venerdì 5 ottobre 2018

Semplicemente m'inchino



Una mamma scrive a Repubblica: "Ai miei figli malati offro il dono della vita qui e ora"

Caro direttore, chi sta combattendo la sua battaglia per la vita merita rispetto. Se non siete capaci di starvene in silenzio, allora riflettete, pensate, e poi tacete per sempre. Anche se la stessa battaglia l’avete combattuta e persa, o se l’avete vinta con altre armi, non avete un contratto in esclusiva che indichi i punti cardinali del sopravvivere. Chi siete? Tutti lì a ricordare a una giovane donna, imperdonabilmente bella, brava e famosa, che lei ha il cancro. Tutti a ripetere, come in un film di Troisi, di ricordarsi che forse morirà. Qualcuno spingendosi oltre e passando ad augurarle questa fine.

Perché il cancro è un dono. È un dono, avete letto. E questo vi ha fatto imbestialire. E a dirlo, poi, una sciacquetta famosa curata sicuramente in qualche clinica privata. Il sottotesto non vi interessa.

La strada faticosa per arrivare a quella frase non vi interessa. Il lavoro messo in campo dal cervello per garantirsi una sopravvivenza non vi interessa. Siete incazzati. Mi spiace Per lei non per voi. Avete perso. Avete perso persone care e con loro la vostra anima. Mio figlio, Bruno 6 anni, ha il cancro. Al cervello. Medulloblastoma si chiama. Un nome indegno di essere pronunciato. Era il mio unico figlio sano. Sì. Ho una bimba più grande, Sofia, Sindrome di rett. Un destino infame.

Ho desiderato morire. Ma ora devo vivere. Come Nadia Toffa. E per vivere, e per lottare, e per sperare, devo trovare il bello.Devo dare a tutto questo un vestito che non sa di morte ma di vita. Allora tutto il mio dolore devo, è un dovere, trasformarlo in possibilità. Ed eccolo il dono che tanto vi ha mortificati. Il dono non è il cancro, il dono non è una malattia propria o dei propri cari. Dio!!! Mi caverei gli occhi e mi butterei nel fuoco per salvare i miei bimbi.

Il dono è cogliere in mezzo alla bufera qualcosa che ne dia un senso. Il mio dono è stato comprendere fino in fondo che la vita è qui ed ora. Che potrebbe non esistere un domani.
Allora il profumo del sugo di mia madre o la risata di un amico me li godo come se non ci fosse un domani. E il tempo. Ho tutto il tempo per i miei figli. Non corro.
Mi soffermo sul loro odore, i capelli, la pelle, le parole.

Me li vivo, oggi. Non ho fretta la sera, potrebbe essere l'ultima, e allora leggo loro libri, canto, rido. Ho avuto il dono di percepirmi sana. Non lo sapevo. Cammino, parlo. Mia figlia no.
Devo ringraziare per me.

Ho avuto il dono di scoprire la forza di mio marito, il suo amore. Ho avuto il dono di scoprire la tenerezza di mia cognata, la determinazione di mia sorella, le lacrime di mio cognato. Ho avuto il dono di sentire i nonni positivi, vicini, uniti. Ho scoperto quanto vale un amico vero. Ho aggiunto sorelle e fratelli al mio percorso. E ho scoperto che il cielo è meraviglioso dopo una giornata di inferno. Potrei continuare la lista dei miei doni.

Così come potrei elencarvi tutti i punti del mio corpo in cui sento il dolore per i miei bimbi. Ho passato gli anni più belli della mia vita, e di quella dei miei figli, in un ospedale. Ho perso tutto. Non ho niente.
Lasciatemi, vi prego, l'illusione di aver avuto in cambio almeno alcuni Doni. Lasciate me e Nadia in questa illusione. Vi prego, non ricordateci che, forse, il peggio deve ancora venire. Perderemmo le forze.
Perderemmo la battaglia.

mercoledì 3 ottobre 2018

Andiamo avanti


Proseguo, anche se la voglia scarseggia, solo per accondiscendere la mia insana mania scrittoria, un appoggio psichico di questi tempi, definibili bui.

Inizia il Sinodo sui giovani, presenti 50 cardinali, 6 patriarchi, un arcivescovo maggiore, 44 arcivescovi, 101 vescovi residenziali, 37 ausiliari, 6 vicari apostolici, un vescovo prelato, dieci religiosi in rappresentanza dell'Unione dei Superiori Generali, dieci membri tra presbiteri e religiosi non vescovi. 

