mercoledì 15 luglio 2015

Ecco a voi Plutone!!!



Grazie ad un amico che conosce una signora impegnata nelle cucine della NASA, siamo onorati di ricevere per primi al mondo le foto di Plutone come mai nessuno sulla Terra è riuscito a vedere!!!

E' un traguardo impensato, che ci inorgoglisce al punto di commuoverci!

Stiamo attendendo con ansia che i nostri potenti mezzi scarichino la foto.

Un attimo ancora

Ecco!!! Ci siamo!

Signore e signori!! Ecco a voi la prima immagine di Plutone presa ad una distanza di alcune migliaia di chilometri!!!!


Ecco 

ci 
siamo



Che meraviglia!!! 
Da oltre 6 miliardi di chilometri!!! 
E per primi!!!

Ma un momento!! 
Cosa c'è al centro leggermente spostato sulla destra??
Sembrano dei cartelli!!!!
Presto! 

Attiviamo il nostro GIZ (Global Interstellar Zoom)

Fatto! 

Ma.... cribbio!!! Nooooooo! Anche lì!!!! 
Ma allora non abbiamo speranza!!!

Sigh! 
No! Non ve lo facciamo vedere!!! Non ci credereste!! 
Poveri noi!!!!

Lasciate questa pagina, vi prego!!!

Che delusione!! Vabbè! Se proprio ci tenete... vi farà male, sappiatelo!!

Ecco l'ingrandimento! 





Che vi dicevo?
Siamo senza speranza!!! 
Sob!

Ien boni tuti!




Fremono anulari e principeschi lobi in attesa di agghindarsi con carati a gò gò, sfarzosi abiti da 5,6,7,8,9,10 etc volte lo stipendio di un metalmeccanico, scalpitano glutei e colli insigni, le cassette di sicurezza attendono lo svuotamento di chi sfodererà diademi, noci in diamanti, 24carati a nastro, per l'evento del secolo (ma quanto cazzo di eventi unici ha un secolo).
Sposa il 25 luglio a Monaco, come testimonia l'invito preso da Dagospia e scritto in un genovese-franco-monterossino linguaggio che fa tanto chic, Beatrice Borromeo figlia di Carlo Ferdinando Borromeo e Paola Marzotto (okkio ai cognomi) e quindi nipote di Marta Marzotto ed Umberto Marzotto, sorella di Lavinia felicemente accasata in casa Fiat avendo sposato John El-Kan e di Matilde moglie del principe Antonius von Furstenberg ... un attimo scusate che con tutti questi nobili cognomi devo leggere alcune pagine del Capitale per riprendere coscienza di me stesso e del mondo che ci circonda! 

......

Orbene! Beatrice impalma il figliolo di Carolina di Monaco, Pierre Casiraghi per avere continuità di nobiltà, di denari e gloria di codesto mondo! 
Beatrice meglio conosciuta come "Ien boni tuti!" ha un trascorso di giornalista d'assalto, avendo partecipato a programmi di Santoro e collaborazioni in inchieste con Saviano e Travaglio.
Pare che la lista di nozze, nobilissima e riservatissima, accolga pezzi semplici e di normalissima utilità come ad esempio uno schiaccianoci in legno a forma di lumaca dal modico costo di 565 euro! Perché diciamocelo dai: chi non ha in casa questo comune utensile? E chissà quante volte "Ien boni tuti!" Borromeo utilizzerà detto schiaccianoci assieme al marito, nella loro semplice bicocca aprendo noci e parlando dei problemi del mondo! 

Auguri quindi a Pierre ed a "Ien boni tuti!" Borromeo. Aspettiamo con ansia altre inchieste, altre discese nei meandri della povertà, dell'ingiustizia, del sopruso da parte di codesta donna sempre più impegnata a tenere in positivo il bilancio familiare e a differenziarsi dal mondo dorato che un tempo le appartenne. 
Tanti noci spaccate in solidarietà ai piccioncini!  

Povere piante!



Minchia! Sentivo questa mattina un insolito "gmagmagma" in sala. Mi sono avvicinato alle piante e ho visto che lacrimavano! Allora mi sono chiesto perché. Esse, a mo' di Transformer si sono mosse all'unisono e con le foglie hanno creato delle lettere per la seguente frase:
A-B-B-I-A-M-O-S-E-T-E-C-O-G-L-I-O-N-E-!

