martedì 16 febbraio 2016

La positività


Forgiarsi faticosamente alla vita, lasciarsi trasportare dalle correnti?

Come in un gioco acquatico, come la canoa che scende tra i flutti divertendo i passeggeri, senza timone, senza possibilità di governarla, così è la vita se viene abbandonato il timone.
Bella frase, sempre d’attualità.
A cosa porta questa conclusione? 
Inedia, ozio, sbadigli mixati con il respiro. Inettitudine, solitudine, adagio inerte sui giorni, apparentemente tutti simili tra loro.
E’ questo uno dei mali maggiori della vita odierna, che va combattuto sempre, in ogni istante, in ogni frangente. 
Ribellione al pigro andamento lento, molto lento, che eventi, affetti, traguardi, orizzonti plumbei inducono a considerare normalità.

Che fare? 

Muoversi, proporsi mete, anche a volte effimere, gioire per le piccole novità sempre presenti nel giorno, attenzione particolare a chi è in difficoltà, mai ondivagare, progettare, posseder speranze, risollevarsi ogniqualvolta vi sia una caduta. 
Piacersi per l’età, non cercar di dimostrare nulla che non sia consono all’anagrafica sentenza. Mandare i chirurghi plastici in fallimento, non provare invidia per le giovani leve ancora in procinto di spiccare il volo. 
Sentirsi e piacersi attempati! Che bel sentire! 
E soprattutto una constatazione sempre a portata di mano: puoi provar qualsiasi escamotage, qualsiasi ritocco, qualsiasi indumento, ma il vacuo di tutto ciò non ti allevierà né procurerà sollievo: la ruota della vita continuerà, senza indugio, a girare! 

Forza sparigliante


Se arrivate trafelati al lavoro, se durante la mattina il nervosismo raggiunge livelli parossistici tali da farvi sfiorare lo scorbuto, se venite oppressi oltremodo da scassacazzi cravattati, esacerbanti la vostra libertà al punto da farvi iniziare il count down per l'uscita dal lavoro attorno alle 13, ebbene allora vi serve un qualcosa per sparigliare tutto, per sfanculare il fato, per trasformarvi in guerrieri da scrivania. Qualcosa insomma che porti i ventricoli a pompare a ritmo AC DC. 
Ad esempio una sigla: CNEL.
Consiglio Nazionale di Economia e Lavoro, in pratica il must degli enti inutili, il regno del fancazzismo, il centro dell'inoperatività, il luogo ove impera la Supercazzola, dove pullulano cruciverba, quotidiani, inarrivabili navigate sul web da far apparire Vasco De Gama un triste marinaretto insulso.

Un anno fa decisero di chiudere coacervo di inutilità, di inettitudine, di vergognoso clientelismo.
Invece sono ancora lì ad infiascare aria fritta, pagati alla grande con soldi nostri.
Anzi! Quattro dirigenti sono stati premiati! Dai 10 ai 16 mila euro in più, dati forse per non aver fatto una mazza in modalità egregia! 
Questo CNEL ci costa solo 7 milioni di euro all'anno! 
Che la forza sparigliatrice sia con tutti noi!

Assassini


Cani altamente rognosi hanno bombardato oggi in Siria 5 ospedali e una scuola. Si rimpallano naturalmente le accuse i soliti noti che antepongono il possesso di strade, ponti e potere alle vite umane. 

Vergogna dell'umanità questi atti che, oltre ad essere esecrati, debbono spingere fuori dalla comunità internazionale, ammesso che esista ancora, i macabri autori di tali scempi.
Medici Senza Frontiere denuncia la distruzione di un ospedale che aiutava 40mila persone, già da anni nel degrado e in continuo pericolo.


Unica nota positiva della giornata, non certamente il risalire della borsa, ma la presenza del grande Papa in Chiapas!

lunedì 15 febbraio 2016

57 euro


Ci costeranno 57 euro. 
Ciascun spezzino dovrà tirar fuori circa 57 euro per pagarsi i lavori in Piazza Moviola Europa. Il voltafaccia della Camera di Commercio è da manuale. Chiunque avesse sale in zucca, l'aveva sconsigliata ad intraprendere i lavori del parcheggio sotterraneo vista mare anzi, nel mare, sotto quella che un tempo era la piazza dello scazzeggio con o senza cani. Lavori dunque che apparivano già all'epoca un investimento a rischio.


