mercoledì 19 aprile 2023

L'Amaca

 

In difesa di quale razza?
DI MICHELE SERRA
«Non possiamo arrenderci alla sostituzione etnica». Ha detto proprio così, il ministro Lollobrigida: sostituzione etnica. Una lettura razzista (termine che non uso mai con leggerezza) in base alla quale il concetto di nazionalità — essere italiani — coincide con quello di razza. Con l’aggravante che una “razza italiana” — se non nell’obbrobrioso ventennio nel quale gli italiani furono costretti a immaginarsi “razza” — non esiste e non è mai esistita.
Discendiamo, a partire dall’Impero Romano, da una moltitudine di popoli (latini, greci, etruschi, sarmatici, goti, normanni, arabi, spagnoli, francesi, ebrei, nordafricani, e chissà quanti ne dimentico) e ciò che ci apparenta, oltre alla coabitazione, è la lingua, la cultura, la Costituzione, le leggi. Il concetto di “cittadinanza”, a Roma antica, era assai più moderno, inclusivo e dinamico che nella Roma del 2023. Di uguale universalità (altro che “razza”) sono le radici dell’Europa cristiana: San Paolo era siriano, Sant’Agostino algerino, Costantino serbo. E Gesù, ebreo di Nazareth.
Il futuro dell’Italia, che sta tanto a cuore ai meloniani, dipende dalla nostra capacità di accogliere e rendere partecipi i migranti senza mai sentirci “sostituiti”, semmai affiancati e sostenuti. E fare sì che i loro figli, italiani di fatto, lo diventino anche di diritto. L’idea di indire una specie di campionato della natalità, riempiendo le culle di “veri italiani” per contrastare l’invasione straniera, è uno dei capisaldi del razzismo moderno.
Di “difesa della razza” ne abbiamo già avuta una e ci è bastata. E Lollobrigida, che è ministro dell’Agricoltura, dovrebbe sapere meglio di ogni altro che senza immigrati non nascerebbe più un vitello italiano e non si riempirebbe più una botte di vino italiano.

martedì 18 aprile 2023

Proposta

 


Invito

 


Che gioia!

 


A voi!


Con quella giusta cazzimma che la foto trasmette… al resto ci penserà la Storia! 
Forza Ragazzi!

Chiaramente







Eh si!

 


Gli ambiti sono diversi, totalmente differenti; ma la metodologia si somiglia molto: rigurgitare, intorbidire, riesumare. Dalla puntata di Report di ieri sera s'evince che Lucianone sta tendando di riportare a galla le efferatezze d'altri tempi per cercare di legittimare l'idea "rubavano tutti" di cinghialona memoria. E probabilmente in parte sarà vero. Ma Moggi era il padrone assoluto del calcio, faceva il bello e cattivo tempo, intimidiva gli arbitri, come un'intercettazione ha confermato, accarezzava cervici molto importanti, usava schede telefoniche elvetiche non tacciabili. E gli altri? Il compianto Facchetti e Zio Fester ad esempio cercavano di far qualcosa anche loro, tutto il circo era in fermento; Ciellino, divenuto in fretta e furia presidente della Lega, conferma di aver bruciato faldoni interi, per evitare il crollo totale del sistema, il sistema ideato e coltivato da Moggi. Hanno pagato molti, la Juve di più perché era il centro, il fulcro, il motore del grande inganno. A quei tempi il Milan aveva presidente il Premier italiano (uno dei miei più grandi dolori) e Ad il presidente della Lega. Avrebbero potuto vincere decine di scudetti consecutivi. Moggi dunque tanto potente da ipotizzare la salita al soglio Fiat di Andrea Agnelli, ovvero la sua fine, la caduta voluta anche, e soprattutto, da John. 
Questo rigurgito di Luciano arriva alla vigilia della sentenza sulla conferma o meno della penalizzazione, l'ennesima, della squadra della famiglia sabauda, il cui intreccio col torbido è tanto eclatante da essere sfociato in una lotta enorme per la fantasmagorica eredità degli Zii Gianni e Marella. Report, Dio lo benedica, ci informa che la cassaforte Dicembre, società semplice e mai emersa per un ventennio, proteggeva i monarchi dal pagamento di balzelli, e la spartizione delle quote avvenne in versione svizzera, allontanando tasse per centinaia di milioni, perché Marella risiedeva là, secondo gli eredi. Cosa non vera, pare, certificata dagli spostamenti e dai periodi troppo corti di presenza in terra elvetica. Questo per dire che alla fin fine qualcosa di vero nel loro modus operandi, differente da regole sportive e civili per conclamata allergia, c'è sempre stato e sempre ci sarà. La loro visione è questa. Gli altri si devono arrangiare come possono.