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domenica 2 aprile 2023
Travaglio e il Pnrr
Troppi soldi, signora mia
di Marco Travaglio
Tra i nuovi reati che i fautori della depenalizzazione stanno inventando, i rave, l’istigazione all’anoressia e l’omicidio colposo nautico non bastano: urge quello di “ottenimento di troppi soldi dall’Europa”. Tanto il colpevole è uno solo: Conte, reo di avere strappato la vergognosa cifra di 209 miliardi. Dopo Bernabè e Stagnaro, altri noti esperti assicurano che, se i governi Draghi e Meloni hanno ritardato e pasticciato sul Pnrr e rischiano di farci perdere i soldi, è colpa del putribondo predecessore che li aveva ottenuti. Lo spiega bene Bonomi: “Ricordo com’è nato il Pnrr: a Villa Pamphili nel giugno 2020. Ebbi un confronto con Conte perché immaginavamo un Piano che rafforzasse il potenziale di crescita del Paese. Ci siamo invece trovati una serie di interventi a pioggia… Un piano sbagliato in origine”. Ma ricorda male: agli Stati generali di Villa Pamphili non si sapeva neppure se e quanti soldi sarebbero arrivati: il Recovery fu approvato il 21 luglio e la stesura del Pnrr partì ad agosto, peraltro con precisi vincoli europei incompatibili con la fame atavica dei prenditori. Prima che il Conte-2 finisse di scrivere il Pnrr, fu rovesciato da Renzi in joint venture con Confindustria e i suoi giornaloni, che dipingevano il Pnrr come una ciofeca mentre l’Europa lo promuoveva.
Il 2 febbraio 2021 Draghi calò da cielo in terra a miracol mostrare, scrisse la parte mancante, peggiorò quella già scritta e consegnò il Pnrr il 30 aprile. Senza mai dire o sospettare che i soldi erano troppi. Ma Nicola Rossi, economista Pd, spiega sul Foglio che Conte fu “irresponsabile e sconsiderato” a “raccattare ogni risorsa disponibile”: ora bisogna “restituire le risorse del Pnrr” perché non sappiamo che farcene. È lo stesso buontempone che nel 2020, appena ottenuti i 209 miliardi di Pnrr, voleva pure i 36 del Mes. Così ora dovremmo restituirne 245. Anche a Tria (Sole 24 ore) i soldi del Pnrr fanno schifo. E ricorda con raccapriccio il governo del “famoso balcone da cui fu dichiarata la fine della povertà, sempre a debito”: il Conte-1, di cui Tria era ministro dell’Economia. Seguì il “governo di ventura” Conte-2, che senza di lui ottenne i 209 miliardi, ma “fallì clamorosamente” nell’utilizzarli”; e “per salvare l’onore dell’Italia fu chiamato Draghi, che ci mise generosamente la faccia”. La stessa fiaba narra, sempre sul Sole, La Malfa: “Conte licenziò non un piano, ma una lista di progetti”. I due poveretti ignorano che Conte non poteva licenziare né fallire: fu disarcionato mentre scriveva il Pnrr; e la prima rata Ue arrivò il 14 aprile, sotto Draghi. Ma su un punto han tutti ragione: a Bruxelles, nei tre giorni e tre notti di battaglia con Merkel, Rutte, Orbàn &C., Conte non avrebbe dovuto lottare per farsi dare più soldi. Ma per ottenerne di meno.
Rinfrescatina
Bande musicali, uteri-forno e sottocani: ecco i nuovi mostri
FLORILEGIO - Da Cutro a Via Rasella: il “globo terracqueo” di Meloni, l’“evviva l’umiliazione” di Valditara e gli SS “pensionati” di Ignazio
DI DANIELA RANIERI
24 marzo. Meloni commemora da Bruxelles le vittime delle Fosse Ardeatine: “335 italiani innocenti massacrati solo perché italiani”. La diplomata Giorgia sarebbe bocciata in Storia. La guerra di Resistenza è stata anche una guerra civile; i nazisti non uccidevano i fascisti loro lacchè; quando pensiamo a un fascista che ammazza un fascista ci viene in mente solo Mussolini che fece fucilare il genero Galeazzo Ciano.
