Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 28 luglio 2023
Rai travagliata
Di Rai in peggio
di Marco Travaglio
L’unica mossa intelligente della nuova Rai è stata accantonare l’idea, partorita da non si sa quale mente malata, di affidare a Peter Gomez il martedì di Rai3 liberato da Bianca Berlinguer. Far condurre un programma giornalistico a un altro giornalista avrebbe creato un pericoloso precedente per la prossima stagione: quello di dare notizie vere, che per questo governo (e non solo questo) sono peggio dell’aglio per i vampiri. Pensate allo scandalo Santanchè: anziché chiamare i soliti camerieri a farsi una domanda e darsi una risposta, un Gomez avrebbe raccontato i fatti e sfidato gli ospiti a confrontarvisi. Pussa via: molto meglio chiudere anche l’ultimo talk giornalistico Rai (Vespa, com’è noto, è un “artista”) e rivolgersi a una strana figura dalla professione incerta ma dall’affidabilità certissima: Nunzia De Girolamo, ex ministra forzista e alfaniana divenuta una Barbara D’Urso che non ce l’ha fatta, però gradita a destra, ai renziani (tramite l’agente Presta) e pure al Pd (tramite il marito Boccia: ricordate le balle dei giornaloni sull’“asse Meloni-Conte in Rai”? Ecco). Perfetta per non dare fastidio (né notizie) a nessuno.
Ed eccoci alle mosse stupide. La prima è il fantasmagorico “Report di destra” di cui parliamo a pag. 14. La seconda è stata cancellare il programma di Filippo Facci all’ora della pennica su richiesta di quei geni di Pd & Rep per una battutaccia su Libero. A noi Facci è simpatico quanto un ascesso al dente del giudizio, ma non vediamo che diritto abbiano i capi Rai di sindacare gli articoli di giornale. E non vedevamo l’ora che partisse I Facci vostri, ovviamente per non guardarlo mai. La par condicio della censura ha prodotto quella a Saviano, che il suo programma l’ha già addirittura registrato, quindi la Rai lo paga e non lo manda in onda. Il tutto perché Saviano, come tutti sanno da anni, ha insultato Meloni (“bastarda”) e Salvini (“ministro della malavita”). E ne risponde in tribunale, com’è giusto che sia. Ma la Rai non è il Ministero della Verità: non può sentenziare con rito abbreviato al posto dei giudici. E, anche se Saviano fosse condannato, il suo programma dovrebbe giudicarlo il pubblico, non i magistrati o i telemanutengoli del governo. A proposito: tutto ciò non accadrebbe se l’ad Rai Carlo Fuortes avesse portato a termine il suo mandato, che scadeva fra un anno, anziché incassare la buonuscita offerta dal governo Meloni sotto forma di decreto ammazza-Lissner per liberargli il posto al teatro San Carlo di Napoli. Che lui finse di rifiutare e ora si affretta ad accettare. Se Fuortes fosse un uomo di destra, tutte le palle di “TeleMeloni” finirebbero in buca: invece purtroppo viene dal circoletto del Pd e fu messo lì dal mitico Draghi. Se abbiamo i Peggiori, è tutto merito dei Migliori.
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