Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 12 aprile 2016
lunedì 11 aprile 2016
Se non ora...
Mai, mai, mai, avrei immaginato di trovarmi d'accordo con Brunetta! Nemmeno dopo una cena pantagruelica annaffiata da fiaschi di quello buono, avrei potuto prevedere che un giorno la mia opinione sarebbe collimata con il satanasso pro pregiudicato.
Ma questa sera, con le opposizioni che hanno lasciato l'aula mentre il Bomba Egoriferito iniziava a parlare, anzi a straparlare, come un nonno ebbro che prende in mano il libro delle favole per cercar di addormentare il nipotino, si è verificato un fatto grave, che dovrebbe svegliare dal letargo "Colui" che dall'alto di un colle rappresenta l'unità dello stato. Perché il Pifferaio (poco) magico stava parlando delle riforme costituzionali, giunte all'ultimo passaggio prima del referendum (No! No! No! A ottobre voterò No!)
Ma lui, trasudando come un suino che si avvicina alla griglia incandescente, ha continuato nei suoi sproloqui che oramai fanno presa solo sulla Picierno. Da Londra invece la figlia del vice direttore di banca Etruria che ha sottratto averi a migliaia di poveri risparmiatori, con il suo sorriso irritante più di pestare una merda in Birkenstock, ha, naturalmente a memoria, dichiarato soavemente che i riformatori hanno la maggioranza.
Stolta!
Nelle modifiche costituzionali non basta la maggioranza! Si deve cercare di avere il più ampio consenso! Trattasi di Costituzione non di leggi soccorrenti banche o petrolieri!
E allora? Che fa, che dice Buster Keaton dal colle?
Perché non proferisce parola?
Se non dice nulla ora, che l'opposizione abbandona l'aula, svilendo il dibattito per modificare la nostra, non la loro, Costituzione, quando pensa di parlare?
In occasione di una disfida a tappini?
Non la nominano ma è questa!
Subdola ed infingarda, latente, silente, onnipresente, la mafia esiste come se non ci fosse. L'intervista al figlio del boss dei boss Riina, lascia l'amaro in bocca, estraniando ogni focolaio democratico.
Quello che ha detto, probabilmente come ieri Saviano ha commentato da Fazio, è cifrato.
Se non dobbiamo guardare il dito al posto della Luna in ogni occasione che la vita ci propone, con la malavita organizzata il fattore di moltiplica all'infinito.
E' un pensiero sociologico, uno stile di vita ed il rischio che diventi normalità è enorme. In alcune zone del nostro paese lo è già. Essere mafiosi è normale. Lo Stato è sconfitto in molte aree del sud, cominciando ad estendere i propri tentacoli anche al centro, vedi Roma, ed al nord.
La concezione di stato democratico, ripeto, sta scemando a poco a poco.
Volete una prova?
Guardate i commenti al profilo del figlio di Riina, foto presa da Dagospia:
Non so se li riuscite a leggere:
Ma ve li riporto:
- Tuo padre è un parafulmine, la vera mafia è lo stato
- Grande Salvo sei stato bravo in tv e continua così... con ammirazione e stima!
- Tuo padre è stato il più potente uomo d'Italia ma lo hanno fatto sporcare gli altri uomini d'onore purtroppo.
- Io lo compro (il libro) x me Salvo Riina e il padre non hanno colpe e non solo i veri mafiosi sono quelli che anno (voleva scrivere hanno) rovinato l'Italia... dobbiamo dire realmente un cosa ai tempi di Riina non c'erano tutti questi abusi ai minori o altro ... Non dico più nulla... io lo compro il libro.
- I corleonesi sono i n.1
- vengono i veri mafiosi politici a porta a porta e nessuno dice niente. Quei mafiosi con le facce cerate e che stanno gettando l'Italia nell'abisso... i lobbisti sono peggio dei criminali.
Capite lo squallore?
Capite il grado avviluppante, l'entrata dentro il tessuto sociale, il silenzioso grado di compartecipazione di molte persone normali, la generale opinione avanzante che trascinerà via i valori democratici?
Come definire questa situazione?
Come descriverne i pericoli?
Come spiegare la probabile deriva di tutto ciò che è stato conquistato dagli avi?
Come identificare i tessuti tumorali nel sociale?
Basta una parola: mafia.
domenica 10 aprile 2016
Amministrative
Quindi il 5 giugno si voterà per le amministrative in importanti città italiane: Torino, Napoli, Milano e Trappolonia. Come? Non conoscete Trappolonia? Ma dai! È la più importante città italiana, la capitale, conosciuta anche come Roma!
In vista delle elezioni ha cambiato nome, in virtù della più grande opera d'inchiappettamento mai compiuta sul nostro suolo.
È stata per decenni un enorme snodo di tutte le opere di corruttela conosciute. Nei suoi meandri si annidano ancora, celandosi, sanguisughe di ogni risma, paciosi vampiri che, assunti nelle municipalizzate, prendono stipendi d'oro senza neppure temperare matite. A Trappolonia vige da decenni il comandamento per cui ogni affare, ogni accordo, ogni contratto viene stipulato in amicizia, per il motto "conosco un amico che ha un cugino molto vicino all'assessore"
La capitale è esangue. Rivoli di denaro pubblico scorrono ovunque. Il comune non prende i soldi degli affitti, di case situate in spledidi panorami, in case principesche. La municipalizzata dell'acqua di Trappolonia è in mano ad un costruttore che possiede naturalmente anche giornali, il quale vorrebbe costruire abitazioni anche in piazza Navona, in virtù di un'innata arsura ad accumulare ricchezze che l'ha portato a venir soprannominato Caltariccone. Ogni anno a Trappolonia arrivano denari pubblici a perdere, attraverso una specifica legge dello stato che, in barba ad ogni buonsenso democratico, irrora le casse comunali per evitarne il fallimento.