La Russa, presidente del Senato, la difende: “Via Rasella è stata una pagina tutt’altro che nobile della Resistenza, quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani”. Chi non ha visto suonatori di bande musicali con 5-6 bombe a mano attaccate alla cintola? I partigiani hanno sconfitto i nazisti perché uno come La Russa potesse diventare seconda carica dello Stato e dare a loro la colpa dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Meloni replica: “Sì, li ho definiti italiani. Perché, gli antifascisti non sono italiani? È onnicomprensivo”. Giorgia bocciata anche in Insiemistica: tutti gli antifascisti italiani erano italiani, ma non tutti gli italiani erano antifascisti. A meno che ella non sia a conoscenza di una pulizia etnica perpetrata dal Reich contro gli italiani: avrà fatto un’accurata ricerca con gli storici di Atreju.
La prima vera battaglia del governo Meloni è il decreto rave, che vieta tutti i raduni sopra le 50 persone “pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica” a seconda del giudizio del ministro dell’Interno Piantedosi. Nel decreto non si nominano i rave.
Il 28 ottobre palazzo Chigi dirama una circolare: “Giorgia Meloni va chiamata ‘il signor presidente’”, unico caso al mondo di patriota che sputa sulla propria madrelingua.
Tajani, Ministro degli Esteri, l’altro ieri: “L’utero di una donna non deve essere utilizzato per sfornare figli come se fosse un forno dove si sfornano le patate arrosto”. E badate bene che questo è uno dei meno incontinenti (Berlusconi sì che sapeva utilizzare gli uteri in maniera decorosa).
Il ministro dell’Acultura Sangiuliano a gennaio: “Il fondatore del pensiero di destra in Italia è stato Dante Alighieri: la destra ha cultura, deve solo affermarla”. In effetti finora solo il pudore ha impedito a quelli di destra di “affermare” Dante come roba loro (troppo ingombrante la presenza di Enrico Montesano). Da alcuni documenti risulta che Dante fosse anche a favore della flat tax e contro il Pos.
Fine marzo, Rampelli (FdI) avanza una proposta di legge contro l’uso dei forestierismi nelle istituzioni e nella Pa, con multe da 5.000 a 100.000 euro per chi sgarra, “in un’ottica di salvaguardia nazionale e di difesa identitaria”. Misura cara al governo che ha istituito il ministero del Made in Italy ed è guidato dalla underdog Meloni, o, come sarebbe più corretto, che ha istituito il ministero del Fabbricato in Italia ed è guidato dalla sottocane Meloni.
Il ministro Valditara a novembre: “Evviva l’umiliazione” degli studenti, “un fattore fondamentale nella crescita e nella costruzione della personalità”. Poi si corregge: voleva dire “umiltà” (è solo il ministro dell’Istruzione, mica è tenuto a sapere l’italiano).
Pochi giorni dopo, sempre lui: “Togliere il reddito di cittadinanza a chi non ha completato gli studi”, così gente con la prima media dovrà cercarsi un lavoro, che non troverà perché ha la prima media. Che genio Valditara, eh?
A gennaio Valditara annuncia che querelerà gli studenti che gli imputano le morti dei ragazzi in alternanza scuola-lavoro. Così li roviniamo, mandiamo sul lastrico le loro famiglie, poi gli togliamo il Rdc e li facciamo morire di inedia. Non resterà più nessuno a criticare il ministro, e costa molto meno di una deportazione.
Anche Calderoli annuncia che querelerà chi critica la sua Autonomia differenziata, ma forse intende solo gli adulti.
