domenica 31 luglio 2022

Marco e le regole

 

La regola dei 2 errori
di Marco Travaglio
L’informazione all’italiana è talmente prevedibile da risultare commovente. Funziona così: si decide in partenza chi sono i buoni e i cattivi (o meglio lo si fa decidere ai padroni), a prescindere da ciò che fanno e dicono; poi si leccano i primi e si lapidano i secondi, qualunque cosa facciano; i buoni possono diventare cattivi e viceversa, secondo la convenienza del momento. Ma non i 5Stelle, che sono sempre cattivi. Anzi, sono la stella polare dei media, che adottano per loro l’apposita tecnica dell’“errore perpetuo”. A ogni scelta fra A e B, si tengono sempre pronti due articoli: A è una cazzata; B è una cazzata. Fanno riforme (dalla blocca-prescrizione al Reddito) che tutti invocavano da trent’anni? Siccome le fanno loro, chi le invocava scopre che sono schifezze. Minacciano la crisi se Draghi non risponde ai 9 punti sociali di Conte? Tutti dicono che è l’ennesimo penultimatum del Sor Tentenna che mai metterà a rischio le poltrone dei suoi, tutti venduti al sistema, altro che entrare in Parlamento e aprirlo come una scatoletta di tonno, ah ah le risate! Poi Draghi non risponde sui 9 punti, anzi li sputacchia (e prende a calci pure la Lega per esser proprio sicuro di farsi sfiduciare), e il M5S non dà la fiducia. Allora vai con l’altro articolo: per non elogiare la coerenza di chi non baratta le idee per le poltrone, lo si incolpa di averci orbati di un governo così fico da mettere in fuga persino il premier, ovviamente su ordine di Putin.
Stessa solfa per i 2 mandati. Pochi sanno (perché i media non lo dicono) che lo statuto Pd ha il limite di 3: solo che le deroghe sono così tante che nessuno se n’è mai accorto e chi dovrebbe dirlo – l’informazione – e chieder conto a Letta, fischietta e parla dei due mandati del M5S, con la solita tecnica del doppio articolo. Per anni si scrive che la regola è finta, figuratevi se quegli scappati di casa (sono il gruppo con più laureati, ma fa niente) e voltagabbana che urlavano contro le poltrone andranno a casa, altro che aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, ah ah le risate! Poi Grillo nega il 3% di deroghe e Conte si adegua (secondo noi sbagliando entrambi, in un’emergenza come questa). Pur di non lodarne la coerenza, tocca tirar fuori il secondo articolo: “I 5 Stelle azzerano gli eletti” (Corriere), “Grillo licenzia le stelle” (Rep), “Grillo riduce i 5 Stelle” (Messaggero), “Conte l’ammazza M5S” (Libero), “Grillo, schiaffo a Conte e Travaglio” (Giornale). Intanto, giusto in tempo per le urne, la Meloni, che non era più fascista perché atlantista, torna fascista e Salvini, che non era più putiniano perché draghiano, torna putiniano. Invece la berluschina Gelmini non è più l’Attila della scuola perché va con Calenda. Ah, dimenticavo: sapete perché Conte è uno stronzo? Perché è uno stronzo.

L'Amaca

 

Aspettando il pettirosso
DI MICHELE SERRA
Il mendicante ammazzato di botte da un energumeno non è un segno dei nuovi tempi. Al contrario, è segno che il nostro tempo ristagna, e tutto ciò che ristagna si guasta e marcisce.
Negli anni Ottanta i due teenager nazisti di Verona che si facevano chiamare Ludwig bruciavano vivi i senzatetto e i drogati, una maniera spiccia per arianizzare il mondo. “Gli incendiarono il letto sulla strada di Trento, riuscì a salvarsi dalla sua barba un pettirosso da combattimento”, così la raccontò De André nella sua terribileDomenica delle salme(1990), ripreso da Maurizio Maggiani nel suo bel romanzo “Il coraggio del pettirosso”.
Il sadismo e la brutalità contro gli indifesi si passano il testimone da generazioni. Il problema non è dunque l’insorgenza inspiegabile dell’odio e della prepotenza; piuttosto è la sua implacabile sopravvivenza, come se la civiltà fosse solo una finzione. E a renderci ancora più tristi è la scomparsa, o piuttosto il mancato avvento, del pettirosso da combattimento: tutti che fanno video, tutti spettatori, ben pochi hanno il coraggio di entrare in scena. A Recanati (ma che succede nelle Marche, così belle e un tempo così pacifiche?), poche ore dopo la macellazione a mani nude del mendicante a Civitanova, un barista ha fermato un omaccio del posto che stava accoltellando un africano, difficile dire se per razzismo o per generica ferocia. Dunque si può. Non solo si deve: anche si può.
Sui media facciamo scialo della parola “eroi”, sbrodolandola su qualunque persona (infermiere, volontario, soccorritore, cane da salvataggio) che sta semplicemente facendo il suo mestiere. Ma non abbiamo bisogno di eroi, abbiamo bisogno di pettirossi. Non di retorica, ma di mani forti che sappiano disarmare.

sabato 30 luglio 2022

In attesa



Chissà che strali partiranno dal Giornalone di Papà Godot Molinari, che è anche un dipendente dei sabaudi ma prima di tutto un giornalista…

Cattivone!

