Che bello duellare in aperta campagna vicino a Tortona con una punto bianca che ti tallona stando a pochi centimetri dal tuo culo e tu, sudato come una salamandra caucasica che mentre sogni la macchina di 007 con i retrorazzi comandabili dal cruscotto, ingaggi il duello facendo anche finta di frenare per scuotertelo di dosso e questo appena trovato un pertugio meglio di Rocco, ti passa in una curva mentre tu lo mandi letteralmente a fare in culo alzando il braccio e urlando meglio del compianto Maestro Luciano e poi arrivato in centrale per un appuntamento... te lo ritrovi dietro la scrivania! Che bello! E poi? La voglia di alzare ogni tanto il braccio urlando frasi sconnesse, fingendo un curiosissimo tic è stata grande! Interpretare il babbano assente a se stesso pure (mi riesce molto bene).
Invece fingere che non fosse successo nulla è stata la via intrapresa. Dall'altra parte un leggerissimo velo ghiacciato per fortuna passato presto. E poi c'è chi continua a dubitare sul fatto che la sfiga ci veda benissimo! Poveri illusi!
Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 7 agosto 2015
giovedì 6 agosto 2015
O dei del cielo!
Come chiedere consiglio ad un taglialegna su come organizzare un parco naturale!
O a Nerone sulla scelta delle manichette antincendio?
Dei del cielo, aiutateci vi prego!
Il nostro paese vive sotto scatto da trent'anni e più che il tempo passa e più questa abnorme ed incredibile stortura viene digerita da ognuno di noi.
Quale?
Sempre la solita, oramai noiosa, quasi monotona ma fondamentale per far del nostro paese un lumicino di coda nella lista dei paesi liberi: il conflitto d'interessi oramai epico dei media italici.
Spegnete la luce, rilassatevi, accendete della buona musica soft; pensate a questo: per comporre il nuovo consiglio amministrativo e scegliere la presidenza della televisione di Stato, la RAI, è stato fondamentale dialogare con il proprietario delle maggiori reti televisive private.
Ci rendiamo conto o no?
Cosa volete che proponga uno che raccatta il 45% degli introiti pubblicitari, una torta da qualche miliardo, per la direzione della sua maggiore antagonista?
O proni o incompetenti!
Non si scappa. Come uno che deve scegliere tra una mazza da 10 kg o un balsamo fragrante per accudire ai propri testicoli.
Lo Sbruffone ha dovuto chiedere il permesso, il parere vincolante nella nomina della Presidente RAI, Maggioni.
E il Condannato ha dato l'assenso. Parere positivo. Quindi una delle due soluzioni di cui sopra.
Mancanza di libertà assoluta. Piani diabolici per inficiare il bene pubblico a scapito del suo portafogli.
E c'è ancora chi la chiama democrazia questa cleptocrazia italica!
Pubblicità
Dove comprare il gelato da portare ai miei? Bella
domanda! Pinco lo fa con troppo latte, Caio con tanto zucchero, Tizio con le
buste già preconfezionate.
E allora?
C'è un unico nome che mi sovviene! Gelateria Biagi a
Sarzana! Senza avversari!
Già! Ma non ho la macchina!
E allora? Nessun problema!
Zaino, busta frigo e zak! Treno da La Spezia ore 18:26 arrivo a Sarzana 18:40.
Passeggiata acquisto, treno del ritorno ore 19:26.
Gelato in ottime condizioni! Meringata, Amaretto e
Crema da antologia! Commosso per il prodotto ho come la sensazione di aver
esagerato!
Sarà mica il tempo di farsi dare una controllatina alla cervice?
Mah!
mercoledì 5 agosto 2015
Si narra
Lo trovai dietro un mirteto seduto su un sasso logoro. Era d'aspetto minuto, poca barba molto rada, di età indecifrabile sicuramente oltre i settanta. Aveva lo sguardo affaticato come il nostromo che scruta l'oceano dopo tre mesi di navigazione. Avvertii che s'era accorto della mia presenza ma non la riteneva importante al punto di terminare i suoi "ruminamenti intellettuali." M'avvicinai al punto di percepire il suo respiro, regolare e tranquillizzante. Rimasi immobile guardando un punto della vegetazione per un tempo simile a quello che trascorre ad aspettare la pioggia dopo aver udito un tuono lontano.