Febbraio, la preside di una scuola di Firenze davanti a cui si è verificato un pestaggio di sei giovani fascisti ai danni di due ragazzini scrive una lettera per ricordare come è nato il fascismo e ribadire che la nostra Costituzione è antifascista. Valditara la minaccia di provvedimenti nel caso dovesse insistere. Diamine, speriamo non comincino ad andare direttamente i ministri a picchiare i ragazzini davanti alle scuole!
Il 26 febbraio una barca fa naufragio davanti a Crotone. Muoiono 91 persone, di cui 35 minori. Piantedosi dà la colpa ai genitori, irresponsabili e indifferenti al riscatto dei loro Paesi (Iran, Pakistan, Afghanistan: paradisi di pace e democrazia).
Nella disastrosa conferenza stampa a Cutro precisa: “Il senso delle mie parole era: fermatevi, verremo noi a prendervi”. Dev’essere una campagna di marketing delle prigioni libiche.
Meloni dice: “Andremo a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo”. Nessuno domanda se ha istituito una polizia speciale, se li caccia coi droni, se ci manda i Servizi Segreti o la Casellati nei ritagli di tempo dei suoi numerosi viaggi. Vigileremo.
Il min. delle Armi Crosetto dà la colpa degli sbarchi triplicati alla Russia, che spinge i mercenari della Wagner a spingere i migranti sui barconi per punirci del nostro appoggio a Zelensky.
Piantedosi dà la colpa agli italiani, “attrattivi” per i migranti.
FdI inserisce in Manovra un emendamento che consente di sparare ai cinghiali in aree urbane e di mangiarli in loco, perché no; misura chiaramente anti-radical chic (ma le signore delle Ztl scenderanno in strada con quintali di rucola). La trasformazione dell’Italia nel Texas trumpiano rende più simpatico il fatto che spenderemo 104 milioni al giorno in armamenti.
Meloni arrabbiatissima dice che all’Ucraina stiamo mandando armi che già abbiamo, non le stiamo comprando apposta. Però poi dobbiamo ricomprarle per noi, furbetta.
Tajani insiste: “Io non mi permetterei mai di utilizzare una altra donna come se fosse un forno che sforna patate”. Ma ancora? Non è meglio che i ministri parlino solo a stomaco pieno?
Il min. dello Sport Abodi dice: “Dovremmo ripristinare una competizione che ha fatto la nostra storia, i Giochi della Gioventù”. Giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza.
sabato 1 aprile 2023
Schietta e precisa all'inverosimile!
La Polpetta avvelenata e fascia serve a sviare i flop
DI DANIELA RANIERI
Ieri il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, ha gettato all’opinione pubblica la quotidiana polpetta avvelenata: “Gli uccisi in via Rasella furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle SS”.
Figuriamoci se ci mettiamo a dibattere di storia della Resistenza e del fascismo con uno che venera statue-feticcio di Mussolini col braccio in comica erezione priapesca; è chiaro che La Russa, dopo l’uscita di Meloni sui martiri delle Fosse Ardeatine “uccisi solo perché italiani” (i nazisti non avevano motivo di uccidere “gli italiani”, visto che tra essi c’erano i fascisti che gli facevano da servi; avevano invece loro motivi di uccidere antifascisti ed ebrei), ha rinfocolato la polemica per sviare l’attenzione pubblica dai flop del governo su migranti, codice degli appalti (o pro-mazzette) e Pnrr, come certifica il calo di consensi per tutti i Fratelli e Cognati d’Italia.
Che quelli uccisi in via Rasella fossero anziani membri della banda musicale è un’antica menzogna del mondo fascio. Il Polizeiregiment “Bozen” era invece un reggimento di uomini tra i 27 e i 43 anni addestrato per compiere stragi (il battaglione omologo in Veneto fu responsabile insieme alle SS della strage della valle del Biois), con 5-6 bombe a mano legate alla cintola, agli ordini di Kappler, capo della Gestapo a Roma e responsabile del rastrellamento del ghetto. Erano altoatesini, non perché lì suonano bene nelle bande, ma perché Bolzano era stata annessa al Reich (a riprova che quanto detto da Meloni sugli uccisi “solo perché italiani” è una fesseria).