 



Tutto questo caos davanti alla notizia, ferale per molti, che il Garante abbia seguito lo statuto del Movimento 5 Stelle, pone dubbi e genera pensieri, primo fra tutti: eavoikekaxxovenefrega? Già perché i signori del vapore sembrano molto traumatizzati dinnanzi ad un fatto per loro fuori da ogni logica, visto che intendono la politica come un mestiere, un lautissimo mestiere. Occorre però precisare un aspetto: il limite dei due mandati sarebbe giusto e sacrosanto se nel contempo si fosse pensato a formare giovani e meno giovani, con l'affiancamento, al prossimo ricambio parlamentare. E questa è una pecca. Grillo ha il diritto di applicare le regole, queste sconosciute per molti, ma occorreva appunto creare in tempo uno gruppo pronto a sostituire coloro che sono al termine del secondo mandato.
Detto questo il coro laido degli immoti alfieri della politica mestierante è qualcosa di indecoroso ed indegno. Vedere Pierfi pronto a duellare per superare i quarant'anni di parlamento, o Calderoli, La Russa, Gasparri, Gasparri!!! solo da 31 anni ad acchiapparsi 15mila euroni mensili, provoca stipsi e foruncolosi varie, tanto è il disappunto.

La politica non dovrebbe essere un mestiere, bensì un servizio alla società civile e chi ha superato il limite che lo stato dovrebbe imporre, si dovrebbe togliere dai coglioni e godersi la tanto amata pensione, d'oro naturalmente.
E invece vediamo topastri in giro mendicare un altro scranno, un'altra poltrona, come non pensare a Giggino sfanculante le regole, una volta protette apparentemente con tutto sé stesso ed ora squittire alla ricerca di un maleodorante luogo ove continuare la politica agiata, vedasi il partito dei sindaci senza alcun sindaco presente? E il Bimbominkia con amichetta aretina pronti a far fuoco e fiamme per un seggio sicuro che Ronf Lettino parrebbe non assicurar loro?
Spaventa certo la scelta del Movimento, al punto che ognuno di lor signori si prende licenza di dir la sua in merito, deridendo una scelta statutaria cercante di ridurre al massimo l'abbraccio in stile sirena del luogo per antonomasia ricettacolo di privilegi fuori della portata del popolino votante, che siamo noi.

Speriamo che il corpo elettorale allontani più mestieranti possibile, spedendoli finalmente nel giusto anonimato, dorato anch'esso, ma per lo meno in grado di non farli più nuocere al bene sociale.

Che strano...

 

Novavax funziona (ma non si usa)
di Maria Rita Gismondo
Sussurriamo, per non disturbare le aziende che fino a oggi ci hanno fornito i vaccini anti Covid-19, che anche negli Usa il Cdc (Centro statunitense per il controllo delle malattie) ha approvato il vaccino Novavax, per l’uso negli adulti. Sarà distribuito e disponibile fra qualche settimana E, malgrado il quasi assoluto silenzio, in Italia, l’Aifa si è già pronunciata favorevolmente lo scorso 22 dicembre. Sono trascorsi più di sette mesi, ma il suo utilizzo stenta ad affermarsi. Nei report vaccini della Presidenza del Consiglio, risulta che sul totale di 141.971.225 di dosi distribuite, delle quali somministrate 138.943.026, quelle (distribuite) Novavax sono 1.023.000. Altre fonti riferiscono che ne sono state utilizzate solamente qualche decina di migliaia. Perché? È un vaccino che aveva creato attese, perché diverso dal punto di vista della sua composizione basata non sulla tecnologia genica ma su quella dei ricombinati proteici, utilizzando la proteina spike del virus Sars-CoV-2. Come spesso troviamo in altri vaccini, è presente un adiuvante, cioè una molecola che riesce a potenziare l’effetto immuno-stimolante del principio attivo. Si tratta del cosiddetto Matrix-M, che contiene estratti di saponina dalla corteccia dell’albero di Soapbark, originario del Cile. Lo schema di vaccinazione prevede due dosi per via intramuscolare, a distanza di 21 giorni. I dati oggi disponibili riferiscono una copertura immunologica di 6 mesi. Dopo tale periodo è consigliabile una terza dose, che innalza ancora di più tale immunità, anche di 4-6 volte. Effetti collaterali, fatta eccezione qualche transitoria reazione locale, praticamente nessuno. Il vaccino Novavax non solo è in grado di prevenire la malattia grave o moderata nel 100% dei casi, ma anche l’infezione al 90%, effetto che, seppur atteso, non ci hanno dato gli altri vaccini. Ci aspetteremmo festeggiamenti e fuochi d’artificio! Da informazioni pervenute, che meritano approfondimento, pare che ottenerlo negli hub sia molto difficile. Eppure con in giro un virus molto infettivo sarebbe utile un vaccino che finalmente previene l’infezione.

