioni di voti verso i 5Stelle a suon di fake news, troll, account falsi e cyberpropaganda dalla Russia con furore? E la Mata Hari dei social che si faceva chiamare Beatrice Di Maio per stornare i sospetti di simpatie grilline, smascherata sulla Stampa dal commissario Iacoboni come agente segreta della Casaleggio & Cremlino Associati, poi rivelatasi essere la moglie di Brunetta? E le commissioni anti-fake news, composte da maestri del ramo tipo Riotta e Fubini? E la caccia dei giornaloni alle cellule più o meno dormienti della Social-Piovra che da Mosca e San Pietroburgo allungava i tentacoli ad Afragola, Frascati e Terni, dove operava in incognito il famigerato Leonardo Piastrella, alias Ermes Maiolica o Vincenzo Ceramica, noto mago dei travestimenti? Pagine indimenticabili di giornalismo investigativo, come quelle sulla congiura russo-grillina per rovesciare il capo dello Stato a colpi di hashtag #Mattarelladimettiti, con indagini di: Procura di Roma, Digos, Antiterrorismo, Polizia Postale, Aise e Copasir. Chissà che fine han fatto.
Ora si scopre che il senatore a tassametro, quand’era premier e segretario Pd, oltre a controllare Rai e Mediaset, aveva messo su una Bestiola pagata da Open (nota fondazione culturale indipendente) con software israeliani per fare ciò che rimproverava agli avversari: magheggi social, “amicizie” pilotate, account farlocchi e fake news contro un solo nemico: i 5Stelle. “Ci avevano chiesto di creare almeno 10 profili social non veri”, dichiara ai pm uno degli smanettoni incaricati di dirottare i commenti negativi. “Non perdete tempo, partite, i nomi li sappiamo. Altro che privacy!”, li aizzava lo Statista di Rignano. Ora che escono cose vere su di lui, alla privacy s’è riaffezionato. Ed è probabile che, senza la gigliosa macchinetta da guerra, pure il suo 1,7% sia sovrastimato. Deve aver fatto tesoro delle lezioni del guru Fabrizio Rondolino, noto sfollagente, che 4 anni fa gli scriveva: “Non dobbiamo perdere tempo a riconquistare l’elettorato: dobbiamo spingerlo a non votare più”. Missione compiuta. Quod non fecerunt Cremlini, fecerunt Rondolini.

Amaca viga...no!

 

E lo hanno pure fatto vescovo
di Michele Serra
A me questo monsignor Viganò, che protetto dal suo bel cappellino da vescovo ci spiega che qualcuno «ha ucciso deliberatamente i contagiati per farci accettare lockdown, mascherine e coprifuoco», non fa ridere per niente. Perché la pazzia non fa ridere, la menzogna non fa ridere, la calunnia non fa ridere. Né la libertà di espressione può essere invocata a protezione di qualunque oscenità sgorghi da bocca umana, men che meno se chi la produce è un uomo di potere come questo signore.
Chi ha «ucciso deliberatamente» gli ammalati di Covid? Come mai un magistrato non convoca il Viganò e gli chiede ragione delle sue parole, che da sole varrebbero l’apertura di un fascicolo per il reato di strage? Perché una trasmissione seguita e un conduttore autorevole (Floris) mandano in onda questo comizietto orribile come se fosse la boutade di un pazzariello, seguita, come sola chiosa, da un «che Dio lo perdoni» pronunciato da un Vespa particolarmente pretesco, presente in circa sedici trasmissioni contemporaneamente per promuovere la sua strenna annuale?
Non è Dio che deve perdonare il Viganò: sono i medici, gli infermieri, i volontari che si sono fatti un mazzo tanto, spesso a rischio della vita, per salvare gli ammalati di Covid. E spero proprio che non lo perdonino mai, il Viganò, per avere osato dire che in qualche ospedale “qualcuno” avrebbe deciso di uccidere persone intubate e impotenti per ragioni politiche, per servire un complotto, per onorare un contratto con Big Pharma, o per una a caso delle paranoie negazioniste. In uno studio televisivo, tra uomini di mondo, di un Viganò si preferisce sorridere. Confesso che mi sono incazzato: anche con chi sorrideva in studio. Si vede che non sono un uomo di mondo.

mercoledì 10 novembre 2021

Non si fa così!

 Leggo della sentenza della Corte dei Conti che obbliga entro il 2024 ad andare a gara per tutte le concessioni balneari, e dico: non si fa così! 

Ma dico! Abbiamo concesso a pochi privilegiati di pagare bazzecole in cambio di lidi di mare immensi dove lettini a dieci - venti euro ed ombrelloni dorati che consentono di abbronzarci liberamente, e poi le lattine a quattro euro, e i lavoratori qualche volta pure in nero, e gli incassi, dove li mettiamo gli incassi che permettevano di vivere agiati per i restanti mesi dell'anno, e poi via dai finiamola con la storia che il mare è di tutti, non se ne può più! 

Ma era normalità che una famiglia cosiddetta normale, e per normale intendo che viveva del proprio lavoro con due figlioli, spendesse almeno uno stipendio per godere del sole, del mare, del comfort che questi imprenditori elargivano a man bassa, senza guadagnare il giusto, e per giusto mi riferisco a quello che la ristorazione, i bar, e quant'altro prevedono altrimenti si chiude signori, non si può non arricchirsi facendo quella vita grama. E gli scontrini al bar spiaggiati? Vogliamo parlare di quelle chimere? Le granite a 2,5 euro, gli aperitivi a dieci e tutto come se fossimo una famiglia! Dai, davvero non si può andare a gara! Tutti i governi han da sempre cercato di sorvolare su questa infingarda ingiustizia, persino Conte, il Conte Primo che aveva accanto il famosissimo amico del gestore del Papeete! Non se ne fece nulla, per fortuna! E anche il Dragone ha cercato di minimizzare ma poi è arrivata la sentenza e non si potrà più far finta di nulla perché, bada ben - bada ben, ce lo chiede l'Europa!!! Ce lo chiede l'Europa di fermare questo scempio italico dove gruppuscoli di faccendieri tengono in scacco le centinaia di chilometri di costa della penisola per far grana, pagando briciole e ingurgitando risorse! E noi come allocchi, siamo non per nulla in Alloccalia, accettiamo annualmente di sottostare a diktat tendenti al rincaro, alle lagne del non si guadagna più niente, abbiamo troppe spese, come si fa ad andare avanti, stesse frasi fatte di altri piagnoni esperti che furoreggiano nel commercio! 

Probabilmente non caleranno i prezzi, probabilmente sarà pur sempre un salasso. Ma che gusto e gioia nell'apprendere che alla fin fine la legge è legge! Per tutti anche per quelli dalle lattine di birra a quattro euro!