La strategia è: spararla grossa, verificare la tenuta della pubblica indifferenza, farsi dare dei fascisti per poi fare le vittime (lo sguardo di Meloni, tra il candido e il feroce, dice: “E adesso che vogliono, questi rompicoglioni?”). È la famosa “pacificazione”, auspicata anche da leader del “centrosinistra”: rivalutare i fascisti (e perché no, in epoca di innamoramento lib-dem per lo sbarazzino battaglione Azov, anche i nazisti) e sputare sui partigiani che ci hanno liberato.
Come gira qui ad Alloccalia!
Ha stato Conte
di Marco Travaglio
1. Il 23.3.2020, in pieno lockdown, Conte e altri otto premier del Sud Europa lanciano un piano di ripresa post-Covid finanziato con Eurobond: no di Merkel, frugali del Nord e fronte di Visegrad. I giornaloni se la ridono: “L’azzeccagarbugli con la pochette andrà a sbattere, prenda il Mes”.
2. Il 21.7, dopo tre giorni e tre notti di battaglia al Consiglio Ue, mentre i giornaloni scrivono che quei soldi non ce li daranno mai o saranno molti meno, il Recovery passa all’unanimità e l’azzeccagarbugli torna a Roma con 209 miliardi: 36 più del piano Ursula. Pure Meloni, Salvini, B. e Renzi si complimentano. Ma FdI si astiene sul Pnrr sia in Ue sia in Italia.
3. Il governo Conte scrive il Pnrr e progetta una cabina di regia a Palazzo Chigi con il premier, Gualtieri (Mef), Patuanelli (Mise), 6 top manager e 300 tecnici per controllare progetti e gare. Renzi e Salvini gridano al golpe, Repubblica evoca i quadrumviri del Duce, Sole 24 Ore, Corriere&C. bombardano all’unisono.
4. Gennaio 2021. In piena seconda ondata Covid, si scrive il Pnrr e partono i vaccini: il momento giusto per rovesciare Conte. Ci pensa Renzi, previe consultazioni con Mancini in autogrill e Verdini a Rebibbia, col plauso di Confindustria e giornaloni al seguito.
5. Il 2.2 Mattarella chiama Draghi, che completa il Pnrr e lo snatura: via il salario minimo, meno fondi al green e alla sanità, dentro l’idrogeno blu e lo stadio di Firenze (voce “Cultura”). La cabina di regia passa da Chigi al Mef, con migliaia di tecnici, ma ora niente scandalo. Renzi scopre che i 209 miliardi “non li ha portati Conte, ma un algoritmo olandese”. Molinari rivela su Rep che “il governo Draghi è riuscito a ottenere la maggioranza dei fondi del Next Generation Eu” (il Pnrr).
6. Il 22.12 Draghi si candida al Quirinale: “Abbiamo raggiunto i 51 obiettivi del Pnrr e creato le condizioni perché il lavoro sul Pnrr continui, indipendentemente da chi verrà”. Ma viene trombato, accumula altri ritardi sul Pnrr e fa casino con le assunzioni nella Pa.
7. Il 25.10.2022 Meloni va al governo e riporta la cabina di regia sul Pnrr dal Mef a Chigi, come voleva fare il golpista Conte. Si perde altro tempo. L’Ue se ne accorge congela la nuova rata.
8. Bisogna incolpare qualcuno. Stagnaro: “La responsabilità è di Conte e Draghi: hanno scelto di chiedere integralmente i fondi europei”. Borgonovo: “Siamo la nazione che ha chiesto più soldi, non si capisce perché. Ci troviamo una marea di soldi di cui non abbiamo bisogno”. Bernabé: “Si sapeva che non avremmo saputo spenderli, ma Conte chiese lo stesso tanti soldi”. Quindi non solo li ha portati Conte, non Draghi o l’algoritmo olandese. Ma ne ha portati troppi. Si vergogni.
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