Ma la Camera di Commercio fu irremovibile. 
Ultimamente però qualcosa è cambiato, forse qualcuno avrà fatto due conti. 
Ebbene oramai a pochi mesi dall'inaugurazione, i signori delle licenze e dei timbri ci hanno comunicato di non avere più intenzione di pagare i lavori! 
E dire che il comune aveva anche annunciato di togliere i parcheggi attorno alla piazza per incentivare ad andare a sostare sott'acqua! 

E quindi? 
Indovinate un po' come andrà a finire!


57 euro a testa. E a naso credo che non basteranno. 
Inoltre diverremo tutti degli ottimi marciatori, viste le probabili tariffe. Vedremo sbucare dal profondo della piazza gente in tuta già ansimante che, per restare dentro la mezz'ora di salasso, correrà come forsennata verso gli uffici comunali o quelli delle entrate, con un cronometro al collo!

Dai, prepariamo la somma! 
Al solito silenti.

Bang bang!

Due detenuti evadono dal carcere di Rebibbia a Roma, segando le sbarre e calandosi con le lenzuola.

Il sottosegretario alla giustizia, giunto in diligenza da Tucson, ha smentito l'ipotesi che le carceri italiane siano insicure.

Il ministro della Giustizia invece, raggiunto nel saloon principale, ha rassicurato tutti i presenti sulla cattura dei due evasi.

A queste parole le colt di tutti i presenti hanno sparato colpi in aria, in segno di festa!

domenica 14 febbraio 2016

Matematicamente

Finalmente la matematica viene in aiuto a tutti i maschi che, vivendo da soli, devono stirare!

Teoria del Riposizionamento del Dr W. Kettefrega (ed. Staminchia cap XII par 12)

Una delle maggiori applicazioni alla teoria si manifesta nel bucato.

I calzini ad esempio si spaiano secondo la seguente formula:

X= n/z cotangente p

ove n è il numero di calzini totali posseduti, z quelli che si crede aver messo in lavatrice e p il numero di scarpa posseduto.

La teoria pone l'accertata possibilità che ogni due lavaggi, si possa avere una nuova coppia di calzini, nata dallo spaiamento di cui sopra.

Posto l'enunciato appena proposto, la teoria del Riposizionamento esclude che si debbano stirare la seguente tipologia di capi di abbigliamento:

calzini

mutande

maglie della pelle

Per le camice la teoria propone la seguente formula

X= n+w {e/c•3z}

dove "n" sono le passate del ferro sulla camicia, "w" l'uso del vaporizzatore, "e" il tempo che intercorre dalla salita in auto, "c" i gradi di temperatura e z il coefficiente di probabilità esponenziale di uso del maglione.

Resta chiaro che con l'uso dell'auto unito alla rigidità del clima la camicia andrà stirata solo per un raggio di 6 cm a partire dal colletto se il maglione è a girocollo, 16 se è a "V".

Ai polsi il fattore rimane di 8 cm.

La formula S = Z/L

dove Z è il numero di camice e L è la lavanderia che essendo esponenziale acquista un valore atto a portarvici le camicie a stirare nell'unico caso teorizzato: ove abbiate una storia con la proprietaria della lavanderia.

Incompetenza

Ci fosse un premio che unisca incapacità e inadeguatezza al ruolo politico, la ministra Stefania Giannini lo avrebbe vinto a mani basse. Giannini sta al ministero che presiede, quello dell'istruzione, come Cracco alla psicoanalisi. L'impreparata si è complimentata per il successo dei ricercatori italiani, i quali si sono piazzati al terzo posto dopo Germania e Regno Unito, acquisendo fondi per la ricerca a mani basse. Peccato però che gran parte di loro lavorino all'estero e conseguentemente le borse europee finiscano nei paesi ove i premiati svolgono le attività. Alla Giannini ha risposto alla grande una ricercatrice, la linguista Roberta D'Alessandro con le seguenti parole:

"Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati.


La mia ERC e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L'Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi ERC non compaiono, né compariranno mai.

E così, io, Francesco e l'altra collega, Arianna Betti (che ha appena ottenuto 2 milioni di euro anche lei, da un altro ente), in 2 mesi abbiamo ottenuto 6 milioni di euro di fondi, che useremo in Olanda. L'Italia ne può evidentemente fare a meno.

Prima del colloquio per le selezioni finali dell'ERC, ero in sala d'aspetto con altri 3 italiani. Nessuno di noi lavorava in Italia. Immagino che qualcuno di loro ce l'abbia fatta, e sia compreso nella sua "lettura personale" della statistica.

Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono. Proprio come noi.

Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all'Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto. Sono i fondi di queste persone che le permetto di contare, non i miei."

Sarà meglio che s'informi meglio ministra Giannini! E che studi di più! (questo l'ho scritto io)