"Ipoteticamente dovremmo tollerarci a vicenda" furono le sue parole.
Diamine! M'inquietai come uno che s'accorge di essersi messo per sbaglio i pantaloni di Scaramacai al funerale della suocera!
Con molto tatto mi feci forza e domandai :"Mi scusi in che senso?"
"Nel senso che riduco la mia libertà per valorizzare la sua"
Estasiato, al limite del parossismo, mi convinsi di aver trovato un asceta, un mistico, uno a cui chiedere l'indirizzo preciso della felicità non di questo mondo, di conseguenza stanziale, residente stabilmente nell'io, sagace ed illuminante!
Proruppi in un maestoso grido liberatorio: "Mahatma!"
Ed egli di rimando:"Maht... che? Senta io ero qui per cagare! Se lei deve fare altrettanto, aspetti il suo turno!"
Mi allontanai a tramonto iniziato, sempre più convinto che tutto convergerà in sterco, vero dominatore di questo pianeta.
(Da "antiche novelle di fresca memoria" - G.Perozzi)
Non serve a nulla!
Chissà questa mattina aprendo la finestra del proprio
ufficio che penserà un dirigente, un assistente e sicuramente un presidente di
uno dei tanti parchi nazionali presenti sul nostro territorio. La gioia
invaderà l'ambiente mescolandosi al salto di stambecchi, alla curiosità delle
marmotte, al rincorrersi dei daini. Nulla è precluso, penseranno i dirigenti,
nulla è impossibile in questo meraviglioso paese! Non servono competenze, men
che meno curricula, le esperienze le possiamo gettare nel cesso. Sogneranno i
direttori dei parchi, carriere all'agenzia spaziale europea, alcuni si
spingeranno ad immaginare un incarico solenne alla ricerca di nuove particelle
al Cern, molti guardando ungulati correre felici sotto i larici, i pini rossi,
fantasticheranno un contratto con qualche major per il prossimo Mission
Impossible.
Si, perché in Italia dopo la nomina di Arturo Diaconale,
presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso, a consigliere RAI nulla è più
come prima e tutto sarà per tutti. Che importa sapere di frequenze, palinsesti,
contratti, programmazione, ascolti, politiche per rifondare una televisione
pubblica per portarla ad essere voce aperta ad ogni ideale, ad ogni pensiero,
un mezzo formativo per un progresso non ancora decollato? Nulla, non serve a
nulla!
Occorre essenzialmente un solo ed indefesso requisito: una lingua
felpata e schioccante, per un prono atteggiamento remissivo atto a non
disturbare il compagno di viaggio del padrone fiorentino odierno, un attempato
puttaniere proprietario di varie tv commerciali, mai frenato, mai
ridimensionato, mai ostacolato in questa corsa forsennata a limitare la libertà
personale di ognuno di noi.
martedì 4 agosto 2015
Prove Tecniche 3
Contrapponendo azioni simultanee riuscì dopo parecchi giorni a capire gran parte della sua inquietudine; era dissennatamente persuaso di avere vita breve, dovendo interpretare i suoi stati d’animo in virtù delle sue qualità.
Alto, ma non eccessivamente, era bene inserito in una cerchia di amicizie di quelle che lasciavano intravedere possibilità di inserimento, di aiuto, di ricerca.
Soddisfatto a metà della sua attuale esistenza, si limitava all’indispensabile, senza eccedere in nulla; aveva una discreta fama di "sciupafemmine" e nell’ambiente in un certo senso era ricercato in quanto di amabile presenza, interessato a tutto con una curiosità non invadente. Sapeva e controllava il suo mondo, partecipava a eventi senza mai esagerare nel presenzialismo.
A volte, perdurando lo stato di depressione che aveva sin da bambino, spariva dalla circolazione per qualche tempo senza che nessuno sospettasse di tali problematiche che lui stesso non riusciva a decifrare.