La congiunzione della situazione di bilancio prossima al default con l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 2017, ha fatto preparare la madre di tutte le trappole. Il partito della Nazione, nato dal patto del Nazareno tra un pervertito pregiudicato e un suo nipote affetto da una rara forma di egocentrismo, ancora non si è composto sulla carta ma che è vivo e vegeto tra noi, sta organizzando un piano apparentemente perfetto, consegnante la città, ancora per poco eterna, nelle mani di persone impegnate politicamente per arginare il malaffare ma di poca esperienza, conosciute come appartenenti al Movimento 5 Stelle, aglio e luce diurna per i vampiri di cui sopra.
Lo schema è chiaro: candidare dei personaggetti, senza arte né parte, al fine di consegnare la città in mano a delle persone lontane dal malaffare come la Picierno da un ragionamento politico, per ingigantirne gli errori, evidenziarne le cadute dentro le trappole tese, al fine di metterli alla berlina, grazie ad una stampa di proprietà, amica, prona, leccante, etichettandoli successivamente quali incapaci, inesperti e inaffidabili, sperando di scongiurarne la salita al potere nazionale, vero spauracchio per personaggi meschini e senza dignità con alle spalle una carriera professionale vissuta sulla nostra pelle, costellata di parole al vento, aria fritta, bugie e trame verso il popolino, con l'unico obbiettivo di mantenere i privilegi castali auto costruiti, mediante una politica amorale, infingarda, auto immune, caratterizzata da innumerevoli rinascite sotto sigle, colori, progetti, partiti differenti, per l'unico vero ed essenziale scopo delle loro apatiche vite, il mantenimento della "Poltrona".
Basti pensare ad esempio che a Torino il partito della Nazione, sezione piddino, ricandiderà un secco figuro in politica da 45 anni, passato sopra ogni ideologia, rivoluzionaria e non, con la leggerezza di una Carla Fracci!
Ma torniamo a Trappolonia: candidare Giacchetti equivale a voler fare amministratore del condominio il simpatico lavascale tuttofare. E Bertolaso? Vogliamo parlarne? Un uomo con alle spalle macerie post terremoto, non naturali che gestiva nel peggiore dei modi, vedasi L'Aquila, bensì quelli derivanti da operazioni di brigantaggio, una su tutte la Maddalena dove abbiamo lasciato centinaia di milioni in un deserto senza speranza, cimitero simbolo dell'era mefitca berlusconiana. C'è poi il bellone Alfio Marchetti, solo apparentemente fuori dal trappolone, che gestito dai grandi sponsor ricorda con tenerezza il verniciar facciata già umida che screpola ancor prima di asciugare. La Meloni, amica di fasci e compagna di Ignazio, non ha speranza.
Ed allora ritornano alla mente le parole dette ed irrise a suo tempo dalla grillina Paola Taverna: "A Roma c'è un complotto per far vincere il M5S!"
Hanno riso tutti per quella frase. Tutti: costruttori, saltimbanco, giornali del regno, persino Attila AlèDanno!
Ed invece, personale sensazione, alla fine dei giochi diverrà profezia.
Sarà gustosamente ignobile in seguito monitorare commenti, difficoltà del governo centrale toscano nell'elargire fondi pro capitale, evidenziazione di tutti gli errori, che saranno tramutati in macroscopici grazie a puntate dedicate del "pro-figlo di mafiosi" Vespa, di pianti della titolare di società offshore Barbarie D'Urso, di titoloni di giornali ora raggruppati sotto le mani dell'amerigano Marpionne, al fine di deridere e sminuire sindaco e giunta di Trappolonia, Capitale di questo strano e comatoso paese con oramai poca speranza di rinsavire, scegliendo uomini e donne determinati a far Politica, relegando nelle cloache questo vigente affarismo istituzionalizzato.
Ammesso che ve ne siano ancora.
sabato 9 aprile 2016
Moralismi
Sarà che ho perso in casa con gli "sconfitti del Bayern", sarà che è ritornato freddo. Ma questi egiziani che ci urlano con livore che i loro tabulati non li vedremo mai, mi fa nascere la voglia di innalzarmi a livello del monte Bianco per urlargli a squarciagola: "i tabulati metteteveli nel culo, assieme alle piramidi!"
Eccederò?
venerdì 8 aprile 2016
Sfiga capelluta
Toccandosi i capelli con il suo fare snob, impegnato com'è in Alitalia, pregustando la tolda dei Giochi Olimpici di Roma, Dio ce ne scampi, smemorato sui misfatti compiuti durante i mondiali di Italia 90, l'affascinante Luca ha smentito di possedere conti o società a Panama.
Noi gli crediamo. Come siamo del resto convinti che la sua trascorsa amicizia con il fu Avvocato, non lo abbia agevolato nella scalata al potere. Come no!
Purtroppo è anche sfigato. Guarda un po' se doveva capitare un omonimo! Proprio ora! Fatti uno shampoo, Luca!
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