Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
martedì 21 marzo 2023
Storicamente
lunedì 20 marzo 2023
Sempre la stessa storia!
Dura la vita del banchiere! Guardate ad esempio quella di Greg Becker alle Hawaii, dopo aver venduto tutte le sue azioni poco prima che la banca Svp, da lui diretta, andasse in default.
Solito canovaccio, solita storia merdosa: affondano le banche, anche il Credit Suisse, i potenti salvano i loro depositi, tutti gli altri vedono evaporare i propri risparmi. Nessuno che vada in galera, nessuno che rimanga invischiato in queste vicende sfioranti, possiamo pure dire toccanti, il mondo criminale.
Non siamo tecnici, solo osservatori e quello che emerge dal mondo malefico della grande finanza è sempre lo stesso: i banchieri non rischiano nulla, vengono pagati con cifre folli, compiono azioni da puri briganti, e nel caso di crollo della struttura, ne escono sempre puliti e pronti ad imbarcarsi in altre avventure piratesche.
Pagano sempre i soliti che oltre a pagare non si ribellano.
Titoli spazzatura, agenzie di rating che esaltano strutture come Svb, senza avvertirne la fine imminente.
Un mondo di merda quello finanziario, in grado di governare stati, di supportare multinazionali con bilanci da nazione, con l'unico obbiettivo di incrementare, tendendo all'infinito, le ricchezze di pochi, con l'impercettibile difetto che possiamo definire effetto collaterale di ridurre in miserie migliaia di persone per bene.
E non possiamo neppure invocare interventi dall'alto, visto che nell'alto del mondo economico, che è anche politico, ci stanno loro. Sempre loro, fino a quando non avverrà una sana e robusta ribellione della maggioranza di viventi su questo pianeta in mano a pochi e destinato ad una probabilissima estinzione.
Per il resto, buona giornata!
Mano al borsellino!
domenica 19 marzo 2023
Altro punto di vista
“La vernice lavabile fa meno danni a Firenze del modello Nardella”
BLITZ A PALAZZO VECCHIO - "Il foulard di Pucci sul Battistero, le sfilate di moda agli Uffizi"
DI TOMASO MONTANARI
Ma, anche a prescindere da quelle sequenze imbarazzanti, la credibilità di Dario Nardella come difensore di Palazzo Vecchio sta a zero. Egli era infatti vicesindaco quando il sindaco Matteo Renzi fece trapanare, nel 2011, gli affreschi di Giorgio Vasari nella dissennata ricerca della perduta “Battaglia di Anghiari” di Leonardo. La funzionaria competente dell’Opificio delle pietre dure si rifiutò di avallare quella terribile pagina di propaganda politica a spese del patrimonio culturale, denunciando la decisione della giunta fiorentina di “operare danneggiamenti alla superficie pittorica attraverso strappi non motivati da considerazioni conservative”. Altro che vernice lavabile: ma allora Nardella era l’ombra muta di Renzi. E nel 2015, quando si era ormai messo in proprio come sindaco, Nardella affittò il Salone dei Cinquecento a una convention intitolata all’Hard Luxury, il lusso estremo, sottraendolo alle visite. E questa volta ad essere ferita gravemente fu la funzione civile di Palazzo Vecchio, che in quanto palazzo della città è anche la casa di chi non ha una casa, in un momento in cui la diseguaglianza estrema è il principale problema dell’umanità.
Ma proprio questa è la cifra della Firenze Renzi-Nardella, una città che espelle i residenti dal centro attraverso una super-gentrificazione turistica che nemmeno la pandemia ha fermato (ora è il turno degli studentati di lusso, doppio schiaffo al diritto allo studio e a una idea di città). Come dimenticare la cena della Ferrari a Ponte Vecchio, quella di Stefano Ricci sul Ponte a Santa Trinita, il Battistero fasciato da un enorme foulard di Pucci, le sfilate di moda agli Uffizi, le partite di golf nella Biblioteca Nazionale, l’addio al celibato e poi la “mostra” di Lagerfeld nelle sale della Galleria Palatina di Palazzo Pitti, la cena della Morgan Stanley in una cappella di Santa Maria Novella, la proiezione del logo dell’American Express sull’Ospedale degli Innocenti…? E dunque: è un po’ di vernice (lavabile con molta meno acqua di quella che Nardella ha usato per impedire ai turisti di sedersi sui sagrati delle chiese storiche…) a mettere in pericolo i monumenti, o è invece il loro insostenibile sfruttamento, che appartiene a quella stessa logica che conduce il Pianeta alla rovina, e che i militanti di Last Generation denunciano usando l’arte, ma senza nuocerle?
Da storico dell’arte trovo perfetto lo stile di questa campagna planetaria. La nostra Costituzione proclama l’inscindibilità tra ambiente e patrimonio storico e artistico: che rischiano oggi di perire insieme, se non cambiamo radicalmente il nostro modello socio-economico. E poi, come ha scritto Franco Marcoaldi, “chi non sa apprezzare un albero / non può apprezzare un quadro”.
Boom!
Una grande Amaca!
