martedì 6 febbraio 2024

L'Amaca

 

Troppo bello per essere vero
DI MICHELE SERRA
A Perugia, per le comunali, si candida una giovane donna, Vittoria Ferdinandi, sostenuta da Pd, Cinquestelle, rosso- verdi, Psi e un paio di liste civiche. È laureata in psicologia, impegnata da diversi anni nel sociale, cavaliere al merito della Repubblica (ha aperto un ristorante per dare lavoro e dignità a persone con problemi psichici), cita Aldo Capitini, è molto radicata nel territorio che andrà al voto. Per giunta, cosa che me la rende molto simpatica, se la ride della nomea di radical-chic: “considero le mie origini borghesi un valore aggiunto”.
Leggo la notizia, un paio di sue belle interviste (su Repubblica e Manifesto) e penso: dev’esserci un errore. Non è possibile che per costruire il fantomatico “campo largo” bastino candidati di alto profilo e un progetto politico che non si limiti ad arrabattarsi sulla difensiva, ma opponga alla destra un’altra idea di città e di società. È troppo bello per essere vero.
Difatti, l’errore c’è. Pare che un pezzo del Pd umbro (solo un pezzo, per fortuna) si senta tagliato fuori e non accetti una candidatura che giudica “affrettata”. E si sia messo di traverso.
Sulla litigiosità a sinistra sono stati scritti, oramai, ponderosi trattati. È una sindrome composita, che si manifesta con sintomi multipli (narcisismo, settarismo, verticismo, pelonelluovismo, ecc.). Difficile dunque azzardare una diagnosi, tra l’altro destinata poi a suscitare ulteriori litigi tra i pazienti in sala d’attesa. Però, lasciando alla sinistra umbra la propria autodiagnosi, ci sia consentito un sospetto: la paura di una vittoria sulla quale non si può mettere il cappello, è più forte della paura di perdere, però asserragliati, pochi ma buoni, nella propria vecchia bottega.

lunedì 5 febbraio 2024

Felici con Andrea!

 


Mettete da parte le stridenti sensazioni, i tumulti di cuore, le ansie dei pagamenti, i mutui, le corse per saldare ratei e consolatevi nel vedere il volto di Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit che distribuirà ben 8,6 miliardi di euro agli azionisti, con il nostro accorato plauso! 

Guardate questo sorriso, fiero, smagliante, che apparentemente, solo apparentemente, potrebbe voler trasmetterci "vo' inchiappettato anche a 'sto giro!", ma sappiamo bene che così non è, ci mancherebbe! 

L'attuale sistema organizzato alla perfezione per produrre vittorie come questa, che in pratica stolti, ignoranti, sognanti come me, potrebbero riassumere in un tecno-rapto-pluto-divaricante modello finanziario, ma così non è per molti di noi, visti gli eclatanti risultati, si basa su tentativi, a volte infingardi, di portare la crescita all'infinito, spelacchiando, vessando, schiacciando gran parte della popolazione, composta da anziani, giovani, esautorati dal modus operandi a partecipare all'agiata festa organizzata da quella che, inopinatamente, molti definiscono casta, un tempo "razza padrona", la quale, mortificando innumerevoli umani che sconsideratamente credono ancora di poter vivere con i propri mezzi, riprovevoli per la creme, consistenti nello stipendio, nella pensione, nel pagare tasse e balzelli di ogni tipo, continua a sgomitare per emergere solo lei nel melmoso panorama italico.  

State sereni quindi! Continuiamo a farci spellare dal sistema bancario, affinché giornate epocali come queste, si ripetano nel tempo, per la gioia di pochi.

E se per caso vi sorgessero in cervice pensieri scomodi tipo - "ma invece di spartirsi ottomiliardieseicentomilioni, perché non riducono il gap abnorme, allentando il nodo scorsoio a quelli che tentano di costruirsi una vita acquistando una casa, o a quelli che con pochi spiccioli potrebbero risanare la propria attività?" -  riponeteli alla svelta nella vostra soffitta, godendo altresì con Orcel per il fastoso luccichio che da smalto e vitalità alla nostra società intera! Evviva!       

Rabbiosamente

 


domenica 4 febbraio 2024

Inaspettato trambusto



I quadricipiti, al solito, vista la festività domenicale, stavano stendendo le fibre ad asciugare preparandosi, forti della primordiale oziosità del corpo in cui erano stati, loro malgrado, impiantati, alla sfida a canasta con i bicipiti, allorché una voce non controllata, proveniente, pare, dalla zona coclea, asseriva che vi erano alte possibilità che si andasse tutti a passeggiare… apriti cielo! Il fegato, già stressato, come tutte le feste, dalla solita litrata “di quello buono” sbraitava come un ossesso; i muscoli, saltellando, si stavano dirigendo alle loro postazioni, con una celerità tipica del giocatore in panchina che, improvvisamente, dovendo entrare in campo per sostituire un infortunato, s’ansima oltremodo onde evitare di farsi trovare impreparato al momento del cambio. 
I polmoni, intenti a ripulirsi dalle “camellate” settimanali, non stavano più nella pelle per l’occasione che si palesava loro di introitare finalmente un po’ di aria salubre; qualcuno, anonimamente, inviava messaggi in cervice, supplicandoli d’inviare la solita voglia di pennica post pranzo che avrebbe tutto normalizzato. Fu inutile! L’inaudito si concretizzò, i primi passi e l’affanno e l’ansimo, forse di per sé triviali (cit.) lo certificarono, altre membra si lasciarono andare mestamente ai ricordi: “eh quando c’era lui, Zio Ozio! Quelli si che erano bei tempi!”

Post del post



Passeggiata post pranzo, un’apparente bestialità, sopratutto dopo essersi deliziati di un magistrale Gutturnio. Ma mettendo in coclea “Piano trio No 3 in C Minor, Op 1 No 3” del grande Ludovico (cit.) tutto cambia, tutto si trasforma e diventa assaporabile, frizzantineo, auscultatile… potenza della Musica!

C’è un perché!




Grande Anthony!