Caspita! L'acqua! Mi sono scusato! Per farmi perdonare gli ho dato acqua frizzante fresca con un pizzico di gin diluito. Ed ho chiamato il Cav. Gazzoni, quello dell'Idrolitina, affinché venisse a casa mia per far un po' di compagnia alle care amiche verdi!
Basterà per essere perdonato?
Comunque hanno cominciato ad ondeggiare allegramente come se vi fosse un vento, il vento Gin!

Studio scientifico


Secondo un recente studio della famosa Università "Asfidanker" del Minnesota, la vita media dei cardinali di Santa Romana Chiesa nel corso degli ultimi tre secoli, si è leggermente allungata, passando da 81,2 del 1749 ai 84,7 attuali.
Gli studiosi hanno severamente approfondito il tenore di vita, le problematiche e lo stress dei porporati, giungendo alle seguenti conclusioni:

1) Sul risultato pare abbia influito molto il motu proprio di Leone Magno XXII "Diabetæ nullo est in porporatum" un divieto che attraverso strade "oscure" previene i satolli paonazzi da malattie debilitanti. 

2) Quel che si evince dalla rigorosa inchiesta è che la media del girovita dei cardinali nel periodo 1709-2014 sia assestata attorno al 58 di taglia con picchi di 64 di tal porporato Barbero de'Berberi vissuto nel 1799 è morto all'età di 93 anni ed un minimo di 44 appartenenti agli odierni porporati Ruini e Bagnasco.

3) Secondo la ricerca le ipotesi di lunga vita potrebbero essere ricercate nell'agiatezza, nell'assenza di problematiche legate a mancanza di risorse economiche, nella devozione rivolta ad essi ma soprattutto per un motivo, tenuto segreto e barrato da Omissis per non scatenare rivolte sociali da parte di chi si ritiene allo stesso modo vittima e non carnefice.

4) Fino al 2014 la media dello spazio abitativo pro capite era assestato attorno ai 198,5 mq con punte di 789 rilevate nel 1834 dal cardinale Rottazzo Francellone Battacchio de' Paonazzi e di 708 dell'attuale Bertone, in dorata pensione. Anche questa vastità di spazi, dice lo studio, ha contribuito ad allungare la vita media dei Proncipi della Chiesa tanto che alcuni di loro non si spiegano perché i fedeli si ostinino a vivere in 50mq in sei, come i quartieri di Centocelle a Roma testimoniano.

5) Da tre anni a questa parte pare che la vita media dei cardinali sia leggermente calata, complice problematiche riscontrate in alcuni di loro, legate al rancore, all'insoddisfazione e alla mania di nascondere ori e bissi, compreso i catenoni con croci a 24 carati da 1,4 kg, provocanti tra l'altro scoliosi e artriti, da non si capisce bene "Chi"...

martedì 14 luglio 2015

Andiamo!


E' tutto pronto a Bolano per l'edizione 2015 di "Pace e diritti in festa" che si terrà dal 17 al 19 luglio al campo sportivo. Tutte le sere dalle ore 19.00, domenica dalle ore 11.00, incontri, musica, libri, mostre, bar equo-solidale, cucina tradizionale ed etnica. 

Durante questa bella iniziativa, il mio grande amico Marco esporrà delle foto scattate durante un suo recente viaggio a Ventimiglia, dove ha portato solidarietà ai profughi bloccati dalla gendarmeria francese.
Allego il suo stupendo messaggio per l'esposizione fotografica.

Mi raccomando! Partecipate numerosi! E naturalmente... pernacchioni a Salvini!

