sabato 30 maggio 2026

Voce nel deserto

 

I rindronati 


di Marco Travaglio 

Se non fosse una cosa terribilmente seria, sembrerebbe uno scherzo. Da giorni piovono sulle tre Repubbliche baltiche droni ucraini, forse destinati in Russia e deviati dalle barriere elettromagnetiche russe, o più probabilmente lanciati dagli ucraini da basi segrete gentilmente offerte dai tre governi (quello lettone è caduto per questo). Ma Ue e Nato al seguito di Estonia, Lettonia e Lituania strillano alla “minaccia russa” e annunciano: “Difenderemo ogni centimetro di territorio da Mosca”, anche se i droni sono senza dubbio ucraini. Infatti Kiev se n’è scusata, ma senza spiegare come facciano a partire dall’Ucraina, sorvolare indisturbati la Bielorussia e/o la Russia, raggiungere i cieli baltici e pure tornare in Russia. Poi precipita un drone in Romania e tutti dicono che è russo, ma escludono l’ipotesi più probabile: che fosse destinato in Ucraina, confinante con la Romania (ma non coi Baltici), e sia stato deviato dalle barriere di Kiev durante un attacco su Odessa (vicina al confine romeno dove ha colpito una casa). L’Ue e la Nato ululano alla “minaccia russa” e promettono di “difendere ogni centimetro di territorio da Mosca”. Quindi, sia che i droni siano ucraini, sia che siano russi, è sempre Putin che ci attacca.

È un remake degli avvistamenti di droni russi (per mancanza di prove) nell’autunno scorso, quando bisognava distrarre i cittadini dai parlamenti che tagliavano il Welfare per finanziare il riarmo: niente morti né danni, a parte un tetto sventrato in Polonia da un missile polacco spacciato per drone russo. Per non parlare del drone russo sul lago Maggiore scoperto dal Centro ricerche Ue che accusò Mosca di spiare una fabbrica di elicotteri Leonardo: poi si scoprì che non era né un drone né russo, ma un’interferenza causata da un aggeggio acquistato su Amazon da un villeggiante per potenziare il segnale Gsm dell’iPhone. Ora che qualche sparuta voce europea raccoglie le aperture di Putin al negoziato, va spenta sul nascere. E oltre a Zelensky, che dal 2022 tenta di trascinarci nella terza guerra mondiale con false flag (gasdotti, missili ucraini in Polonia spacciati per russi ecc.), ci pensano i Baltici, che con 6 milioni di anime sequestrano un continente di 500 milioni e provocano Mosca discriminando le minoranze russe. Il 19 maggio il ministro degli Esteri lituano Budrys ha invocato un attacco Nato in Russia: “Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che han costruito a Kaliningrad. La Nato ha i mezzi per radere al suolo, in caso d’emergenza, le basi aeree e missilistiche russe nella zona”. E nessuno l’ha zittito. L’Italia ha un battaglione in Lettonia e reparti aerei in Lituania. Come dice Gianandrea Gaiani (Analisi Difesa), prima li ritiriamo e meglio è.

venerdì 29 maggio 2026

In questo mondo di ladri

 

“Sono stata sanzionata per il lavoro che ho fatto come relatrice speciale”. Francesca Albanese in Senato per la presentazione sul suo rapporto su Gaza torna sulla sua vicenda personale che la vede tra i soggetti sanzionati dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Un giudice di Washington una settimana fa aveva sospeso le sanzioni, ma poi è stato accolto il ricorso dell’amministrazione Trump e le sanzioni sono tornate subito operative. “C’è qualcuno che ha definito le sanzioni Usa una condanna alla sparizione civile” afferma Albanese. In concreto “fa spavento il fatto che delle sanzioni americane impediscano a delle banche italiane o europee di aprire un conto bancario ad una persona sanzionata anche quando questa è un funzionario delle Nazioni Unite oppure è un giudice o un funzionario della Corte Penale Internazionale con cittadinanza di uno dei paesi europei: com’è possibile che un’assicurazione si rifiuti di rimborsare le spese mediche perché collegata ad imprese americane?” si chiede la relatrice Onu. Albanese aggiunge: “Morte civile sembra un’iperbole ma non lo è perché chi è sanzionato dagli Usa non è più indipendente. Ho due figli minorenni e se fossi da sola non sarei capace di provvedere ad alcuna delle loro spese, è gravissimo che le banche nonostante siano obbligate per una direttiva europea ad aprire un conto in Europa a chi è cittadino o residente in Europa non lo fanno perché sono tra l’incudine e il martello perché rischiano di essere sanzionate dal sistema americano”. “Sì – conclude Albanese – ho bisogno di sostegno”.

Niente euro 4!

 



Annunci deleteri

 





Poverino

 



Ellekappa

 



Natangelo