Inoltre, senza diritto di voto, ecco 23 esperti e 49 tra uditori ed uditrici. Tra di loro ben (hanno voluto proprio esagerare) 36 giovani tra i 18 e i 29 anni scelti in tutti i continenti tra seminari, ordini religiosi, associazioni e pastorale giovanile. 

Tema del Sinodo: i giovani, la fede e il discernimento vocazionale. 

Dimenticavo: tra i 300 partecipanti ci saranno pure 30 donne! Un record, che potranno parlare, Dio sia lodato, ma non votare, forse perché non è ancora il tempo, ci mancherebbe! 

Sinodo sui giovani diretto e retto da anziani purpurei. Giovani già in scadenza, già avviati verso la carriera. 

Chi manca dunque? 

Credo che manchino i giovani a questo Sinodo dei Giovani! 

La vita va


Caro blog sono dentro ad un frullatore impazzito, vi sono calato dentro allorché mio padre ha incontrato la difficoltà primaria della vita, la malattia: subdola e silente, sfociata in un ictus dalle conseguenze ancora inimmaginabili. Parla però, e per fortuna, il roccioso babbo, riuscendo persino a scherzarvici sopra. Un uragano di potente antidoto contro le mie paure, i pensieri pregni di ineluttabilità. 
Già il frullatore! Coacervo di sentimenti mescolati a sensazioni, a pensieri più o meno logici, a volte illogici, il futuro ristretto ad uno stanzino per di più scarno e freddo, l'amore e la tenerezza, il risveglio e la presa di coscienza del senso della vita, del suo inizio, del suo sbadigliante prosieguo, le occasioni perdute, quelle ritrovate, la sua presenza nella vita, il diamante incastonato nel mio cuore per sempre, lo sguardo, gli sguardi di ieri, i dolori arrecati e le gioie ricevute, il sogno di saperlo felice, i suoi dubbi, le ansie, gli scontri, gli abbracci, l'affidamento, la preziosità delle sue parole, parla ancora il leone, il libro e le poche pagine ancora da leggervi, che se sono zeppe e scritte in piccoli caratteri possono forse bastare per continuare a viverlo, ad assaporarne le preziosità, che sono certo sono ovunque, in chiunque, a volte però celate da differenze di livelli sociali, da grettezze umane figlie di quel pensiero sovrano, scatenato e diretto dal lucro. 
Lo vedo ora che, forse, si sta sparecchiando: come un calesse lento ma affascinante, che mi ha portato fin qui, sulle ali di una favola che vorrei non terminasse mai, un dedalo di ricordi mai come ora lucenti e vincenti su ciò che diverrà. 
Ho avuto la fortuna di vederlo canuto, debole fino all'indifeso, lo contemplo oggi nell'ergersi roccioso sulla debolezza, comune ad ogni essere, granito monito per chi ancora possiede la fortuna di decidere dove e come camminare, in autonomia. 
Lo ammiro nel suo candore, nella fermezza di non retrocedere davanti a nulla, contemplo la sua incessante capacità di rialzarsi, di scrollarsi polveri scaturenti da un ciclo biologico freddo e glaciale, il suo incrollabile e ponderato motivo intellettivo proteso non già all'oggi quanto al domani, davvero sempre più misterioso. 
Spuntano pure dardi di fede in questa mescolanza di effluvi, riuniti come in un mazzo di fiori campestri dalla madre di tutte le frasi gocciolanti serenità, quel "sia fatta la tua volontà" che ritengo tanto saggia e vera perché scritta e sancita pure in natura, celata dal ritorno del tutto nella smaterializzazione e nella ri-aggregazione dei composti chimici, uguali a quelli delle stelle.
Rimorsi per fortuna ne ho pochi, il forziere è zeppo dei tanti cammei donatimi dalla sua effervescente vita. 
Il continuare, l'avvenire, non sono nelle nostre mani, troppo impegnate sin d'ora a sostenerci, inspiegabilmente, a vicenda.   

martedì 2 ottobre 2018

Nel silenzio



È tempo di attesa, di ricordi, d'ineludibilità. Di amore, di rispetto, di solitudine, di rimpianti, di gratitudine, tanta gratitudine, sfociante in ammirazione.
E di silenzio, miglior amico per accompagnarti su questa strada sempre più dannatamente stretta. Accanto a te.

lunedì 1 ottobre 2018

Cos’è?



E quando si rubano i soldi in banca della gente, si fanno leggi di lavoro schiavizzanti e ghettizzanti, si danno 20 miliardi alle banche che imprestarono milioni di euro a gentaglia che non gli ha restituiti, invece cos’è?