Lasciava compagni di viaggi, che amava tantissimo, a volte attoniti davanti a dei testa coda che solo lui sapeva fare. Famosa resta quella volta a Malpensa ove, dopo aver effettuato il ceck-in per imbarcarsi per le Baleari, tornò velocemente a casa, lasciando di stucco amici e conoscenti.
Si vantava di aver viaggiato in un lontano "ultimo dell’anno", per cercare di festeggiare più arrivi di Capodanno e si narra che ne avesse vissuti almeno tre.
Era affascinante, cultore delle buone maniere, viveur in una modalità che riscuoteva successo e simpatia.
Un giorno però tutto questo cessò e non tanto per fatalità, quanto per scelta: era un giorno piovoso di novembre quando improvvisamente si trovò dinnanzi una bellezza rara, da lasciar senza fiato. La incontrò all'uscita della stazione della Metro della sua città: bionda, occhi perfettamente azzurri, un portamento senza pari, un sorriso da capitombolo, la incrociò senza proferir parola, la superò senza girarsi come uno che arrivando di corsa dentro ad un cantiere archeologico egizio, s’imbattesse nel faraone intento a sbendarsi e la sua reazione immediata fosse di un'assoluta normalità come quella di vedere un gatto strusciarsi contro una ringhiera di un assolato paese ma che invece, di lì a poco resosi conto dell'evento, l'apparente tedio venisse travolto con l'optional di conati e sudorazioni.
Dopo aver camminato per una cinquantina di metri infatti, gli ritornò in mente quello sguardo, quella persona, quella dentatura. Si girò di scatto e non trovandola si disperò amaramente. Sapeva infatti di avere una probabilità simile a quella di centrare un sei al superenalotto di rimirare quella donna. Spaesato ed invasato rifece i passi appena compiuti, ridiscese la scala e con gli occhi oramai fuori dalle orbite, si mise di punta a rimirar persone, a contemplare visi, a vedere dall’alto tutto il biondo fluttuante nell’atrio della stazione. Non trovò nulla che potesse ricordagli l’incontro anche perché non gli sovvenivano particolari ulteriori che potessero aiutarlo: il colore del vestito, le scarpe, la borsa, le mani.
Nulla.
Sapeva di aver perso l’Occasione, la mitica occasione della vita, il tram del Desiderio che non si ferma, che non ha capolinea, che corre linearmente senza concedersi un’altra volta, senza lasciar possibilità di errore, di tentennamento.
Lacrimando, tentò di mascherare lo scempio inforcando occhiali da sole tanto scuri da creargli difficoltà motoria, essendo meriggio inoltrato. Da quella sera si lasciò andare, tornando ogni pomeriggio sul luogo del misfatto, senza speranza, senza successo. Passarono i mesi e anche la sua figura subì un deterioramento continuo; peggiorava ad ogni ora, dimagrendo, il viso divenne smunto. Ricevette un giorno un video da un anonimo e si vide mentre parlava da solo, adirato con destini ed esistenza.
Perse il lavoro, cadde in miseria e con laceri indumenti iniziò a vivere nella stazione coabitando un giaciglio in cartone con un messicano esperto in sopravvivenza metropolitana.
Perse vigore, fattezze al punto che incontrando amicizie oramai passate, non venne minimamente riconosciuto.
Dopo un anno dal fatale momento, cessò di vivere tra stenti e patimenti.
Lo portarono via tra l’indifferenza generale. Solo una mano depose un fiore sul punto ove spirò. Una mano gentile, attaccata ad un corpo bellissimo, governato da occhi stupendi e da labbra che nascondevano due filari di denti perfetti autori di un sorriso mozzafiato che quel giorno però non si mostrò, essendo l’atto di pietà elargito misterioso anche all’autrice, non abituata a tali gesta misericordiose. Il mistero le fu grande, al punto che, confidandosi successivamente con un’amica non ricevette nessun aiuto in merito non sapendo, come la moltitudine dei viventi, che a volte la parificazione tra sentimenti ed attrazioni porta il fato a gestire gli avvenimenti in modo illogico ma gratificante, come se qualcosa di perduto venisse colmato da pegni d’amore, affinché non rimangano nell'aere botole tracimanti dolore, pericolose per molti, letali ad alcuni.
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