giovedì 26 giugno 2025

L'Amaca

 

E il famoso cambio di regime?
di MICHELE SERRA
Più sicurezza, meno libertà. Mettiamocelo bene in testa, questo è il futuro del mondo secondo i croupier che danno le carte e conducono il gioco. Del ventilato “cambio di regime in Iran”, che sarebbe stato l’unico evidente salto di qualità democratico e umanitario in grado di giustificare l’ingiustificato attacco israeliano e americano, non importa nulla a nessuno. Non a Trump, non a Netanyahu, men che meno a Putin che appoggia quella tirannia di vecchi maschi misogini perché tutto ciò che declassa i diritti umani a inutile illusione gli è familiare.
Ayatollah e pasdaran festeggiano in piazza l’ennesima finta vittoria e ne approfittano per stringere i ceppi ai polsi e alle caviglie dell’opposizione, ovviamente (come in tutti i regimi autoritari) accusata di intelligenza con il nemico. Le iraniane fuggite, non si sa in quale ordine, alle bombe esterne e all’oppressione interna, sorridono allo scampato pericolo e piangono per chi è rimasto in quella galera. Nelle loro parole e nei loro volti, la felicità di essere al sicuro non riesce a prevalere sulla pena per chi è rimasto.
Dell’atomica iraniana si parlerà tra poco tempo, non appena il regime si sarà riorganizzato: fu Trump, del resto, durante il suo primo mandato, a espellere l’Iran da ogni possibile concertazione sul nucleare, con quale faccia può lamentare la situazione attuale, della quale egli stesso fu artefice? Dei dissidenti in galera, delle donne perseguitate e picchiate perché osano pensarsi libere, si parlerà con comodo ma senza esagerare, perché la libertà e l’incolumità dei popoli non è certo ai primi posti dell’agenda politica mondiale. Vedi Gaza. Al primo posto c’è il dominio, e i dominatori solo di quello si preoccupano.

Dubbi e tentativi

 



400 miliardi in armi da qui al 2035

 


mercoledì 25 giugno 2025

Provo vergogna!



Per la prima volta provo vergogna per coloro che sono chiamati a giudicare in nostro nome, in nome del popolo italiano: Impagnatiello, il topo di fogna che ha assassinato la sua compagna incinta di sette mesi, Chiara Tramontano, non paga per la premeditazione, no, secondo il tribunale non c’era premeditazione… mumble… mumble 
E quindi quel bastardo quando mesi prima dell’assassinio si andava ad informare sul web su come avvelenare una persona, quando gli somministrava piccole dosi di topicida, non premeditava nulla? Questo, a mio parere, è una vergogna immane, un’ottusità eclatante, uno sfregio a Chiara. E soprattutto alla sua bimba in grembo.

Ops!

 



L'Amaca

 

Eutanasia della democrazia
di MICHELE SERRA
Letti tutti assieme, le dichiarazioni e i messaggi di Donald Trump sono più terrificanti dei suoi bombardieri. Non esiste logica leggibile, se non la vanteria come sola idea guida: io qui, io là, io su, io giù. Il resto è totalmente sconnesso non solamente dalla realtà, ma perfino dal se stesso di pochi minuti prima.
Si va dal pacifismo immotivato al bellicismo forsennato, dalla minaccia ultimativa alla pacca affettuosa, si invoca Dio e si evoca la distruzione, si benedice e si maledice, si proclama la pace e si muove guerra, Paesi e Nazioni, spesso nominati alla rinfusa, come una comitiva di nomi non del tutto familiari, sono amici o nemici a seconda dell’ultima scrollata di cellulare. Niente, nessun concetto, nessun sentimento, nessun giudizio lega le cose tra di loro, cerca di spiegarle e di ordinarle, nessun disegno, nessun obiettivo sortisce dalle parole di Trump: se non la venerazione inesausta di se stesso e l’idea delirante di un’America onnipotente e onnipresente, come un supereroe della Marvel: e tutto il resto è noia.
Un pazzo, si direbbe, non fosse che questa pazzia è l’espressione ultima (speriamo non esiziale) della democrazia e del favore popolare. Trump non come nemico della democrazia, ma come sua espressione finale: ci si pensa raramente ma forse ci si sbaglia.
L’ipotesi è che la democrazia, vecchia e sfinita, lo abbia scelto come esecutore della sua eutanasia. E quello che verrà dopo sarà tutta un’altra storia.

Provo imbarazzo!