Ci sono luoghi dove l' Europa delle nazioni ha rivelato la sua natura, non perché lo volesse ma costretta dalla pressione degli eventi. 
Negli anni novanta, prima del trattato fondativo dell’Unione, due su tutti, Sarajevo e Sebrenica, teatri di un massacro annunciato, vittime immolate sull’altare delle reciproche ragioni di stato. 
Oggi, con istituzioni europee articolate e operative, altri scenari, altri attori, stesse stragi.
Lampedusa, Ceuta, Mililla.
Bastioni di una sofisticata fortezza che difende con brutale cinismo la qualità della vita di una minoranza di ricchi, la prosperità di una casta costruita sullo sfruttamento secolare e l'esclusione di interi continenti da cui non si deve neppure provare a scappare. 
Atene, la madre della civiltà europea.  
Contro il popolo greco e contro il primo governo che ha osato alzare la testa e denunciare l'uso coloniale del credito l'Unione reagisce coerentemente come un'oligarchia al servizio della finanza e rende esplicito il significato della moneta unica: un violento metodo di governo. 
Ma ci sono due luoghi dove le favole belle dei diritti civili, della solidarietà, della Convenzione di Ginevra, del sogno di Ventotene, sono apertamente smentite e dolorosamente irrise, sotto gli occhi di tutti.
Uno è Calais, l'altro Ventimiglia. 
Due buchi neri dove migliaia di uomini e donne che hanno l'unica colpa di essere nati nel posto sbagliato sono impediti dalle polizie europee nel loro sacrosanto tentativo di raggiungere membri della famiglia emigrati in Germania, Francia, Svezia, Olanda...
O anche solo ragazzi in cerca di acqua, cibo, presidi ospedalieri, sicurezza, un posto dove andare, una possibilità.
Ho incontrato i ragazzi di Ventimiglia insieme a Omar e Mauro, gli amici del g.a.n. della Spezia. Sono quasi tutti sudanesi. Hanno attraversato due deserti, il Mediterraneo, tutta la penisola. Hanno visto morire di sete o annegati i loro compagni. I sopravvissuti bivaccano da un mese sugli scogli di fronte alla frontiera sorvegliata dalla polizia francese. Non li fanno passare. 

Lampedusa, Atene, Calais sono i luoghi della vergogna ma anche la terra dove germogliano, quasi per miracolo, piccoli semi di umanità diversa. 
Nelle cucine improvvisate ai giardinetti dai ragazzi dei centri sociali di tutta Europa, sotto i gazebo delle organizzazioni umanitarie, lungo i sentieri percorsi di notte per aggirare l'inutile invenzione del confine di stato, migranti e giovani europei si incontrano e si riconoscono compagni di strada. 
Più forti delle banche centrali, delle paure diffuse dall'informazione di regime, più forti del becero razzismo di chi rastrella consenso elettorale con il vecchio trucco del capro espiatorio. Più forti dell'ipocrisia odiosa dei sedicenti riformisti pronti a sparare sui pescherecci con la scusa grottesca della lotta ai trafficanti di uomini. Più forti di tutto.
Migranti e ragazzi senza nome, amici che si riconoscono su quelle linee immaginarie che vogliono cancellare perché, nella realtà, non sono mai esistite, proprio come i vestiti dell’Imperatore. 
L’imperatore li schiaccerà ma rinasceranno, perché sono immortali. 

A loro sono dedicate queste fotografie. 

Rosiconi paonazzi e non



Sono ritornati fuori dalle spelonche non appena è stata divulgata questa immagine, il dono del presidente boliviano Morales al Papa, un Cristo posizionato sopra una falce e martello.
Apriti cielo! 
Sommessamente come è usanza per tutti coloro che non stimano il Pontefice che preclude loro bissi ed antiche usanze, vociferano di inaudita sconceria, del Papa sempre più comunista, senza sapere né far finta di vedere oltre l'omaggio, oltre l'apparenza. Loro, sempre incollati a tradizioni oramai ricordo di una chiesa chiusa a riccio dentro i suoi agi, i suoi lussi, i suoi intrallazzi, vorrebbero scalzare, offuscare, ridurre il grande amore dell'umanità per Papa Francesco.

L'opera è del Padre Luis Espinal


gesuita, ucciso nel 1980 dopo aver partecipato alla lotta dei poveri contro la dittatura, facendo anche lo sciopero della fame. 
Ricordato dal Papa con queste parole:

Che il Signore abbia in gloria padre Luis Espinal, che ha predicato il vangelo che ci ha portato libertà, che ci fa liberi come tutti i figli di Dio. Gesù ci ha portato questa libertà, lui ha predicato questo vangelo. Che Gesù lo tenga unito a lui, che il Signore gli conceda il riposo eterno». 

Santità stia tranquillo! 
Accettando quell'opera lei ne ha compreso appieno il significato.
E poi, detto tra noi, se un suo predecessore che s'affacciò al balcone con il sanguinario assassino cileno Pinochet, è stato fatto santo... lei non ha da temere nulla! 
Hasta la Victoria Siempre!! 

Draghipensiero