La cura di Marco

 

La cura omeopatica
di Marco Travaglio
L’ultima trovata del cosiddetto centrosinistra è geniale: battere le destre con le destre. Cioè con l’omeopatia: scippare alle destre parlamentari e ministri, dargli una passata nell’autolavaggio Azione, candidarli nell’ammucchiata Democratici-Progressisti guidata dal democristiano con gli occhi di tigre. E naturalmente sperare che gli elettori di destra ci caschino, seguendo gli esponenti di destra nel centrosinistra, che potrà governare con esponenti di destra. Ove mai non accadesse, il risultato sarebbe ancor più strepitoso: la destra al governo con nuovi esponenti di destra e il centrosinistra all’opposizione con vecchi esponenti di destra che passeranno il tempo a domandarsi che ci fanno all’opposizione quando, essendo di destra, potrebbero stare nel governo di destra e ovviamente non faranno alcun’opposizione perché sono di destra. Non parliamo di idee perché, nel mutuo teatrino del voto utile (“Votate per noi, sennò vince il babau fascista/comunista”), meno ne hai e meglio è.
Brunetta ha trascorso 30 anni a insultare e combattere chiunque non fosse di destra: lavoratori, sindacalisti, pm, eletti ed elettori sgraditi a B.. Ora passa al centrosinistra con la stessa fulminea disinvoltura con cui si cambia i calzini (non deve neanche piegarsi). E nessuno gli chiede almeno di scusarsi, ammettere di avere sbagliato, spiegare perché ha cambiato idea (se l’ha cambiata). La Gelmini ha trascorso 30 anni a beatificare il suo capo pregiudicato, ad attaccare i magistrati che lo processavano e i giornalisti che lo criticavano, a sparare minchiate cosmiche (la celebre “costruzione del tunnel tra il Cern e i laboratori del Gran Sasso”), a farsi consigliare dal piduista-piquattrista-pregiudicato Bisignani e a devastare la scuola con la schiforma che cancellò 100mila insegnanti e tagliò 8,4 miliardi in tre anni. Contro la Gelmini il centrosinistra che ora la candida scese in piazza decine di volte. Ieri è entrata nella premiata lavanderia Calenda e il titolare, anziché nasconderla nella speranza che non la notasse nessuno, l’ha strombazzata con tamburi, grancasse e l’aria di chi ha scoperto la nuova Golda Meir o Indira Gandhi rediviva. Tanto sapeva che nessun giornalista avrebbe disturbato con qualche domanda a lui sulla famosa competenza dei suoi candidati, a lei sulla sua schiforma e il tunnel, a Letta sulle sue amnesie dolose. Rep, per dire, dedica a “Calenda, l’uomo mercato corteggiato da tutti” una pagina di soffietto, con tanto di ingrandimenti dei tatuaggi: “La A di Azione presa dagli Avengers, lo squalo e SPQR” (mecojoni). E avvincenti note autobiografiche su Carletto ragazzo padre che “a 16 anni fece una figlia” e rivela: “Le cambiavo i pannolini e la allattavo”. Che tenero: così giovane, e aveva già le tette.

L'Amaca

 

L’unico girone dell’inferno
DI MICHELE SERRA
Non c’è sunto più efficace della miseria umana, e pure della idiozia umana, del breve video nel quale si vede un prete ortodosso, di osservanza russa, che picchia con la croce un altro prete ortodosso,di osservanza ucraina.
L’efferata scenetta sembra architettata da una lobby di atei — ammesso che gli atei, la minoranza meno rappresentata al mondo, possano permettersi una lobby. Viene da ridere e viene da piangere, che sono le due sole forme di reazione umana di fronte al disumano, o al subumano.
La croce come corpo contundente è una parodia blasfema (fatta da un prete!) del sacrificio del Cristo, che secondo quanto è scritto non morì né per la Russia né per l’Ucraina, ma per l’intera umanità. “Russia” e “Ucraina”, al pari dei nomi di qualunque tribù al mondo, sono, al cospetto del cosmo, meno di niente. E trova conferma, vedendo la scena, l’idea che l’uso della religione come arma politica, dunque come arma impropria, sia uno di quelli storicamente più diffusi.
Vedi il commovente viaggio penitenziale del Papa tra i nativi americani: crocefissi pure loro dalla colonizzazione euro-cristiana.
La fede come strumento del potere locale è disgustosa, perché per sua natura dovrebbe, la fede, diffidare del particolare e alzare lo sguardo all’universale. Maledetti i preti che alzano la croce per benedire la Nazione, o per benedire i cannoni, pochi esseri umani sono più spregevoli di loro. Ogni guerra di aggressione ha avuto i suoi certificatori religiosi, pronti a garantire che ad armare gli eserciti fosse Dio in persona. Se esistesse l’inferno avrebbe un solo girone, e sarebbe il loro.