Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
mercoledì 16 aprile 2025
L'Amaca
martedì 15 aprile 2025
Analisi
L'Amaca
Le parole come petardi
di MICHELE SERRA
Impressiona lo schiacciamento progressivo del discorso politico (ma forse: di tutti i discorsi) dentro lo schema binario, puerile, istantaneo dei social. Se uno parla di Gaza, subito qualcuno gli strilla: perché non parli dell’Ucraina!? Se uno parla dell’Ucraina, subito qualcuno gli strilla: perché non parli di Gaza!? Una caricatura della dialettica e una caricatura della politica.
Un tempo si aspettavano le prese di posizione dei partiti con una certa solennità.
Erano quasi sempre pompose e incravattate, spesso non dicevano niente che già non si sapesse, ma davano l’idea che qualcuno avesse impiegato almeno un’oretta del suo tempo, magari in apposite riunioni, per buttare giù quella mezza paginetta. Questa ufficialità, anche quando era solo forma, rassicurava, dava l’idea che le parole avessero un peso e una durata. La forma a questo serve: a credere, e far credere, che qualcosa abbia un senso e un peso. Se un medico che deve farti una visita importante per la tua salute ti riceve in bermuda e ciabatte, un poco ci resti male.
Ora le parole scoppiano come piccoli petardi (detti anche miniciccioli, raudi, sfreghini, snappers, cobra), con un fracasso permanente e volatile, tre secondi per dire “Gaza” e sentirsi rispondere “Ucraina”, tre secondi per dire “Ucraina” e sentirsi rispondere “Gaza”. Il primo che appenderà davanti alla sua porta il cartello “oggi non ho niente da dire, forse domani o la settimana prossima”, avrà gettato le basi della rivoluzione.
Delegazione
Rappresentanti delle isole Heard e McDonald, colpite anch’esse dai dazi, sono arrivati a Washington per trattare con CiuffoBiondo!
lunedì 14 aprile 2025
Oh si, accadrà!
A volte gioco, forse è azzardato dirlo così, col tempo, raffazzonando dati, ipotizzando scenari allorché le mie particelle scorrazzeranno già da tempo, molto tempo, per l'universo, e questo pensiero m'accomuna al complesso che definiamo spazio, avverto una partecipazione ad un tutt'uno che non riesco ad abbracciare ma che sento e che mi confà positivo agli eventi.
Cinquecentoventotto anni fa Michelagnolo (lo chiamavano così) scolpiva all'età di 22 anni la Pietà che ammiriamo in San Pietro. Che c'entra coi grandi numeri?
E' una di quelle bellezze che con dolore tra cinque miliardi di anni si liquefaranno assieme alla Madre Terra, allorché il Sole, terminato l'idrogeno da bruciare, inizierà a consumare l'elio divenendo una gigante rossa enorme che risucchierà Mercurio e probabilmente pure Venere e il nostro pianeta, e se la Terra non si liquefacesse tutto diverrà lo stesso bollente, oceani che assomiglieranno alla pentola con l'acqua in movimento in attesa della pasta!
Può darsi che da qui a 5 miliardi di anni avremmo già traslocato in un altro pianeta, lontano anni luce, come altresì è possibile, vista l'eclatante stupidità in circolazione oggi, che saremmo da tempo estinti.
E se ci estinguessimo sono tre i beni che considero anche miei, sono di tutti, e il cui pensiero di dissolvimento mi rattrista già sin d'ora: la Pietà appunto, la Cappella Sistina e la sala trofei del Milan! A parte gli scherzi, è brutto pensare che queste incredibili dimostrazioni di bellezza dell'intero genere umano, ce ne sono anche altre chiaramente ma io tifo per Michelagnolo, un giorno potrebbero evaporare, dissolversi nel nulla!
Già il fatto che, pensateci, tra centocinquant'anni nessuno si ricorderà più di noi, i nostri pro-pro nipoti non sapranno nulla delle nostre povere gesta, le case, le proprietà attualmente nostre diverranno di chissà chi, giacché, a meno di non aver scritto un poema mitico, di aver creato un quadro estasiante, una scultura da svenimento, tutto il ricordo evaporerà come neve nel vulcano eruttante; in più tra cinque miliardi di anni, esistesse un Gazzettino dell'Universo, si dissolverà questa biglia blu dove, tra idioti e tiranni che guerreggiano senza motivi decenti, la meravigliosa arte umana pregna di meraviglie che, sicuramente, vi fosse una hall of fame intergalattico, sarebbero nella top ten universale. Sia chiaro: non ho visto le altre, ma ammirando le nostre non ho dubbi in merito!
